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Spin Time, ipotesi di trasferimenti nel Municipio X: chiesti chiarimenti al Campidoglio

Dopo l’evacuazione dello stabile dell’Esquilino, alcune strutture tra Castel Fusano e Infernetto sarebbero state considerate per le sistemazioni temporanee. Mambor (FI) chiede informazioni su numeri, modalità e durata dell’accoglienza

La vicenda di Spin Time si sposta dal centro di Roma verso la periferia e apre un nuovo fronte politico nel Municipio X. Dopo l’evacuazione dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme e l’avvio, da parte del Campidoglio, delle procedure per trovare sistemazioni temporanee alle centinaia di persone che vi abitavano, tra le possibili destinazioni sarebbero entrate anche alcune strutture situate nel territorio del Decimo Municipio, con particolare attenzione alle zone di Castel Fusano e Infernetto.

Una prospettiva sulla quale interviene Marco Mambor, dirigente romano di Forza Italia per il Terzo Settore e da tempo impegnato politicamente nel Municipio X. L’esponente azzurro chiede al Campidoglio di chiarire immediatamente le dimensioni, le modalità e la durata dell’eventuale operazione.

«La situazione delle persone sgomberate dallo Spin Time rappresenta un’emergenza sociale che deve essere affrontata, ma non può essere gestita scaricando le conseguenze sui territori senza un confronto preventivo con i Municipi e con i cittadini» afferma Mambor.

L’incendio e l’emergenza abitativa

La vicenda ha avuto inizio nella notte tra il 29 e il 30 luglio, quando un principio d’incendio nello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato dal 2013, ha determinato l’evacuazione dell’edificio. Il rogo è stato rapidamente domato e non ha provocato feriti né danni strutturali rilevanti, ma i successivi provvedimenti hanno impedito il rientro degli occupanti.

Da quel momento per il Campidoglio si è aperta una complessa emergenza abitativa che coinvolge centinaia di persone, tra le quali famiglie con minori e soggetti fragili. Il caso Spin Time, tuttavia, precede di molto l’incendio. Lo stabile era da tempo inserito tra gli immobili da liberare e, nel febbraio scorso, il Tribunale civile di Roma aveva condannato il Ministero dell’Interno a risarcire oltre 21 milioni di euro alla proprietà per la mancata esecuzione dello sgombero.

Nel corso degli anni si sono così sovrapposti il problema dell’occupazione abusiva, le esigenze sociali delle persone presenti nell’edificio, il diritto della proprietà e le responsabilità delle istituzioni chiamate a dare esecuzione ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Spin Time, intervento di Marco Mambor

Le sistemazioni individuate dal Campidoglio

Dopo l’evacuazione, il Comune di Roma ha tentato di individuare una soluzione che consentisse un rientro temporaneo nello stabile, ipotesi respinta dalla proprietà. Parallelamente sono iniziate le ricollocazioni delle persone evacuate.

Al 12 agosto il Campidoglio ha comunicato di avere già trovato una sistemazione alternativa per circa 160 persone. Nella stessa giornata Investire Sgr, proprietaria dell’immobile, ha annunciato la disponibilità di 500 mila euro da destinare al Comune per contribuire alle spese delle sistemazioni temporanee.

La società ha inoltre precisato che, per quanto possibile, dovrebbero essere privilegiate strutture situate nell’area dell’Esquilino, soprattutto per tutelare le persone fragili e garantire la continuità scolastica dei minori. L’individuazione degli spazi necessari a gestire un’emergenza di queste dimensioni starebbe però estendendo il problema anche ad altri territori della Capitale.

Tra le ipotesi emerse figurerebbero, infatti, alcune strutture nel Municipio X. Una possibilità che ha immediatamente acceso l’attenzione della politica locale, anche se restano da chiarire il numero delle persone eventualmente interessate, le strutture individuate e la durata dell’accoglienza.

La richiesta di trasparenza

È su questi aspetti che Mambor solleva una questione che va oltre la contrapposizione tra favorevoli e contrari all’accoglienza: chi decide come distribuire sul territorio romano gli effetti di un’emergenza di queste dimensioni e attraverso quali forme di coinvolgimento delle amministrazioni municipali e delle comunità interessate?

«Da quanto si apprende, tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche il trasferimento di alcune persone nel Municipio X, in particolare nelle zone di Castel Fusano e Infernetto. Se questa notizia fosse confermata, chiediamo immediatamente al Campidoglio di chiarire quante persone, in quali strutture e per quanto tempo verrebbero ospitate», sottolinea l’esponente di Forza Italia.

La posizione di Mambor, impegnato nel settore delle politiche sociali e nei rapporti con il mondo del volontariato, non si traduce nel rifiuto dell’assistenza alle persone evacuate. La richiesta è, piuttosto, che ogni intervento sia accompagnato da una programmazione sostenibile e da un confronto con i territori chiamati ad accogliere.

Le criticità del Decimo Municipio

«Il Municipio X ha già importanti criticità sul fronte dell’assistenza sociale, dell’emergenza abitativa, della sicurezza e dei servizi. Non è accettabile che decisioni di questa portata vengano assunte senza coinvolgere il territorio» dichiara Mambor.

Il Decimo Municipio presenta una realtà territoriale complessa: un’area molto vasta nella quale convivono il litorale di Ostia, quartieri densamente popolati, zone residenziali come Infernetto e Casal Palocco e aree caratterizzate da una maggiore fragilità sociale. È soprattutto sulla capacità effettiva dei servizi di sostenere eventuali nuovi inserimenti che Forza Italia chiede risposte all’amministrazione capitolina.

Secondo Mambor, il punto non consiste nel contrapporre i residenti del Municipio X alle persone provenienti da Spin Time, ma nell’evitare che l’emergenza diventi il criterio ordinario attraverso il quale amministrare la città. Accogliere persone in condizioni di difficoltà richiede strutture idonee, servizi sociali, controlli, assistenza e percorsi capaci di accompagnare le sistemazioni temporanee.

In assenza di questi elementi, il trasferimento rischierebbe soltanto di spostare geograficamente il problema, senza affrontarne le cause e senza offrire una prospettiva stabile alle persone coinvolte.

«Questo deve avvenire nel rispetto delle regole, garantendo sicurezza e servizi adeguati e soprattutto senza creare nuove emergenze» osserva Mambor.

Il nodo della temporaneità

La durata delle sistemazioni rappresenta uno dei punti politicamente più delicati. Se le strutture individuate dovessero offrire accoglienza soltanto per alcune settimane o per pochi mesi, sarebbe necessario chiarire quale percorso seguirebbe questa prima fase. Se invece si prospettassero permanenze più lunghe, il coinvolgimento del Municipio e la valutazione dell’impatto sui servizi diventerebbero ancora più rilevanti.

La richiesta avanzata dall’esponente di Forza Italia è quindi indirizzata direttamente a Palazzo Senatorio: rendere pubblici i numeri, indicare le strutture eventualmente interessate, spiegare i criteri adottati per la loro individuazione e chiarire quale progetto accompagnerà le persone trasferite.

«Il Campidoglio chiarisca subito ai cittadini del Municipio X cosa sta realmente accadendo. Su una questione così delicata non possono esserci decisioni calate dall’alto né informazioni apprese dai giornali» conclude Mambor.

La vicenda Spin Time rischia altrimenti di trasformarsi da emergenza circoscritta a un edificio dell’Esquilino in un problema distribuito tra diversi territori della Capitale.

Il tema posto al Campidoglio riguarda dunque il metodo con cui affrontare l’emergenza: garantire assistenza alle persone evacuate senza rinunciare alla programmazione, alla trasparenza e al coinvolgimento delle amministrazioni municipali. Su numeri, tempi e modalità dell’eventuale trasferimento nel Municipio X si attendono adesso chiarimenti da parte dell’amministrazione capitolina.

Immagini dal web.

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Andrea Cisternino
Andrea Cisternino
Editorialista di stampo giusnaturalista, cattolico tradizionale , moderato ma non troppo
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