Nel novembre scorso veniva annunciata con enfasi l’attenzione politica sull’avvio dei lavori di ristrutturazione del mercato di via Orazio dello Sbirro, a Ostia con l’impegno a vigilare sull’inizio delle operazioni di delocalizzazione dei banchi come fase preliminare alla riqualificazione dell’area. Parole che lasciavano intendere un percorso ormai prossimo a partire. A distanza di mesi, però, la realtà racconta tutt’altro scenario.
Mercato via Orazio dello Sbirro Ostia: lavori ancora in attesa
Ad oggi non solo non si è visto alcun intervento concreto, ma non risultano nemmeno avviate le attività amministrative che dovrebbero costituire il presupposto minimo di qualsiasi cantiere. Nessuna delibera nota, nessuna determina pubblicata, nessun cronoprogramma accessibile, nessuna comunicazione ufficiale agli operatori. Il mercato è esattamente nelle stesse condizioni di allora, immerso in una situazione di degrado che penalizza i commercianti, i residenti e l’immagine stessa del territorio.
Il problema, dunque, non è soltanto il ritardo dei lavori. Il problema è che manca ancora il segnale fondamentale: l’avvio formale del procedimento. Senza atti, senza procedure e senza una regia amministrativa chiara, ogni annuncio rischia di restare una promessa priva di sostanza.

«Sto seguendo questa vicenda da tempo – afferma Marco Mambor, Dirigente romano di Forza Italia – ho attivato tutti i canali politici possibili, a livello municipale e cittadino, e continuerò a farlo. Il mercato di via Orazio dello Sbirro ha bisogno di una vera riqualificazione, così come tutto il quadrante che lo circonda. Mi sto spendendo affinché questo intervento non resti sulla carta, ma diventi finalmente un progetto concreto, con atti, tempi certi e risorse definite».
«Insieme al segretario municipale Renzo Pallotta ho chiesto supporto istituzionale a livello capitolino al consigliere di Forza Italia in Campidoglio Francesco Carpano e alla capogruppo Rachele Mussolini, per avere risposte dagli assessori di competenza in merito alle tempistiche e allo stato reale del procedimento».
Parole che descrivono un impegno che non è episodico, ma costante, fatto di segnalazioni, richieste di chiarimento, interventi pubblici e confronto diretto con cittadini e operatori. Un lavoro di pressione politica che ha l’obiettivo preciso di impedire che il tema venga archiviato nel silenzio e che costringe le istituzioni a confrontarsi con una realtà che altrimenti rischierebbe di essere ignorata.

La vigilanza, però, non può diventare un alibi per l’inerzia. Ora servono atti concreti: l’apertura formale del procedimento, la definizione di un percorso amministrativo, l’individuazione delle risorse e dei tempi. Senza questo passaggio, parlare di riqualificazione significa continuare a muoversi nel terreno delle intenzioni.
La vicenda del mercato di via Orazio dello Sbirro è diventata emblematica di un modo di amministrare che troppo spesso si limita agli annunci. Ostia, invece, ha bisogno di scelte, di responsabilità e di tempi certi. I cittadini e gli operatori non chiedono miracoli. Chiedono di vedere muoversi le carte. E subito dopo, finalmente, di vedere muoversi i cantieri.
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