Le elezioni comunali 2026 a Roquebrune-Cap-Martin continuano a far discutere anche dopo la riconferma del sindaco di centrodestra Patrick Cesari. Quella che sembrava l’apertura di un nuovo mandato amministrativo all’insegna della continuità politica è stata infatti seguita da una serie di vicende giudiziarie e amministrative che stanno alimentando il dibattito pubblico nella cittadina della Costa Azzurra.
Da un lato, la Procura della Repubblica di Nizza ha aperto un’indagine preliminare sulla posizione elettorale del primo vicesindaco Dominique Nicolaï; dall’altro, un ricorso depositato davanti al Tribunale Amministrativo contesta la regolarità dello svolgimento della campagna elettorale e delle operazioni di voto. Si tratta di due procedimenti distinti che, pur riguardando aspetti diversi, finiscono per proiettare un’ombra sulla nuova maggioranza guidata da Patrick Cesari.
La Procura di Nizza indaga sulla posizione del primo vicesindaco
L’indagine della Procura di Nizza è stata avviata in seguito a una segnalazione presentata dal consigliere comunale di opposizione Patrick Launois, appartenente al gruppo Cap Rocabruna.
L’esposto riguarda le modalità con cui Dominique Nicolaï, oggi primo vicesindaco, è stato iscritto nelle liste elettorali di Roquebrune-Cap-Martin.
Secondo Launois, Nicolaï risiederebbe in realtà a Mentone, città nella quale ha ricoperto un incarico comunale tra il 2020 e il 2026. Il consigliere mette inoltre in dubbio la documentazione utilizzata per l’iscrizione nelle liste elettorali del comune, ipotizzando che possa essere stato indicato un indirizzo professionale anziché quello della residenza effettiva.
Sulla base di tali elementi, la Procura ha ritenuto opportuno aprire un’indagine preliminare per verificare il rispetto delle disposizioni previste dal Codice elettorale francese.

La difesa di Dominique Nicolaï
Il primo vicesindaco respinge integralmente tutte le contestazioni. Dominique Nicolaï afferma di aver seguito le procedure indicate dagli uffici comunali e sostiene di essere regolarmente in affitto in un appartamento situato a Roquebrune-Cap-Martin dal mese di giugno 2025.
Qualora tale circostanza venisse confermata nel corso degli accertamenti, la sua iscrizione nelle liste elettorali risulterebbe compatibile con quanto previsto dalla normativa francese. Al momento non esiste alcun provvedimento giudiziario che accerti irregolarità o responsabilità a suo carico.
Il ricorso contro le elezioni comunali 2026
Parallelamente all’indagine penale, resta aperto anche il fronte amministrativo. L’ex candidato sindaco Sameh Hassan ha infatti presentato ricorso davanti al Tribunale Amministrativo chiedendo di verificare la regolarità delle elezioni comunali 2026 di Roquebrune-Cap-Martin.
Nel ricorso vengono segnalati diversi episodi che, secondo il ricorrente, avrebbero potuto influenzare il corretto svolgimento della competizione elettorale.
Tra le presunte anomalie figurano manifesti elettorali che sarebbero stati coperti o nascosti, una distribuzione ritenuta incompleta del materiale di propaganda elettorale, comportamenti attribuiti a un agente della polizia municipale e alcuni episodi interpretati come tentativi di intimidazione.
Secondo il legale di Sameh Hassan, tali fatti potrebbero configurare vere e proprie “manovre” suscettibili di incidere sulla sincerità del voto e sulla regolarità della consultazione elettorale.
Spetterà ora al Tribunale Amministrativo valutare la fondatezza delle contestazioni e stabilire se gli elementi raccolti possano avere avuto un’incidenza concreta sull’esito delle elezioni.
Il ruolo dell’opposizione nella verifica della regolarità del voto
Le iniziative promosse da Patrick Launois e Sameh Hassan confermano il ruolo di controllo che le opposizioni svolgono all’interno delle istituzioni democratiche.
Attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento francese, i due esponenti hanno chiesto alla magistratura ordinaria e a quella amministrativa di verificare il rispetto delle norme che disciplinano le elezioni comunali.
Si tratta di un passaggio importante per garantire trasparenza e fiducia nei confronti delle istituzioni locali, soprattutto quando vengono sollevati dubbi sulla correttezza delle procedure elettorali.
Le verifiche affidate alla Polizia Giudiziaria di Nizza
L’inchiesta sulla posizione del primo vicesindaco è stata affidata al Servizio Interdipartimentale della Polizia Giudiziaria di Nizza, che dovrà verificare la documentazione relativa all’iscrizione di Dominique Nicolaï nelle liste elettorali e accertare se tutti i requisiti richiesti dal Codice elettorale francese fossero effettivamente presenti.
Gli investigatori raccoglieranno gli elementi necessari che saranno successivamente valutati dalla Procura della Repubblica, la quale deciderà come procedere una volta concluse le verifiche.
Nel frattempo anche il Tribunale Amministrativo dovrà pronunciarsi sul ricorso riguardante la regolarità complessiva delle elezioni comunali.

Un mandato che si apre tra verifiche e polemiche
La riconferma di Patrick Cesari alla guida del Comune di Roquebrune-Cap-Martin coincide quindi con un inizio di mandato caratterizzato da un acceso confronto politico e da importanti verifiche giudiziarie.
L’esito delle indagini della Procura e della decisione del Tribunale Amministrativo sarà determinante per chiarire definitivamente le contestazioni sollevate e per consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.
Fino a quel momento, il dibattito politico nella cittadina della Costa Azzurra è destinato a proseguire, mentre maggioranza e opposizione attendono le conclusioni degli organi competenti.
Conformemente al principio della presunzione di innocenza, Dominique Nicolaï contesta integralmente tutte le accuse mosse nei suoi confronti e, allo stato attuale, non è stata accertata alcuna violazione di legge. Le indagini della Procura della Repubblica e il procedimento davanti al Tribunale Amministrativo sono tuttora in corso.
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