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L’addio a Peppino di Capri: successi e segreti del maestro che ha unito il rock e la tradizione napoletana

Dall'esordio da bambino nella Capri del dopoguerra ai trionfi di Sanremo: il percorso umano e artistico di un'icona della musica italiana

La notizia della scomparsa di Peppino di Capri, lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale e musicale del nostro Paese. All’età di 87 anni, dopo aver affrontato una lunga malattia con la consueta discrezione e dignità, il grande musicista si è spento nella sua amata isola, all’interno di villa Castiglione.

Un legame, quello con la sua terra natale, che non si era mai spezzato e che troverà il suo ultimo e commosso abbraccio domenica 12 luglio alle ore 17, quando si terranno i funerali nella celebre e storica Piazzetta di Capri. Con la sua scomparsa, l’Italia perde uno degli ultimi veri giganti della canzone del Novecento, un pianista raffinato e un interprete elegante capace di attraversare oltre sessant’anni di evoluzioni musicali, parlando a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile inconfondibile.

Peppino di Capri è morto a 87 anni

Chi era Peppino di Capri: la biografia, le origini e i primi passi nel mondo della musica

Nato il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, il maestro ha respirato l’arte e le note fin dai suoi primissimi anni di vita. Nella sua famiglia la musica era una vera e propria vocazione di casa: il nonno paterno faceva parte stabilmente della banda musicale di Capri, mentre il padre era il titolare di un avviato negozio di strumenti musicali e amava suonare nel tempo libero il clarinetto, il sassofono, il contrabbasso e il violoncello.

Fu proprio in questo ambiente stimolante che il giovanissimo Giuseppe iniziò a manifestare un talento precoce e straordinario per il pianoforte. Pensare che la sua prima esibizione pubblica avvenne a soli quattro anni, quando si sedette davanti ai tasti bianchi e neri per allietare le truppe americane stanziate sul territorio isolano durante le delicate fasi della Seconda guerra mondiale.

A sei anni cominciò ufficialmente lo studio formale dello strumento, ponendo le basi tecniche per quella che sarebbe diventata una carriera leggendaria. L’adolescenza segnò l’inizio delle esibizioni nei locali notturni e nei night club di Capri e della vicina Ischia insieme all’amico fraterno Ettore Falconieri.

Sotto il nome di Duo Caprese, i due riuscirono persino ad approdare sul piccolo schermo nel programma televisivo “Primo applauso”, all’epoca condotto da Enzo Tortora. Verso la fine degli anni Cinquanta, la voglia di sperimentare le nuove sonorità d’oltreoceano spinse i ragazzi a fondare i Capri Boys, un gruppo fortemente influenzato dal travolgente fenomeno del rock and roll americano.

Il destino cambiò radicalmente durante una delle loro serate, quando un dirigente della prestigiosa casa discografica milanese Carisch notò il loro potenziale e propose il primo vero contratto discografico. Fu in quel momento che Giuseppe Faiella divenne per sempre Peppino Di Capri.

Il nome d’arte nacque da un’intuizione del chitarrista Mario Cenci, che propose di unire il nomignolo familiare al nome dell’isola d’origine per renderle un perenne omaggio. Nacquero così Peppino Di Capri e i suoi Rockers, una formazione che nel giro di pochissimo tempo conquistò le classifiche e il cuore del pubblico italiano, proiettando il giovane artista anche nel mondo del cinema attraverso i popolari film degli anni Sessanta.

Peppino di Capri è morto a 87 anni

Le canzoni famose di Peppino di Capri: da Roberta al successo di Champagne

La produzione artistica di Peppino di Capri custodisce capolavori immortali che sono entrati di diritto nella memoria collettiva e nella storia della musica italiana. Canzoni memorabili come Roberta dedicata alla prima moglie Roberta Stoppa, sposata negli anni Sessanta e dalla quale si separò nel 1970 poco dopo la nascita del primogenito; e la spensierata St Tropez twist hanno letteralmente segnato un’epoca e i costumi del miracolo economico.

Per non parlare di Luna caprese o del monumentale successo di Champagne, forse la sua melodia più celebre e iconica in assoluto. Questa canzone è diventata nel tempo la più cantata, celebrata e ballata in ogni angolo del pianeta, al punto da ispirare un film documentario a lui dedicato e trasmesso con grande successo su Rai 1 nel febbraio del 2025. Il brano rappresenta perfettamente la sua capacità di unire il romanticismo della melodia italiana a un arrangiamento pianistico elegante e d’atmosfera.

Peppino di Capri è morto a 87 anni

Sanremo e i grandi premi: le vittorie all’Ariston e la vita privata dell’artista

La consacrazione istituzionale e popolare della sua grandezza è legata a doppio filo al Festival di Sanremo, una manifestazione che lo ha visto salire sul palco del teatro Ariston per ben quindici volte nella sua lunghissima carriera. Tra queste numerose partecipazioni spiccano le due storiche vittorie: la prima arrivò nel 1973 con il brano Un grande amore e niente più, che segnò il suo grande rilancio dopo un periodo di sosta e lo scioglimento della band originale, e la seconda nel 1976.

Il suo palmarès vanta anche quattro presenze al Festival della Canzone Napoletana con una vittoria nel 1970, nove partecipazioni a Canzonissima e progetti unici come il Trio Melody a Sanremo 1995, composto insieme a Gigi Proietti e Stefano Palatresi con il pezzo Ma che ne sai… se non hai fatto il piano-bar.

Fino alle sue più recenti apparizioni sul palco dell’Ariston nel 2023, Peppino non ha mai smesso di incantare la platea. Per i suoi meriti artistici, nel maggio del 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo aveva insignito del prestigioso titolo di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana.

La vita privata di Peppino di Capri è stata segnata da due amori importantissimi, legati a doppio filo anche alla sua produzione artistica. Nel 1961 il cantante sposa Roberta Stoppa, una bellissima modella; dopo la fine di questo tormentato legame, Peppino incontra Giuliana Gagliardi, una studentessa di biologia napoletana. Con Giuliana vive un legame indissolubile durato oltre quarant’anni, e coronato dalla nascita dei figli Edoardo e Daria.

Ed è proprio in questa dimensione così intima e legata alle sue radici che oggi lo salutiamo. Se ne va un grande interprete della canzone, che ci lascia dei brani che hanno contribuito a creare la storia della musica italiana; ci piace ricordarlo nella sua meravigliosa isola di Capri, dove lo si poteva incontrare facilmente, sorridente, al bar dell’iconica piazzetta.

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Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
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