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La voce del Terzo Settore a Ostia Antica: istituzioni, patrimonio e comunità a confronto

Un incontro pubblico a Ostia Antica mette a confronto istituzioni, patrimonio culturale e associazionismo sul ruolo del Terzo Settore

Nel pomeriggio del 19 gennaio 2026, il Castello di Giulio II a Ostia Antica ha ospitato l’incontro “La Voce del Terzo Settore – proposta e informazione”, un momento di confronto pubblico dedicato al ruolo delle associazioni, del volontariato e dell’economia sociale nel rapporto con le istituzioni e con il territorio.

Terzo settore: dialogo, strumenti e responsabilità condivise

L’iniziativa, ideata e realizzata da Marco Mambor, oggi responsabile del Dipartimento Terzo Settore di Forza Italia Roma, si è svolta con una formula concreta e dialogica. Nel ruolo di moderatore, Mambor ha accompagnato gli interventi mantenendo il focus sugli aspetti operativi, normativi e sulle ricadute reali per le realtà associative locali.

Ad aprire i lavori, dopo l’introduzione del moderatore, è stata Luisa Regimenti, Assessore della Regione Lazio, che ha chiarito cosa si intenda oggi per Terzo Settore, quali attività esso ricomprenda e in che modo la Regione possa sostenerlo. L’intervento ha toccato sia il piano normativo sia quello delle risorse economiche, sottolineando l’importanza di politiche regionali capaci di accompagnare il lavoro degli enti attraverso strumenti chiari, bandi e finanziamenti mirati.

Mambor ha poi introdotto Alessandro D’Alessio, Direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, che ha illustrato il valore storico e simbolico del Castello di Giulio II e la visione che guida l’ente nella gestione del patrimonio. D’Alessio ha ribadito come il Parco scelga di concedere in uso i propri spazi per iniziative di interesse collettivo, indipendentemente dal colore politico dei promotori, purché i contenuti siano coerenti con finalità culturali e sociali, confermando un approccio aperto alla valorizzazione del patrimonio pubblico.

A seguire è intervenuto Alberto Tulli, funzionario responsabile della fruizione e valorizzazione del Parco Archeologico, che ha portato esempi concreti di collaborazione con il Terzo Settore. Dal 2021 – ha ricordato – sono stati aperti nuovi siti, due nell’area di Ostia e tre nel territorio di Fiumicino, anche grazie a convenzioni con enti del Terzo Settore, inclusi soggetti legati all’Arma dei Carabinieri per il supporto alla vigilanza. Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato proprio questo aspetto: senza il contributo delle associazioni e dei volontari, molti spazi del Parco non sarebbero oggi fruibili. Le convenzioni attivate hanno permesso non solo l’apertura dei siti, ma anche lo svolgimento di attività culturali e sociali da parte delle associazioni del territorio.

È stato quindi il turno di Angelo Tripodi, consigliere regionale del Lazio, impegnato nelle attività consiliari sui temi sociali e territoriali. Dopo i ringraziamenti di rito e un richiamo al rilancio del sito di Ostia Antica, Tripodi ha sottolineato come il Terzo Settore rappresenti un mondo fondamentale, spesso chiamato a supplire alle carenze delle istituzioni. Ha richiamato il quadro normativo nazionale delineato dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), evidenziando i numeri del comparto e la necessità di una collaborazione strutturata tra enti e pubblica amministrazione.

Nel corso dell’intervento, incalzato dalle sollecitazioni del moderatore, Tripodi ha fatto riferimento anche a temi urbanistici, accennando a una proposta di legge regionale in materia di edilizia e riqualificazione delle aree agricole, finalizzata a favorire interventi di housing sociale, attività sportive e servizi di interesse collettivo. Un passaggio che ha evidenziato la necessità di una connessione più stretta tra politiche territoriali, professionisti, associazioni e Terzo Settore per offrire risposte integrate ai bisogni sociali.

Nel corso del dibattito è stato più volte richiamato anche il quadro normativo complessivo del Terzo Settore. Il Codice del Terzo Settore, pur essendo stato approvato nel 2017, ha trovato piena attuazione solo negli anni successivi, con l’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) dal 2021 e, soprattutto, con l’entrata a regime della nuova disciplina fiscale a partire dal 1° gennaio 2026. La riforma ridefinisce in modo organico diritti, doveri e agevolazioni degli enti non profit, superando definitivamente la categoria delle Onlus e introducendo regole più chiare in materia di trasparenza, fiscalità, rapporti con la pubblica amministrazione e accesso ai benefici. Un impianto che incide direttamente sull’operatività quotidiana delle associazioni e rende ancora più necessario un accompagnamento istituzionale e formativo.

Un breve ma significativo saluto è arrivato anche da Francesco Carpano, consigliere comunale di Roma Capitale, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rivedere e semplificare le norme per l’assegnazione delle sedi associative, tema centrale per garantire stabilità e continuità alle realtà del territorio.

La parte tecnica dell’incontro è proseguita con l’intervento di Maria Grazia Bastianelli, commercialista, che ha illustrato – anche attraverso slide – le principali novità fiscali in vigore dal 1° gennaio 2026 per gli enti del Terzo Settore, soffermandosi sulle implicazioni operative della nuova disciplina e sull’importanza dell’inquadramento corretto all’interno del RUNTS.

Ha chiuso il quadro degli interventi l’avvocato Giorgio Giuri, che ha offerto una lettura giuridica della riforma del Terzo Settore, soffermandosi sugli obiettivi di trasparenza, certezza normativa e collaborazione tra enti non profit e pubbliche amministrazioni, elementi centrali per rendere il sistema realmente funzionale.

A dare concretezza al confronto sono stati infine gli interventi di alcune associazioni del territorio, che hanno portato esperienze dirette, criticità operative e richieste puntuali, trasformando l’incontro in un’occasione di impegno reciproco e di avvio di percorsi collaborativi concreti.

Nel complesso, l’evento ha mostrato come il dialogo tra patrimonio culturale, politiche pubbliche e associazionismo possa diventare uno strumento efficace per costruire servizi, partecipazione e coesione sociale, a partire dai territori.

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Andrea Cisternino
Andrea Cisternino
Editorialista di stampo giusnaturalista, cattolico tradizionale , moderato ma non troppo
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