HomePolitica & SocietàRottamazione quinques, l’analisi di Ezio Stellato: il nuovo caos fiscale di uno...

Rottamazione quinques, l’analisi di Ezio Stellato: il nuovo caos fiscale di uno Stato inefficiente

PDQ Magazine pubblica il contributo di Ezio Stellato, che analizza la nuova “rottamazione quinques” prevista nella pace fiscale 2026. Un contributo critico che evidenzia le contraddizioni e le lacune amministrative di una misura che avrebbe dovuto semplificare il sistema tributario

La nuova manovra di bilancio, con la cosiddetta “rottamazione quinques” inserita nella pace fiscale 2026, doveva rappresentare un passo avanti verso la semplificazione e l’equità tributaria. Invece, come troppo spesso accade, si è trasformata nell’ennesimo autogol politico e amministrativo, un pasticcio legislativo che rivela tutta l’incapacità dello Stato nel gestire in modo razionale il proprio magazzino fiscale.

Rottamazione Quinquies 2026: perché la nuova pace fiscale rischia di diventare un boomerang

Il problema è sempre lo stesso: una confusione normativa che penalizza i contribuenti e non distingue tra chi è in difficoltà e chi evade deliberatamente. La nuova rottamazione, infatti, è riservata solo a chi ha presentato la dichiarazione dei redditi ma non ha versato quanto dovuto, mentre chi – magari per una semplice dimenticanza o per incapacità burocratica – non ha presentato la dichiarazione, resta completamente escluso. È un cortocircuito logico e morale: chi dichiara e non paga viene trattato meglio di chi ha omesso per errore, mentre l’evasore strutturato, quello vero, continua a eludere il sistema impunemente.

Rottamazione quinques 2026: rate e sanzioni nel nuovo sistema fiscale italiano

A rendere la situazione ancora più confusa è la comunicazione politica. La rottamazione è stata progettata su nove anni, con rate bimestrali, ma da alcune dichiarazioni politiche è trapelato il messaggio fuorviante che questo significherebbe una rottamazione “a 18 anni”. Una semplificazione del tutto errata, utile solo in periodo di campagna elettorale, che genera disinformazione tra i cittadini e alimenta false aspettative. La realtà è che il debito viene suddiviso in rate ogni due mesi per un periodo di nove anni: nulla di più, nulla di meno.

Ancora più grave è il meccanismo della decadenza: se un contribuente salta due rate, anche non consecutive, non solo perde i benefici della rottamazione, ma non potrà mai più rateizzare quel debito in futuro. Un principio punitivo e sproporzionato che trasforma una misura di presunto “aiuto fiscale” in una vera e propria condanna definitiva, senza possibilità di redenzione

Rottamazione quinques 2026: rate e sanzioni nel nuovo sistema fiscale italiano

Questo sistema dimostra quanto lo Stato sia ormai incapace di amministrare il proprio credito fiscale in modo efficiente. Si accumulano miliardi di euro in cartelle ormai inesigibili, mentre si continua a vessare chi cerca, pur tra mille difficoltà, di regolarizzare la propria posizione. La soluzione, come proposto dall’Istituto Milton Friedman già nel marzo 2024, non può più passare attraverso la burocrazia pubblica, ma deve consistere in una cartolarizzazione affidata a un gruppo di imprese private specializzate nell’intermediazione finanziaria, capaci di offrire dilazioni più lunghe, tassi sostenibili e una gestione realmente efficiente dei crediti fiscali.

Solo un modello del genere può restituire equilibrio tra Stato e contribuente, trasformando il debito fiscale da condanna in opportunità di rientro sostenibile. Fino ad allora, resteremo prigionieri di un fisco cieco, che confonde giustizia con rigidità, propaganda con riforma, e che – nel tentativo di combattere gli evasori – finisce per perseguitare proprio chi cerca di restare onesto.

Contributo di Ezio Stellato

Continua a seguirci su PDQ Magazine per tutti gli aggiornamenti.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments