HomeCronacaAttualità e societàMarcinelle, lo scontro sulla memoria: la protesta contro La Russa

Marcinelle, lo scontro sulla memoria: la protesta contro La Russa

Dalla contestazione alla risposta del sindacato belga: a due giorni dalla commemorazione, le ragioni e le polemiche dietro il gesto che ha segnato il 70° anniversario della tragedia. Articolo di William De Vecchis

Giornata di memoria incrinata da una polemica. A 70 anni dalla tragedia del Bois du Cazier, in cui l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani, la cerimonia ufficiale a Marcinelle è stata segnata dal gesto di alcuni esponenti del sindacato belga FGTB che hanno voltato le spalle durante gli interventi.

Al centro della contestazione il Presidente del Senato Ignazio La Russa, presente in rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quindi dell’intera Nazione.

Il fatto

Mentre venivano letti i nomi delle 262 vittime, una parte della delegazione della FGTB, la principale confederazione sindacale belga vicina alle posizioni della sinistra, si è alzata e ha voltato le spalle al palco. Un gesto interpretato come una protesta politica.

La commemorazione di Marcinelle ricorda la morte di 262 lavoratori rimasti intrappolati a mille metri di profondità per un incendio scoppiato nella miniera. Una strage causata da condizioni di sicurezza inaccettabili. Una ferita ancora aperta per l’emigrazione italiana.

Le reazioni: “Mancanza di rispetto”

Immediata la condanna per il gesto. “Ricordare Marcinelle è un dovere di civiltà. È rispetto verso padri, figli e fratelli partiti con la valigia di cartone e la speranza di un lavoro dignitoso” si legge in una nota.

“Voltare le spalle in quel momento significa mancare di rispetto alla storia, al dolore delle famiglie e al valore del lavoro. Le divisioni e le polemiche hanno altre sedi e altri tempi. Davanti ai nomi dei 262 morti c’è spazio solo per il silenzio, la dignità e l’unità”.

Il simbolo

La presenza di La Russa in rappresentanza del Quirinale ha dato alla cerimonia un valore istituzionale alto. Per questo il gesto della FGTB è stato letto come una mancanza non solo verso una persona, ma verso l’Italia.

La rivendicazione degli esponenti di FGBT è tutta di matrice politica e antifascista, il segretario Vincent Pestieau ha spiegato che si è trattato di una protesta formale contro la poté senza di partiti definiti fascisti.

La dodicesima disposizione transitoria allegata alla costituzione italiana vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista, ed essendo FDI un partito riconosciuto costituzionalmente, la protesta è alquanto forzata, soprattutto nel 2026 ma ancor maggiormente in una cerimonia commemorativa.

La stessa Cgil, inizialmente indicata come responsabile del gesto, attraverso il segretario Maurizio Landini ha negato il coinvolgimento della propria delegazione. La polemica, intanto, continua, mentre in questi giorni si registrano ancora morti e feriti nei luoghi di lavoro.

Quindi la riflessione è una sola: La sicurezza non si negozia. La memoria non si divide. Non dimenticare, per non ripetere” è stato l’appello finale.

Al termine della cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime.

Immagini: monumento Jmh2o, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons; commemorazione dal sito del Senato della Repubblica.

Per tutti gli altri aggiornamenti continua a seguirci su PDQ Magazine.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments