Era il 2003 quando Francesco Reitano decise di riqualificare un luogo completamente abbandonato. Siamo in Sicilia, in provincia di Messina, precisamente nella piccola frazione di Piano Torre, a Capo Rasocolmo, sul versante tirrenico dell’isola. Un promontorio di rocce metamorfiche a picco sul mare.
Immaginate una distesa incolta e selvaggia. Il vento che pettina le erbacce, antichi richiami architettonici, tra cui una vecchia cisterna che conserva ancora oggi tutto il suo fascino. Da un lato l’alba, dall’altro il tramonto. Lo sguardo si perde sull’orizzonte, dove il mare sembra non finire mai.
Pensate, inoltre, che da qui parte una scala naturale che conduce alla spiaggia, un tratto di costa conosciuto in tutta la provincia per le caratteristiche montagne di sabbia bianca. E poi il mare cristallino, limpido come, a volte, riesce a esserlo soltanto il cielo. Una spiaggia poco frequentata, ideale anche per un’escursione naturalistica.
Francesco Reitano, però, deve aver colto anche una bellezza più discreta. Come quella di una particolare varietà di fiordaliso, una mutazione presente esclusivamente a Capo Rasocolmo e originaria delle Isole Eolie. La scogliera è riconosciuta come geosito di interesse internazionale e, poco distante, si erge il Faro di Capo Rasocolmo.

È qui che oggi sorge Tenuta Rasocolmo: dieci ettari di vigneti, etichette premiate, un’offerta enogastronomica costruita attorno ai prodotti dell’orto e del territorio, eventi culturali e artistici. Oltre i filari, affacciato sul promontorio, si trova un piccolo teatro.
«Io non ho fatto altro che ripulire quello che era coperto» dirà più avanti Francesco Reitano. Ma per capire fino in fondo il senso di queste parole bisogna immaginare com’era questo luogo ventitré anni fa.

Tenuta Rasocolmo: vedere ciò che ancora non appare. l’intervista a Francesco Reitano
«Lo dico sempre – racconta Francesco Reitano – non ho fatto altro che ripulire ciò che era coperto». Tutto nasce nel 2003 quando, dopo anni vissuti in Lombardia, rientra in Sicilia. È allora che prende forma l’idea di riqualificare quel luogo abbandonato, guidato dalla capacità di immaginare ciò che sarebbe potuto diventare, ben oltre quello che aveva davanti agli occhi.
«Non c’erano nemmeno le vigne, c’erano solamente erbacce, roveti, vecchi alberi di ulivo e il vecchio casale che, in realtà, era la vecchia cantina vinicola, completamente abbandonata. Abbiamo iniziato soltanto con la produzione del vino, quindi con l’impianto del vigneto del Faro. Dopo alcuni anni ho deciso di ristrutturare il casale e abbiamo iniziato l’attività di accoglienza turistica, con degustazioni, eventi privati e cerimonie. Successivamente, anche grazie alla mia precedente esperienza nel campo della comunicazione, abbiamo iniziato a organizzare eventi: jazz d’autore, teatro e rassegne d’arte. Nel frattempo si è ampliata anche l’attività vinicola: oggi abbiamo terreni qui a Piano Torre, sull’Etna e nell’Agrigentino».

La produzione vinicola ha ottenuto, negli anni, importanti riconoscimenti. Tra le etichette più rappresentative: DOC Faro Rasocolmo, Hismael – Inzolia IGP Terre Siciliane, Inzolia IGP Terre Siciliane Biologico, Bianco Blend IGP Terre Siciliane Biologico e i bianchi mossi N36 e Sarqin. Completano la produzione l’idromele L’Acqua di Aron e la grappa Aeolus, ottenuta dalle vinacce del DOC Faro Rasocolmo.
«Tra i vini premiati, quello che sicuramente mi rappresenta meglio è il Doc Faro. È il primo vino che ho prodotto e quindi, chiaramente, c’è un legame affettivo particolare con questo prodotto» specifica con un sorriso dal sapore dei ricordi. «Anche le altre etichette hanno ottenuto importanti riconoscimenti, perché la filosofia che guida il nostro lavoro è quella di valorizzare e mettere in produzione vitigni autoctoni siciliani. Non lavoro mai con vitigni internazionali. Quando possibile, lavoriamo in biologico, sempre con un sincero rispetto degli aspetti naturalistici. Questo mi gratifica, anche se – aggiunge – a dirti la verità, il riconoscimento di cui vado maggiormente fiero, personalmente, è vedere questo posto valorizzato. Il resto è relativo».

La Tenuta Rasocolmo propone degustazioni enogastronomiche ed esperienze gourmet, raccontando la Sicilia anche attraverso i sapori. L’esperienza gastronomica è affidata allo chef Nino Cosenza, che valorizza l’olio extravergine d’oliva, le conserve artigianali, i prodotti dell’orto biologico e le altre eccellenze del territorio.
«Abbiamo un orto biologico dal quale ogni anno ricaviamo prodotti diversi: cipolle, peperoncini, gelsi bianchi. Trasformiamo praticamente tutto ciò che è possibile trasformare, proprio con l’idea di offrire un abbinamento genuino ai nostri vini. La sostenibilità e il rispetto dell’ambiente per noi sono fondamentali. L’ultimo investimento è stato rivolto all’agrivoltaico. Vogliamo offrire agli ospiti un’esperienza autentica. Che si tratti di chi arriva per una degustazione o di chi sceglie di soggiornare nella tenuta, italiano o straniero, vogliamo che porti con sé non solo l’idea della sicilianità, ma il ricordo di un’esperienza realmente vissuta in Sicilia, a Messina, a Capo Rasocolmo».

La produzione vinicola è soltanto una parte del progetto della Tenuta Rasocolmo. Qui la valorizzazione del territorio passa anche attraverso l’arte e la cultura. Infatti all’interno dell’antico casale trova spazio il MuRC, il Museo d’Arte Contemporanea Rasocolmo, nato inizialmente per custodire le opere della famiglia Bonanno.
«La collezione si basava soprattutto sulle opere di mio nonno e del prozio Carmelo Bonanno, due pittori messinesi dei primi del Novecento. Per intenderci, sono gli artisti della cui famiglia ha decorato i soffitti lignei del Duomo di Messina».
Il MuRc, allo stesso tempo, è una collezione viva grazie alle collaborazioni artistiche internazionali che trasformano la tenuta Rasocolmo in un laboratorio creativo a cielo aperto, curate dalla critica d’arte Mariateresa Zagone.
«Ogni anno organizziamo una residenza d’artista: attraverso un bando internazionale vengono selezionati uno o due vincitori, che soggiornano qui per una settimana, realizzano un’opera, generalmente una scultura, che rimane nella Tenuta Rasocolmo entrando a far parte della collezione permanente».

Molti degli appuntamenti estivi sono ancora in programma. «Fino alla fine di agosto organizziamo il Capo Rasocolmo Summer Fest, una rassegna che comprende spettacoli di teatro contemporaneo, teatro classico, tragedie, mostre d’arte e incontri dedicati allo yoga e al benessere. Alcuni eventi si sono già svolti, mentre tra i prossimi appuntamenti figura la mostra ESPOSTI dell’artista catanese Diana Marcadini. A breve pubblicheremo anche il calendario dei prossimi tre spettacoli teatrali con la regia di Roberto Bonaventura».
Prima di salutarci, chiedo a Francesco Reitano come sia riuscito, nella sua visione imprenditoriale, a legare insieme tradizione e innovazione.
«La tradizione, molto spesso, deve lasciare spazio all’innovazione. È vero che può esserci una componente di tradizionalità nel modo di operare, ma bisogna comunque guardare avanti, perché le cose cambiano e, molto spesso, cambiano in meglio. L’importante è non perdere mai di vista la visione del progetto».

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