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Massimo Troisi, la poesia del silenzio. Salina lo ricorda con il Marefestival e sfida il tempo

Un viaggio tra cinema e memoria: Marefestival Salina 2025, Premio Troisi, ha reso omaggio a Massimo Troisi con ospiti, musica e paesaggi unici

Il Marefestival Salina 2025 Premio Troisi ha trasformato l’isola in un palcoscenico di memoria e poesia. In questa gemma del Tirreno non si applaude per ridere ma per ricordare. Salina è un’Isola silenziosa, luminosa, vulcanica. Una macchia sempreverde riflessa nel mare, che conserva la memoria di quattordici Edizioni del Marefestival Salina – Premio Troisi. Un festival che vive sul dialogo a distanza nel tempo con Massimo Troisi: una voce che sapeva essere comica senza volgarità, politica senza slogan, poetica senza retorica. A raccontare l’eredità sono stati tanti ospiti tra cui Cristina Comencini, Ezio Gregio, Alessandro Preziosi e Barbara Foria. e in fondo è bastato poco: una risata senza eccessi ed è stato subito poesia.

Marefestival Salina 2025: un palcoscenico di memoria

Quando la bellezza di un paesaggio è già un film

Salina è l’Isola più verde delle Eolie: viti, fichi d’india, felci, castagni, pini. L’elenco si allunga con le colture tipiche come i capperi e con le specie endemiche e rare. È divisa in tre Comuni – Santa Marina Salina, Leni e Malfa – ciascuno con le sue peculiarità. Rinella, una frazione del Comune di Leni, è celebre per la spiaggia scura di origine vulcanica accanto al piccolo porto e per le sorgenti termali sottomarine. A Santa Marina, il porto è più ampio e scenografico: scesi dall’aliscafo, si cammina su una lunga passerella che sfiora il mare, vicino al centro cittadino. Non a caso, la prima sera del Festival si è svolta nella piazza centrale di Santa Marina, mentre le serate di sabato e di domenica si sono spostate a Malfa. Un epilogo perfetto: Malfa, a 123 metri sopra il livello del mare, regala uno dei tramonti più emozionanti dell’isola e, non a caso, il tramonto nella zona di Pollara, dove si trova ancora la casa rossa del film Il Postino (1994, regia di Michael Radford) toglie il fiato.

Mi piace pensare che quei tramonti siano stati alcuni dei momenti più belli degli ultimi giorni di vita dell’attore, e che quel film, il suo ultimo film, abbia significato qualcosa di speciale. “A me vengono i brividi pensando che Il Postino sia stato l’ultimo film di Massimo Troisi. Ha dovuto girarlo con la controfigura – dice Barbara Foria in conferenza stampa – a causa della malattia. Quest’Isola si è riempita di poesia e rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo di tutti”.

Massimo Troisi si è spento a 41 anni, poche ore dopo la fine delle riprese.

“Sono innamorato” dice il postino a Pablo Neruda, interpretato da Philippe Noiret.

“Ah bè, non è molto grave. C’è rimedio” risponde il poeta.

Tanti ospiti al Marefestival per ricordare Troisi

“No! Che! Che… che rimedio… – la voce supera la balbuzie – che rimedio… io vo…voglio stare malato.”

Cristina Comencini, ospite d’onore della XIV Edizione, ha ricevuto il Premio alla Carriera e condiviso con il pubblico la sua personale immagine di Massimo Troisi: un uomo colto, attento, capace di cogliere l’ironia dal quotidiano senza mai scivolare nella banalità.

“L’ho conosciuto e mi piaceva anche come persona. Riusciva a sfatare pregiudizi con una gentilezza rara. Abbiamo capito subito che era una voce nuova, capace di proseguire la grande commedia italiana in modo sottile, amabile ma anche incisivo”.

Non tutti gli ospiti hanno avuto l’occasione di conoscerlo, come Giuseppe Zeno, anche lui napoletano: “So che Troisi era molto legato a quest’Isola, che ha reso magico il suo ultimo film. Chissà cosa avrebbe potuto regalarci, se la malattia non l’avesse portato via così presto”.

Tra gli altri premiati: Alessandro Preziosi, Massimo Boldi, Barbara Foria, Ezio Greggio e Marina Suma. I cantautori Daria Biancardi, Mauro Di Maggio e Peppe La Spada – quest’ultimo autore della sigla ufficiale del Festival – hanno arricchito le tre serate di musica e hanno ricevuto il Premio Troisi. Presente anche il regista italo-egiziano Luca Sherif. 

Le serate sono stata condotte da Nadia La Malfa e Massimiliano Cavaleri, organizzatore della manifestazione insieme a Patrizia Casale e Francesco Cappello. Testi di Giovanni Pontillo. Madrina della rassegna: Maria Grazia Cucinotta.

Salina e l’eredità del Marefestival Premio Troisi

Cosa resta di quel mito oggi?

Ogni anno, Marefestival Salina – Premio Troisi sfida il tempo, salvando la bellezza dall’oblio. Sollecita la memoria collettiva e invita a riscoprire Massimo Troisi da nuove angolature, attraverso i racconti degli ospiti e i ricordi di chi lo ama ancora.

C’è chi lo scopre oggi, in internet, rivivendo le immagini cult de Il Postino. Del resto, come dimenticare Maria Grazia Cucinotta nei panni di Beatrice, che apre le tende entrando nello schermo, nel bar e nel cuore di Mario, interpretato da Troisi?

“Niente di niente, non le hai detto nemmeno una parola?” chiede Pablo Neruda.

“Niente niente no. Ho detto cinque parole”

“Quali?”

“Come ti chiami”

“E lei?”

“Beatrice Russo”

“Beh, ‘come ti chiami’ fanno tre parole. E le altre due?”

“Beatrice Russo. Le ho ripetute io.”

Un amore che fatica a trovare le parole, come certe stradine strette di Salina che, dopo salite e discese, si aprono in ampie prospettive a perdita d’occhio. Concludo con una frase che vale più di mille analisi: “La guardavo e non mi usciva neanche una parola. La guardavo e mi innamoravo”.

È questo che resta: la poesia del silenzio.

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✍️Recensione critica di “Marefestival Premio Troisi” 2025, svolto dal 13 al 15 giugno nell’Isola di Salina

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Valentina Michela Di Salvo
Valentina Michela Di Salvo
Giornalista, Direttore di PDQ Magazine. Mail: valentina.disalvo@pdqmagazine.com ---------------------------------------------------- Credo nella scrittura come strumento di fiducia e nel giornalismo come spazio di ascolto e ricostruzione del senso collettivo
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