Il mese di Luglio ha visto chiudersi il percorso avviato con il podcast La luce in fondo, ispirato all’omonimo libro del sacerdote e filosofo. L’evento si è tenuto nella parrocchia di Santa Rita a Tor Bella Monaca dove si è svolto un incontro intenso e partecipato con don Luigi Maria Epicoco, promosso dalla Fondazione ENAV.
Podcast La luce in fondo e la sua forza nelle periferie
Dopo mesi di riflessione virtuale, l’evento ha voluto riportare il dialogo sul senso della vita, del dolore e della speranza in una dimensione concreta, comunitaria, e – soprattutto – simbolica: quella di una delle periferie più difficili di Roma. Non è stato un caso che si sia scelto proprio Tor Bella Monaca. Questo quartiere, spesso raccontato solo per le sue fragilità, è anche luogo di resistenza, fede e umanità viva. Un vero emblema di quelle “periferie esistenziali” di cui parlava papa Francesco, dove la luce del Vangelo può accendersi con più forza, perché là dove tutto sembra mancare, ogni parola autentica risuona con maggiore intensità. La chiesa era gremita. Nonostante il caldo torrido, centinaia di persone si sono strette in ascolto, attente, partecipi, silenziose e profondamente toccate. Famiglie, anziani, giovani, operatori pastorali, persone arrivate da altri quartieri della città: la risposta del pubblico è stata non solo numerosa, ma qualitativamente coinvolta. Un vero successo di partecipazione e contenuti, che ha confermato la validità dell’intuizione della Fondazione ENAV di portare nella realtà, e in un luogo periferico, un percorso nato inizialmente online.
Fondazione ENAV e il progetto La luce in fondo
Il progetto ha visto un impulso decisivo da parte di Alessandra Bruni, presidente della Fondazione ENAV, che ha fortemente voluto il podcast e questo evento, ispirata dalla lettura de La luce in fondo durante il difficile periodo della pandemia. Quelle pagine, lette nei mesi di isolamento, hanno rappresentato per lei una chiamata alla condivisione, alla responsabilità e al servizio. Da lì la scelta di usare la Fondazione come megafono, affinché parole capaci di illuminare l’interiorità potessero raggiungere un pubblico vasto, anche nei luoghi meno ascoltati.
La Fondazione ENAV, nata nel 2023 come ente del Terzo Settore, è presieduta dalla stessa Alessandra Bruni ed esprime l’impegno sociale, culturale e solidale di ENAV S.p.A., società che gestisce il controllo del traffico aereo in Italia. Il suo scopo è quello di promuovere iniziative di inclusione, solidarietà e cultura, con particolare attenzione alle fragilità sociali e alla formazione. Tra i suoi ambiti d’intervento ci sono la promozione della persona, la valorizzazione delle competenze, l’educazione civica e spirituale, l’innovazione sociale e la cura del bene comune.
In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto La luce in fondo, nato come podcast con la voce di don Luigi Epicoco e conclusosi con un incontro reale, dal forte valore simbolico e comunitario. Don Luigi ha saputo ancora una volta fondere profondità e semplicità, teologia e concretezza. “Non c’è luce che si veda senza prima attraversare il buio”, ha detto, parlando della necessità di non fuggire dalle crisi, ma di viverle come occasioni di rinascita. Il dolore, ha spiegato, non è un errore di percorso, ma parte del cammino umano e spirituale. Ed è proprio dentro i momenti difficili che può germogliare una speranza autentica, non illusoria, che nasce dall’incontro con un Dio che non promette scorciatoie, ma una compagnia.
Il cuore del messaggio evangelico proposto da Epicoco è che la fede cristiana non è un conforto astratto, né un’alienazione dal mondo, ma una chiamata a vivere con responsabilità e amore nel tempo presente. “Il Vangelo – ha sottolineato – non cambia solo il cuore di chi crede, ma cambia la società. Perché le persone trasformate dall’amore diventano costruttori di relazioni nuove, di giustizia, di pace. Il cristianesimo, quando è vissuto davvero, crea società migliori”. Parole che risuonano come invito concreto all’impegno, non solo alla riflessione interiore. Perché una fede che non incide sulla vita sociale, che non si traduce in stile di vita, accoglienza, cura del prossimo, rischia di essere sterile. E invece proprio nei contesti più fragili, come quello di Tor Bella Monaca, si avverte con maggiore urgenza la forza di una spiritualità che diventa carne, storia, azione. Una fede che guarisce perché si fa prossimità.
Il messaggio di don Luigi Epicoco e la luce in fondo
Il passaggio dal virtuale al reale, dalla voce registrata alla presenza fisica, ha voluto segnare una svolta significativa: la parola, per quanto potente, trova il suo compimento nell’incontro. Ed è proprio nell’abbraccio tra tecnologia e umanità, tra cultura e comunità, che può rinascere un tessuto sociale più forte e solidale. Molti dei presenti, a fine serata, si sono fermati a lungo. Si sono scambiati sguardi, strette di mano, piccoli racconti. La fede si è fatta comunità, la speranza si è fatta volto. Anche questo è stato parte dell’evento: non solo una conferenza o una lezione, ma un tempo condiviso di bellezza e riconciliazione.
In tempi in cui la parola “periferia” è spesso caricata di connotazioni negative, questo incontro ha mostrato quanto siano proprio questi luoghi a custodire un potenziale profetico. Don Luigi ha parlato anche di questo, con parole limpide: “Il Vangelo nasce in periferia. Gesù nasce in un villaggio sconosciuto, vive tra gli ultimi, muore fuori dalle mura. È lì che si manifesta la gloria di Dio: non nel potere, ma nella fragilità redenta.”Il calore nella chiesa non era solo quello del sole estivo, ma quello umano, emotivo, spirituale. Un calore che ha sciolto le difese, che ha invitato all’ascolto e alla condivisione. E che forse, per molti, ha segnato l’inizio di un nuovo modo di guardare alla propria vita. Con più fiducia, con più fede, con la consapevolezza che anche nei momenti più bui può esserci una luce in fondo.
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