HomeCronacaAttualità e societàNuove regole per una scuola più autorevole: approvata la riforma sulla condotta

Nuove regole per una scuola più autorevole: approvata la riforma sulla condotta

Dal 2025 la riforma della condotta scolastica introduce nuove regole sul voto, sul credito e sul laboratorio di cittadinanza attiva. Un cambio di passo per la scuola italiana.

Riforma Condotta: Il comportamento degli studenti entra ufficialmente nel cuore della valutazione scolastica. Con l’approvazione definitiva del regolamento sul voto di condotta, il Consiglio dei Ministri introduce un nuovo parametro formativo che inciderà sull’ammissione agli anni successivi, sull’esame di Stato e sul credito scolastico. La riforma, operativa dall’anno scolastico 2025/2026, assegna al comportamento un valore pienamente educativo. Non più semplice annotazione a margine, ma specchio della maturazione dell’individuo.

Il voto, espresso in decimi, sarà assegnato annualmente dal consiglio di classe sulla base del comportamento complessivo dello studente: rispetto delle regole, delle persone, dell’ambiente scolastico, capacità di affrontare le difficoltà e di relazionarsi con la comunità. Le condotte gravi – aggressioni, minacce, atti di bullismo o vandalismo – peseranno in modo determinante. Chi ottiene almeno 7 sarà ammesso regolarmente alla classe successiva; con il 6 scatta la sospensione del giudizio; sotto il 6, la bocciatura. Il voto di condotta influenzerà anche il credito scolastico, con il massimo riservato solo a chi avrà 9 o 10.

Una risposta necessaria a un clima che degenera

La riforma arriva in risposta a un’escalation di episodi di violenza nelle scuole italiane. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, tra il 2022 e il 2024 si è registrato un netto aumento delle aggressioni al personale scolastico. Solo nell’ultimo anno scolastico sono stati documentati almeno 68 episodi gravi, molti dei quali perpetrati da studenti.

A Torino, uno studente ha preso a calci e schiaffi due professori all’interno dell’Istituto Zerboni. A Milano, un docente di scuola media è stato aggredito da un ragazzo che, insieme a un complice, lo ha colpito con violenza per un richiamo ricevuto in classe. Fratture al naso, venti giorni di prognosi. A Roma, un professore è finito in ospedale dopo essere stato spinto contro un muro da uno studente infastidito dal sequestro del cellulare. E ancora: schiaffi durante interrogazioni, sedie lanciate in aula, minacce a volto scoperto.

L’emergenza è reale. I numeri – già allarmanti – probabilmente non restituiscono tutta la portata del fenomeno, perché molti episodi non vengono denunciati. Il dato certo è che la scuola ha bisogno di tornare ad essere un ambiente sicuro, autorevole, rispettato. E il rispetto non può essere un concetto astratto: deve diventare materia, oggetto di valutazione, percorso educativo.

Il cuore della riforma condotta: il laboratorio di cittadinanza

La vera svolta si chiama “laboratorio di cittadinanza attiva e solidale”. È il percorso riservato a chi ottiene 6 in condotta, e rappresenta molto più di una sanzione o di un rimando. È una possibilità di rientrare nella comunità scolastica con maggiore consapevolezza.

Lo studente dovrà realizzare un elaborato critico, scritto o multimediale, che affronti in modo maturo e personale le ragioni del comportamento scorretto. I temi ruotano attorno a concetti come il rispetto delle regole, la responsabilità individuale, il valore della convivenza, la fiducia reciproca. L’elaborato sarà valutato con griglie ministeriali basate su argomentazione, profondità, maturità e capacità autocritica.

In caso di sospensioni più lunghe di due giorni, l’esperienza si arricchirà con attività di cittadinanza solidale svolte presso associazioni o enti del territorio: un contatto diretto con il tessuto sociale, pensato per trasformare la punizione in azione costruttiva. Non si tratta di “lavori socialmente utili”, ma di occasioni per rimettersi in gioco, per rientrare nel gruppo con un ruolo nuovo, più consapevole.

Educare, non solo istruire

La scuola non può più limitarsi a trasmettere conoscenze: deve formare persone. Il comportamento individuale è parte integrante del percorso educativo e deve essere valutato con la stessa serietà delle competenze cognitive. Il Ministro Valditara ha definito questa riforma «un atto di fiducia nella scuola come comunità educativa, non come autorità punitiva».

L’applicazione concreta del regolamento inizierà a settembre 2025. Le scuole dovranno adottare nuove griglie di valutazione, formare i docenti, avviare percorsi personalizzati e costruire reti di collaborazione con il territorio. Non sarà semplice, ma è una sfida necessaria. Perché quando il rispetto diventa materia, la scuola torna a essere ciò che deve: un luogo in cui si cresce, insieme.

Per restare aggiornati sulle principali novità del mondo della scuola, seguiteci ogni giorno su PDQ Magazine e approfondite anche la nuova riforma del voto di condotta approvata dal Consiglio dei Ministri.

Alessandro MUNNIA
Alessandro MUNNIA
Presidente dell’Associazione Editoriale PDQ Magazine e ideatore del progetto, Alessandro Munnia è l’editore e promotore di un’informazione indipendente, libera da condizionamenti e schieramenti di comodo. Da sempre attento ai temi della legalità, della trasparenza e della partecipazione civica, contribuisce attivamente alla linea editoriale del magazine con articoli di opinione, inchieste e contenuti di approfondimento. Nel suo impegno si intrecciano attivismo culturale, senso civico e passione per la verità. Ogni contributo firmato da lui è uno stimolo al dibattito pubblico e un invito alla consapevolezza.
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