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Il mito per raccontare il presente

Con la regia di Francesco Vadalà, ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE restituisce voce alle eroine del mito classico per raccontare la forza delle donne di ogni tempo

Ogni guerra ha i suoi vincitori. Ma sono sempre le donne a raccoglierne le macerie e a trasformarle in verità e coraggio. Da questo concetto antico quanto l’umanità, nasce ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE, uno spettacolo firmato da Francesco Vadalà e prodotto da Aurée Magazine diretta da Eg Communication di Elena Grasso, che intreccia mito, memoria ed emozione, restituendo dignità a chi, per secoli – ma in un certo senso ancora oggi – rimane il personaggio secondario di un’altra storia.

Il progetto e la produzione

Lo spettacolo è stato messo in scena nella suggestiva Tenuta Rasocolmo di Francesco Reitano, nel messinese, nella rassegna Il Teatro in Cantina, domenica 19 luglio 2026. Una distesa di dieci ettari di vigne e un palco affacciato sul mare. L’impatto emotivo è fortissimo. Le candele lungo il percorso portano le attrici sul palco, la natura, la pietra, il cielo che si colora di arancio fino a lasciarsi andare nella notte.

«Come produttrice – racconta Elena Grasso – ho deciso di investire sul teatro classico perché credo sia la scuola principale per portare in scena temi che sono ancora profondamente attuali. Attraverso il mito comprendiamo quanto l’umanità debba ancora liberarsi da una mentalità fondata sulla sopraffazione e sul bisogno di affermarsi a discapito dell’altro. Il teatro permette di incarnare una parola che altrimenti rimarrebbe soltanto scritta: l’evento, l’esperienza e la partecipazione emotiva danno forza al pensiero e trasformano la riflessione in qualcosa di vivo».

Anche lei nel cast dello spettacolo. «Quando sono sul palco è come entrare in un’altra dimensione, senza tempo e senza spazio. Esiste solo la verità che chiede di essere raccontata. Con il pubblico così vicino ogni respiro diventa fondamentale, perché è proprio dal respiro che nasce la parola e, con essa, l’emozione che vogliamo trasmettere».

ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE di Francesco Vadalà

Quando il mito prende corpo

Francesco Vadalà firma la regia e la scrittura, costruendo un impianto scenico essenziale, con la direzione tecnica a cura di Carlo Oteri. A dare corpo alla sua visione sono le attrici Amani Abdel Hadi, Rosemary Calderone, Giovanna Farsaci, Claudia Gemelli, Elena Grasso, Francesca Marcaione, Cetti Mazzeo, Giada Vadalà. Sul palco anche uno sguardo maschile: Gianni Di Giacomo nei panni di Omero. Le rappresentazioni risultano intense e pienamente convincenti. Tutto il dramma prima trattenuto e poi espresso dalle attrici restituendo tutta la complessità emotiva dei personaggi.

ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE di Francesco Vadalà

Gli abiti, realizzati da Antonella Grasso, sono diventati elementi del discorso narrativo: il manto bordeaux copriva le donne diventando simbolo di disvelamento; le catene ai polsi il segno di una prigione molto più profonda e radicata. Il regista Vadalà specifica che le catene rappresentano i vincoli che ancora oggi imprigionano le donne: «Ma sulla scena vengono spezzate, perché il messaggio finale è uno solo: le donne si rialzano sempre».

La danza gestuale, in scena Sharon Nicosia vestita di rosso, riesce a sublimare il dolore, il lutto, il tradimento, la solitudine e l’atavico senso di colpa in una grande dignità, facendo da commento e lettura.

ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE di Francesco Vadalà

La visione del regista

Francesco Vadalà sceglie un linguaggio fortemente fisico: il corpo e il movimento diventano strumenti narrativi prima ancora della parola, con questa forza e delicatezza al tempo stesso. Non mancano i legami con elementi di psicoteatro.

«Sono uno psicologo specializzato in psicodramma – specifica il regista nella nostra intervista – una metodologia terapeutica ideata da Jacob Levi Moreno. Attraverso la rappresentazione scenica si porta sul palco il trauma vissuto dalla persona, trasformandolo in esperienza e consapevolezza. Nel mio percorso ho cercato di coniugare questa formazione con il teatro: molte tecniche dello psicodramma hanno influenzato il mio modo di fare regia e di lavorare con gli attori, ed è proprio da questa sintesi che nasce il mio linguaggio teatrale».

Francesco Vadalà, fondatore della storica compagnia “Le Maschere” (1978) e del progetto “P.al.coscenico”. è particolarmente apprezzato per le sue regie liriche e per le originali riletture del mito classico greco messe in scena nel territorio tirrenico. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti maestri del teatro italiano, tra cui Mario Landi, sviluppando un linguaggio scenico che coniuga tradizione e sperimentazione.

«Questo spettacolo – chiarisce il regista – nasce dalla volontà di raccontare la psicologia individuale e sociale della donna in un momento storico in cui la violenza di genere continua a occupare tragicamente le cronache. Da psicologo, oltre che uomo di teatro, ho sentito l’esigenza di portare questa riflessione sulla scena.

Credo profondamente che il mito antico sia ancora oggi una straordinaria metafora del presente: gli archetipi restano immutati, ma cambia lo sguardo con cui li osserviamo. Io li ho riletti attraverso una prospettiva fenomenologica, cioè mettendo al centro il rapporto tra il mito e la nostra esperienza contemporanea. In questa rilettura il filo conduttore è la guerra, non solo quella combattuta sui campi di battaglia, ma anche tutte le guerre quotidiane che le donne sono costrette ad affrontare. Perché, ieri come oggi, donne e bambini restano le prime vittime di ogni conflitto».

ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE di Francesco Vadalà

Le donne si rialzano sempre

«Ognuno di noi affronta difficoltà che ci mettono alla prova e ci costringono a diventare più forti. Le donne soffrono profondamente, ma hanno una straordinaria capacità di rialzarsi e andare avanti. È questo il messaggio che lo spettacolo vuole trasmettere, nonostante il tempo e lo spazio» afferma Rosemary Calderone, una delle attrici.

ΓΥΝΑΙΚΕΣ – DONNE di Francesco Vadalà

«Non a caso il momento più emozionante dello spettacolo è il finale – dice l’attore Gianni Di Giacomo – che si ricollega a una condizione senza tempo: quella delle donne. Al di là della guerra di Troia e della schiavitù, le donne hanno sempre subito violenze e sopraffazioni. È una riflessione che non appartiene solo al passato, ma riguarda ancora oggi la società in cui viviamo. Per questo il finale, con la frase Le donne si rialzano sempre, racchiude il senso più profondo dell’intero spettacolo».

DONNE di Vadalà

Al termine dello spettacolo non rimane soltanto l’eco delle parole.

«Il mio è un messaggio di speranza. Le donne, anche quando sembrano soccombere, trovano sempre la forza di rialzarsi. E persino le storie di chi non ce l’ha fatta possono diventare un esempio e una forza per altre donne» conclude il regista Vadalà.

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Valentina Michela Di Salvo
Valentina Michela Di Salvo
Giornalista, Direttore di PDQ Magazine. Mail: valentina.disalvo@pdqmagazine.com ---------------------------------------------------- Credo nella scrittura come strumento di fiducia e nel giornalismo come spazio di ascolto e ricostruzione del senso collettivo
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