Ricerca, trasformazione e presa di posizione sul presente sono i legami che costituiscono il linguaggio espressivo della mostra Frasese. La materia come memoria: momenti di costruzione e frammenti di destrutturazione di Anna Parisi, curata da Alessandro Mancuso e Maria Berenato, visitabile presso la galleria Spazioquattro a Messina, in Sicilia, fino al 27 marzo 2026.
Frasese, il frammento dopo l’azione
Scrivono i curatori Mancuso e Berenato: Frasese indica l’idea di frammento, di strappo, di cosa rimane dopo un’azione. In mostra, opere realizzate attraverso un processo di decostruzione della materia, in questo caso il tessuto, che diventa scelta e necessità espressiva.
Il tessuto si configura come elemento centrale della ricerca, veicolo di una relazione continua con il tempo. Questa relazione assume una doppia direzione, insieme retrospettiva e propulsiva, che si traduce in una presa di posizione sul presente. Un presente che non è una soluzione ma resta aperto e in costante ridefinizione.
La trasformazione della materia, dunque, non risponde a un’esigenza tecnica, ma si configura come un modo di abitare il mondo.
Tra controllo e abbandono nelle opere di Anna Parisi
L’intera esposizione è attraversata da una tensione sottesa tra controllo e abbandono, due forze che riflettono la complessità dell’esperienza umana.
Questa dinamica si articola nei due nuclei di lavori in mostra.
Il controllo emerge nelle realizzazioni più strutturate, che richiamano i moti del mare e le forme spiraliformi delle conchiglie – da sempre al centro della ricerca dell’artista. In queste opere la materia partecipa attivamente alla costruzione della forma.

L’abbandono, invece, si manifesta nella dimensione del “non ancora”: prende forma nelle trame libere e destrutturate, dove la materia sfugge a ogni regola compositiva.
Si tratta di una tensione che non si risolve, ma diventa spazio abitato dall’artista e dal ciclo di opere.

Per Anna Parisi, la mostra rappresenta un passaggio decisivo.
«Dopo trent’anni di ricerca sulle possibilità artistiche, il mio lavoro attuale nasce dall’esposizione delle mie tensioni e ambivalenze interiori – afferma l’artista – in contrasto con un sistema che privilegia l’immediata identificabilità e una presunta “unità stilistica” come unici criteri di legittimazione della pratica creativa».
La mostra si colloca nel solco di attività artistiche sviluppate a partire dagli anni ’80 – spiegano i curatori – che hanno ridefinito il rapporto tra arte e artigianato, così come tra genio e creatività. Il riferimento è ai libri cuciti di Maria Lai, figura centrale dell’arte contemporanea, che ha saputo intrecciare in modo pionieristico ricerca artistica e tradizione sarda.

Il colore come racconto
Anche la scelta cromatica risponde a una precisa esigenza narrativa.
Il blu, i grigi perlati, i bianchi raccontano gli stati d’animo della luce e dell’acqua del mare. Raccontano quiete e armonia che si trasformano incontrando il climax narrativo degli accesi rosso, verde e bianchi intensi. Una tensione che segna il passaggio dalla contemplazione al conflitto.
La mostra è visitabile fino a venerdì 27 marzo 2026, dalle 17.30 alle 20.00, presso la galleria Spazioquattro in via Ghibellina n. 120, Messina.
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