HomePolitica & SocietàLa fede dichiarata “non idonea”: il segno di un’Europa smarrita

La fede dichiarata “non idonea”: il segno di un’Europa smarrita

Dalla neutralità imposta alla perdita di identità: quando l’Europa regolamenta le proprie radici fino a svuotarle

Ci sono decisioni che, pur maturando all’interno di un perimetro tecnico e regolamentare, finiscono per avere un significato che va ben oltre la loro natura formale. La sanzione inflitta dalla UEFA alla Stella Rossa per una coreografia contenente un messaggio religioso appartiene esattamente a questa categoria. Non è semplicemente una multa. È l’espressione di un orientamento culturale preciso, che merita di essere osservato con attenzione e, se necessario, criticato con chiarezza.

Identità europea e rimozione delle radici: il nodo culturale dietro la neutralità sportiva

All’interno di uno stadio europeo, una tifoseria ha esposto un’immagine sacra accompagnata da una frase che richiama la propria tradizione: “Che la nostra fede vi conduca alla vittoria”. Non si tratta di un messaggio aggressivo, né di un contenuto politico o ideologico in senso conflittuale. È un’espressione identitaria, radicata in una visione del mondo che per quella comunità non è un elemento accessorio, ma parte integrante della propria storia e della propria cultura.

La UEFA ha ritenuto quel messaggio “non idoneo a un evento sportivo”. È proprio questa qualificazione che rivela il punto critico.

Lo sport europeo, e il calcio in particolare, non è mai stato uno spazio asettico. È sempre stato un luogo di rappresentazione collettiva, in cui i popoli esprimono ciò che sono, portando sugli spalti simboli, memoria, tradizioni. Gli stadi non sono sale operatorie sterilizzate, ma luoghi vivi, attraversati da identità forti e riconoscibili. Pretendere di ridurre questo spazio a una neutralità assoluta significa, in realtà, svuotarlo della sua funzione più autentica.

Il problema, tuttavia, è più profondo. Non tutte le espressioni culturali hanno lo stesso peso nella storia europea. Il cristianesimo non è un elemento tra gli altri, non è una delle tante opzioni equivalenti che si possono collocare su un piano indistinto. È il fondamento storico della civiltà europea. Non solo sul piano religioso, ma su quello giuridico, politico, antropologico.

L’idea stessa di persona, la nozione di dignità, il limite del potere, il valore della coscienza, la struttura del diritto: sono categorie che si sono sviluppate all’interno di una matrice cristiana. Anche la modernità, pur avendo progressivamente separato la dimensione religiosa da quella politica, non ha mai reciso realmente questo legame. Ha continuato a muoversi dentro coordinate che da quella tradizione derivano.

Identità europea e rimozione delle radici: il nodo culturale dietro la neutralità sportiva

Quando si decide di espellere dallo spazio pubblico ogni riferimento a questa radice, non si compie un atto neutro. Si opera una rimozione culturale. E questa rimozione viene spesso giustificata in nome dell’inclusione, come se riconoscere le proprie origini fosse, di per sé, un gesto escludente.

In realtà accade l’opposto. Una comunità che cancella le proprie radici non diventa più aperta. Diventa più debole. Perché perde il linguaggio con cui può riconoscersi e, di conseguenza, accogliere anche l’altro senza dissolversi. L’inclusione autentica non nasce dal vuoto, ma da una identità consapevole.

L’Europa contemporanea, nella sua configurazione istituzionale, appare sempre più come una costruzione giuridica ed economica. Trattati, regolamenti, parametri, vincoli finanziari. Tutto questo ha una sua necessità e una sua funzione. Ma non basta a creare una comunità. Non basta a generare appartenenza.

Una comunità si fonda su elementi più profondi: memoria condivisa, simboli, riferimenti comuni, una visione dell’uomo e della società. Quando questi elementi vengono progressivamente espunti, ciò che resta è una struttura efficiente, ma priva di anima.

È in questo contesto che la decisione della UEFA assume un valore emblematico. Non si tratta soltanto di stabilire cosa sia opportuno o meno in uno stadio. Si tratta di comprendere quale idea di Europa stia emergendo attraverso scelte di questo tipo.

Un’Europa che considera inopportuna l’espressione pubblica di una radice religiosa che l’ha storicamente costituita è un’Europa che fatica a riconoscere se stessa. È un’Europa che, nel tentativo di evitare ogni possibile attrito, finisce per privarsi dei propri punti di riferimento più profondi.

Questo processo non produce maggiore coesione. Produce disorientamento. E il disorientamento, nel lungo periodo, rende impossibile qualsiasi progetto politico realmente condiviso. Non si costruisce una casa comune eliminando le fondamenta. Le fondamenta possono essere reinterpretate, possono essere adattate, ma non possono essere negate senza compromettere l’intera struttura.

Identità europea e rimozione delle radici: il nodo culturale dietro la neutralità sportiva

La sanzione alla Stella Rossa, quindi, non è un episodio isolato né irrilevante. È il riflesso di una tendenza più ampia: quella di un’Europa che tende a ridursi a spazio regolato, rinunciando progressivamente alla propria identità storica. Una Europa che pretende di essere inclusiva attraverso la neutralizzazione delle proprie radici finisce per diventare una realtà incapace di generare coesione autentica.

Il risultato è una costruzione che regge sul piano normativo, ma che fatica a esistere come comunità di destino. E in questa distanza tra struttura e identità si colloca una delle fragilità più evidenti del progetto europeo contemporaneo e che la porterà inevitabilmente, per nostra fortuna, a naufragare definitivamente.

Continua a seguirci su PDQ Magazine per tutti gli aggiornamenti.

NOTE: Le opinioni espresse in questo articolo costituiscono un intervento di riflessione su un tema giuridico e culturale di particolare rilevanza. Esse non esauriscono né rappresentano necessariamente l’unica posizione del giornale.

Andrea Cisternino
Andrea Cisternino
Editorialista di stampo giusnaturalista, cattolico tradizionale , moderato ma non troppo
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments