No.Strano Festival 2025 Santa Maria nasce in un borgo che conta solo 208 abitanti, così riportano i dati ufficiali. Due stradine che si incrociano a 768 metri d’altitudine, il verde dei boschi che incontra l’azzurro del cielo e un’atmosfera che si carica di storia, tra echi medievali e memorie custodite nei silenzi della montagna. Siamo a Santa Maria, piccola frazione di Montalbano Elicona, al confine con San Piero Patti. Una piccola comunità ma con un’identità profonda: radici forti, tradizioni vive, paesaggi che chiedono di essere raccontati.
Un compito tutt’altro che semplice di una piccola Pro Loco
Le Pro Loco sono i custodi dell’anima di un luogo: raccolgono la storia, le tradizioni e la trasformano in racconto. Un compito tutt’altro che semplice, che richiede visione, impegno e coraggio. Ci sono borghi che vivono del mare e dei porti, più accessibili ai flussi turistici. E poi ci sono quelli nascosti tra le montagne, raggiungibili solo affrontando curve, strade spesso dissestate e assenza di luci. Sono perle rare, luminose e fragili al tempo stesso.
Santa Maria appartiene a questa seconda categoria: un borgo lontano dai circuiti più battuti, ma con un cuore pulsante. È qui che la Pro Loco ha scelto di dare vita a No.Strano – Il Festival del Cibo e delle Tradizioni Popolari, giunto alla sua terza edizione. Non una semplice festa, ma un’occasione di riflessione e crescita.
No. Strano, il Festival delle radici
Organizzato ogni anno l’11, 12 e 13 settembre, in concomitanza con i festeggiamenti della patrona Maria in Collis, il Festival intreccia sapori, identità e prospettive future. Ad aprirlo, come sempre, un convegno: quest’anno dedicato a “Rete, relazioni e ripopolamento: il percorso virtuoso del turismo sostenibile verso la D.M.O.”.
Un titolo che racchiude i grandi temi del presente: turismo lento, turismo di ritorno, mobilità sostenibile, turismo delle radici. Tutti segmenti che, insieme, compongono il mosaico di un territorio che vuole contrastare lo spopolamento e guardare avanti. Il fenomeno colpisce anche altre aree siciliane e non solo, negli ultimi 10 anni i borghi italiani hanno perso quasi 700.000 abitanti.
Uno studio di Confcommercio, presentato nel 2024 al Salone del Turismo di Rimini, ha definito il turismo delle radici come fenomeno in crescita: il 35% sceglie strutture alberghiere nei borghi o nelle aree rurali per una questione di autenticità.
Un altro studio ha dimostrato che il 62,5% delle persone che vivono nei piccoli borghi (comuni con meno di 5.000 abitanti) ha un’età compresa tra 15 e 65 anni: questo significa che le opportunità di sviluppo locale riguardano la fascia attiva. Un segnale che anche in borghi come Santa Maria, nonostante lo spopolamento, esiste ancora una comunità viva e attiva, che può diventare motore di sviluppo se sostenuta da politiche lungimiranti.
Il Convegno
La Sicilia conta 391 Comuni, ma proprio in questa piccola frazione si è costruito un momento di confronto di alto livello, alla presenza dell’Assessore Regionale al Turismo Elvira Amata. Con lei i sindaci di Montalbano Elicona Antonino Todaro, San Piero Patti Cinzia Marchello e il vicesindaco di Raccuja Massimo Giambrone.
Sono intervenuti, tra gli altri: Massimo Natoli, presidente UNPLI Messina; Francesco Calanna, presidente GAL Nebrodi Plus; Angela Puglisi, UNPLI Regionale; Giuseppe Simone, vicepresidente nazionale I Borghi più Belli d’Italia; Alessandro Allegra, direttore provinciale Confimprenditori; Filippo Grasso, docente Università di Messina; Antonio Tavilla, dirigente nazionale LAGAP. Voci diverse per un unico obiettivo: immaginare e costruire una Destinazione Turistica (DMO) che parta dai borghi.

Cos’è una D.M.O.?
La Destination Management Organization è un organismo che mette insieme istituzioni, imprese, associazioni e comunità per coordinare in modo unitario l’offerta turistica. Non solo eventi, ma governance condivisa, strategie comuni e un marchio di qualità territoriale. Strumenti già diffusi in molte realtà italiane, ma che in provincia di Messina ancora mancano. La loro nascita significherebbe passare dalle esperienze isolate a un sistema turistico integrato, capace di raccontare i borghi come destinazioni complete, competitive e sostenibili. Secondo uno studio fatto dall’Associazione i Borghi più Belli d’Italia, i visitatori nei borghi hanno generato nel 2022 una spesa diretta stimata in 4,6 miliardi di euro, cifra che sale a oltre 13 miliardi considerando gli effetti indiretti.
Sapori e musica
Non solo dibattiti: No.Strano è soprattutto un’esperienza sensoriale. Quest’anno i visitatori hanno potuto assaporare arancini alla norma e al ragù, frittole, maccheroni di grani siciliani, salsiccia di suino nero dei Nebrodi, carne di capra al forno e dolci della tradizione. E poi la musica: dalle sonorità popolari ai grandi omaggi della scena italiana. Perché i sapori e la musica non sono solo piacere, ma strumenti di memoria collettiva: tengono viva l’identità e trasformano la festa in un atto di resistenza culturale.
Immagine di copertina: veduta di Santa Maria di Montalbano Elicona, foto fornita dalla Pro Loco per l’edizione di No.Strano del 2023
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