Nel 2025 Roma conta oltre 22.000 incidenti e 94 vittime. Barbara La Rosa, portavoce di Federazione Italia, chiede interventi urgenti su via Cristoforo Colombo e le principali arterie urbane. “Servono controlli, prevenzione e una nuova cultura della sicurezza”.
Emergenza sicurezza stradale a Roma: troppi morti e feriti nel 2025
Le strade di Roma continuano a essere teatro di tragedie. Nel solo 2025, secondo i dati di Federazione Italia, si sono registrati oltre 22.000 incidenti e 94 vittime. Una cifra impressionante che conferma come la sicurezza stradale a Roma sia una vera emergenza urbana. La città vive una quotidiana scia di sangue che colpisce soprattutto i più giovani. Le principali cause? Eccesso di velocità, corse clandestine e manutenzione carente delle strade.

Via Cristoforo Colombo, la strada che uccide: la tragedia di Beatrice Bellucci
L’ultimo dramma in ordine di tempo è quello di Beatrice Bellucci, 20 anni, morta il 24 ottobre 2025 su via Cristoforo Colombo, all’altezza di piazza dei Navigatori. Una tragedia che riaccende i riflettori su una delle arterie più pericolose della Capitale.
“Non possiamo più assistere in silenzio a questa scia di sangue”, dichiara Barbara La Rosa, portavoce di Federazione Italia. “Chiediamo al Sindaco Roberto Gualtieri e all’Assessore Eugenio Patanè interventi immediati, concreti e strutturali”.
La Colombo non è nuova a tragedie: nel 2022 morì Francesco Valdiserri, 18 anni, travolto mentre camminava sul marciapiede. Nel 2018 perse la vita Noemi Carrozza, atleta ventenne di nuoto sincronizzato, a causa anche del cattivo stato del manto stradale.
Corse clandestine a Roma e velocità fuori controllo
Le strade di Roma sono sempre più spesso teatro di corse clandestine e sfide notturne tra auto di grossa cilindrata. A Casal Palocco, nel 2024, la corsa di un gruppo di youtuber a bordo di un SUV Lamborghini causò la morte del piccolo Manuel, appena cinque anni. Pochi giorni fa, un altro grave incidente sulla Cassia Sud ha ferito tre ragazzi durante una gara di velocità improvvisata.
“Roma è diventata un circuito a cielo aperto – denuncia La Rosa –. Servono controlli efficaci, autovelox funzionanti e una strategia di sicurezza che coinvolga tutte le forze dell’ordine”.
Strade dissestate e assenza di controlli: un mix letale
Oltre alla velocità, un altro fattore cruciale è la scarsa manutenzione delle strade. Buche, asfalto sconnesso e segnaletica invisibile rendono la vita di automobilisti, pedoni e motociclisti sempre più difficile. Nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’introduzione del reato di omicidio stradale, gli incidenti non diminuiscono.
“La prevenzione è l’unica vera arma – spiega La Rosa –. Non basta punire chi sbaglia, bisogna agire prima, con educazione, manutenzione e controllo costante del territorio”.

Federazione Italia propone un tavolo permanente sulla sicurezza stradale
Tra le proposte lanciate da Federazione Italia c’è la creazione di un tavolo permanente sulla sicurezza stradale.
L’obiettivo è coinvolgere istituzioni, comitati di quartiere, associazioni civiche e familiari delle vittime, per monitorare i dati e programmare interventi mirati.
“Serve un grande patto civico – sottolinea La Rosa –. La sicurezza stradale deve diventare una priorità politica e sociale, non un tema secondario. Roma deve proteggere la vita dei suoi cittadini”.
Educazione e cultura del rispetto: la chiave per cambiare
La sicurezza non passa solo dalle infrastrutture, ma anche da un cambio culturale profondo. Disattenzione, uso del cellulare alla guida, alta velocità e mancato rispetto delle regole sono comportamenti ancora troppo diffusi.
“Serve una nuova cultura del rispetto – conclude La Rosa – che parta dalle scuole e coinvolga famiglie e giovani. Le nostre strade devono tornare a essere luoghi di vita, non di morte”.
Roma deve scegliere la vita
La sicurezza stradale a Roma è una sfida che riguarda tutti: istituzioni, cittadini e forze dell’ordine. Le vite spezzate di Beatrice, Francesco, Noemi e del piccolo Manuel non possono essere dimenticate. Ogni tragedia è un richiamo alla responsabilità collettiva e all’urgenza di cambiare.
“La vera modernità di una città – ricorda La Rosa – non si misura dal numero di opere pubbliche, ma da quante vite riesce a proteggere ogni giorno”.
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