Il 19 aprile 2026 l’Istituto Goethe di Roma ha ospitato un appuntamento destinato a segnare una traccia indelebile nel panorama culturale e scientifico della Capitale: “La Lezione di Freud: Radici e Attualità”. L’evento, organizzato dall’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata (IRPA), ha registrato una partecipazione notevole, confermando quanto il pensiero freudiano sia ancora vibrante e necessario per interpretare le inquietudini della modernità.
Non si è trattato di una semplice celebrazione accademica, ma di un atto fondativo: l’annuncio ufficiale dell’espansione dell’IRPA che, a partire da gennaio 2027, aprirà stabilmente la sua scuola di specializzazione post-universitaria a Roma, affiancandosi alle sedi storiche di Milano, Ancona e Verona.

La deviazione come fondamento: l’intervento di Cristiana Fanelli
Ad aprire la giornata è stata la dottoressa Cristiana Fanelli, psicoanalista e Presidente dell’Associazione Lacaniana Internazionale Roma. Nel suo intervento, Fanelli ha proposto una riflessione affascinante sulla figura di Sigmund Freud, leggendo la sua biografia non come un percorso lineare, ma come una serie di feconde deviazioni. Freud, proveniente da una famiglia ebraica e avviato verso una prestigiosa carriera nella medicina accademica e nella neurologia, scelse di rompere con il destino prestabilito.
Il momento cruciale di questa rottura avvenne a Parigi, nell’incontro con l’isteria. Qui Freud comprese che il “male di vivere” non era necessariamente riconducibile a un danno organico o a un guasto dei tessuti nervosi, ma era una verità soggettiva che cercava di esprimersi attraverso il corpo. Laddove la neurologia del tempo si fermava, incapace di spiegare i sintomi senza lesione, Freud ha intravisto il campo della parola.
La psicoanalisi nasce proprio da questo scarto: l’abbandono della certezza medica per inoltrarsi nel territorio ignoto dell’inconscio. Questa “deviazione” freudiana diventa così l’archetipo di ogni vera scoperta intellettuale, ricordandoci che solo uscendo dai sentieri battuti è possibile approdare a conoscenze realmente nuove e spesso rivoluzionarie.

Il pensiero di Massimo Recalcati: Freud e la terza umiliazione dell’umanità
L’intervento di Massimo Recalcati, Direttore Scientifico dell’IRPa, ha approfondito la portata rivoluzionaria del pensiero freudiano durante l’evento romano. Recalcati ha rievocato il suo incontro personale con l’opera di Freud, avvenuto non nelle aule universitarie, ma tra i tram di Milano, leggendo L’interpretazione dei sogni.
Questo passaggio dalla filosofia alla clinica rappresenta una deviazione speculare a quella compiuta dallo stesso Freud, sottolineando come la psicoanalisi non sia un sapere astratto, ma un’esperienza che trasforma radicalmente la vita del soggetto.
Richiamando il celebre testo Una difficoltà della psicoanalisi, Recalcati ha spiegato come Freud abbia inferto all’umanità la sua terza e più profonda “umiliazione” narcisistica. Dopo Copernico, che ha tolto la Terra dal centro dell’universo, e Darwin, che ha rimosso l’uomo dal centro della creazione divina, Freud ha dimostrato che l’Io non è padrone nemmeno in casa propria. Tuttavia, questa non è una visione nichilista che svuota la realtà di ogni significato. Al contrario, la psicoanalisi si configura come un invito democratico all’inclusione dell’alterità.
Recalcati ha utilizzato la metafora della stanza e del “disturbatore” per spiegare la dinamica psichica: la soluzione al disagio non risiede mai nell’espulsione violenta dell’elemento estraneo (il sintomo), ma nel dargli voce. Facendo parlare il disturbo, è possibile tradurre il trauma in parola, evitando che esso continui a logorare il soggetto dall’interno attraverso la ripetizione silente.

La scienza delle tracce: esplorando la geometria dell’inconscio strutturato
Un punto cardine della lezione tenutasi a Roma ha riguardato la natura profonda e la struttura stessa dell’inconscio. Rompendo con la tradizione filosofica che lo descriveva spesso come un calderone di istinti ciechi, caotici e irrazionali, Massimo Recalcati ha ribadito la visione freudiana dell’inconscio come un’attività di pensiero rigorosa.
Come sarebbe stato poi formalizzato da Jacques Lacan, l’inconscio non è l’opposto della ragione, ma è strutturato esattamente come un linguaggio, con le proprie regole, metafore e metonimie.
In questo senso, la psicoanalisi si definisce come una vera e propria scienza delle tracce. L’essere umano non è una tabula rasa, ma un deposito vivente di iscrizioni infantili e segni mnestici che continuano a operare nel presente. L’inconscio libidico gioca un ruolo centrale in questo processo, agendo come il motore che organizza la nostra percezione della realtà e orienta le nostre scelte, spesso a nostra insaputa. La pulsione ha una natura plastica e tende a fissarsi in modo indelebile su determinati oggetti o situazioni.
Le fasi dello sviluppo orale, anale, genitale, sono come stazioni di un viaggio che la libido compie lungo la vita del soggetto, ma questa energia non arriva mai interamente a destinazione in modo compatto. Parti di essa restano inevitabilmente “fissate” nelle tappe precedenti, rendendo la sessualità umana qualcosa di strutturalmente infantile e, per certi versi, surreale. Questo spiega perché i desideri adulti siano spesso legati a tracce arcaiche, come il seno materno che si trasforma simbolicamente nel piacere del fumo o nell’intensità di un bacio.
Psicoanalisi moderna: La seconda navigazione di Freud tra Es e Super-io
Recalcati ha inoltre esplorato la cosiddetta “seconda navigazione” freudiana del 1920, introducendo il concetto di Es. È vitale distinguere l’Es dall’Inconscio: mentre il secondo è dialettico e produce senso attraverso i sogni e i lapsus, l’Es è una forza impersonale, acefala, un moto che non cerca il significato ma il puro soddisfacimento nel movimento stesso, orientato al godimento e, talvolta, all’autodistruzione.
Questa forza si intreccia pericolosamente con il Super-io, definito da Recalcati come un’aberrazione della legge. Il Super-io non rappresenta la morale sana o l’etica del bene, ma una voce feroce e implacabile che punisce il desiderio, trasformando la vita in una serie di atti impuri e schiacciando la vitalità del soggetto sotto il peso della nevrosi.
La “Lezione di Freud” del 19 aprile è solo l’inizio di un percorso formativo d’eccellenza che mira a trasformare il sintomo in una nuova possibilità di conoscenza, offrendo risposte profonde e non standardizzate alle sfide della clinica contemporanea. L’annuncio dell’apertura della nuova sede dell’IRPA a Roma per il 2027 risponde alla necessità di formare analisti capaci di operare in questo territorio di confine. La sfida della psicoanalisi oggi è quella di offrire una cultura dell’ascolto che non miri alla semplice normalizzazione del comportamento, ma che sappia accogliere il “disturbatore” interno.
L’eredità freudiana, riletta attraverso la lente della ricerca attuale, fornisce gli strumenti per trasformare il sintomo ovvero quel peso che sembra insopportabile in una possibilità di nuova conoscenza.
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