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Messico e Perù: dal gelo alla possibile riapertura dei canali diplomatici

Le due capitali sembrano disposte a voltare pagina dopo mesi di scontro aperto sull’asilo politico

Dopo mesi di tensione che avevano portato all’interruzione dei rapporti diplomatici tra Messico e Perù nel novembre scorso, i segnali di disgelo diplomatico ora cominciano a farsi più chiari.

La rottura delle relazioni, uno degli episodi più gravi nelle relazioni bilaterali degli ultimi anni, era stata provocata dalla decisione di Città del Messico di concedere asilo politico all’ex prima ministra peruviana Betssy Chávez – figura legata all’orbita dell’ex presidente Pedro Castillo e accusata dalle autorità di Lima di ribellione nel contesto del tentativo di “autogolpe” del dicembre 2022. In risposta, il governo peruviano guidato all’epoca da José Jerí tagliò i ponti diplomatici con il Messico, arrivando perfino a dichiarare persona non grata la presidente messicana Claudia Sheinbaum.

Disgelo diplomatico dopo mesi di crisi

Il nuovo scenario politico a Lima apre però uno spiraglio. Il Parlamento peruviano ha da poco eletto José María Balcázar, esponente del partito progressista Perú Libre, come presidente ad interim in vista delle elezioni generali fissate per aprile. Questa scelta ha suscitato una reazione positiva da Città del Messico: la presidente Claudia Sheinbaum ha dichiarato di essere disposta ad avviare un dialogo e a valutare la possibilità di ristabilire pienamente i rapporti diplomatici, a patto che l’iniziativa parta dal nuovo governo peruviano che, ricorda, fu proprio quello di Lima a interrompere i legami.

disgelo diplomatico - José María Balcázar

Dietro le dichiarazioni pubbliche però si intravedono nodi irrisolti. Oltre alla ferita dell’asilo politico, i rapporti tra i due Paesi sono stati segnati da accuse reciproche di ingerenza e da un contesto di instabilità politica interna in Perù che ha visto una rapida successione di presidenti negli ultimi anni. La volontà di Sheinbaum di “attendere e vedere” riflette quindi una cautela pragmatica: normalizzare le relazioni richiederà più che segnali verbali, ma anche un clima politico domestico sufficientemente stabile a Lima per consentire un rilancio della cooperazione bilaterale.

Per ora, la fase di crisi sembra alle spalle, con il Messico che tesse la tela di un possibile riavvicinamento e un Perù in piena transizione istituzionale. Le prossime settimane, soprattutto dopo l’insediamento formale di Balcázar, saranno decisive per capire se la “stagione del disgelo” potrà trasformarsi in una vera e propria riapertura diplomatica.

Il profilo politico di Claudia Sheinbaum

Il possibile riavvicinamento con Lima si inserisce anche nella traiettoria politica della presidente messicana Claudia Sheinbaum, prima donna a guidare il Paese e figura di continuità con il progetto politico inaugurato dal suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador. Ex sindaca di Città del Messico, scienziata di formazione e docente universitaria, Sheinbaum ha costruito la propria immagine pubblica su un profilo tecnico e su un’attenzione marcata ai temi sociali e ambientali, senza rinunciare a una linea diplomatica improntata alla difesa del principio di sovranità e di non ingerenza.

disgelo diplomatico

Proprio su questo terreno si era consumata la frattura con il Perù: la scelta di concedere asilo politico a esponenti legati all’ex presidente Pedro Castillo era stata presentata da Città del Messico come un atto coerente con la tradizione messicana di protezione politica, mentre Lima l’aveva interpretata come un gesto ostile. La gestione della crisi ha mostrato la cifra diplomatica di Sheinbaum: fermezza nella difesa delle decisioni assunte, ma disponibilità a riaprire il dialogo qualora si creino le condizioni politiche.

disgelo diplomatico

In questo senso, l’eventuale disgelo con il Perù rappresenterebbe anche un banco di prova per la sua proiezione regionale. Il Messico ambisce infatti a mantenere un ruolo centrale nello scenario latinoamericano, tra cooperazione economica e mediazione politica. La capacità della presidente di trasformare una crisi in un’opportunità di ricomposizione potrebbe rafforzare il suo profilo internazionale, in una fase in cui l’America Latina è attraversata da cambiamenti istituzionali e ridefinizioni degli equilibri interni.

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