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Influenza aviaria: la Spagna impone il confinamento totale del pollame

L’Europa innalza il livello di allerta mentre i focolai di H5N1 si moltiplicano e spingono gli Stati a misure di biosicurezza sempre più severe.

La Spagna ha ordinato il confinamento immediato di tutti gli allevamenti di pollame, dopo un improvviso aumento dei focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI, sottotipo H5N1) in tutta Europa.
La misura, decisa il 13 novembre 2025 dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), riguarda sia le grandi aziende avicole che le piccole realtà familiari e biologiche, e rappresenta uno dei provvedimenti più drastici adottati dal Paese negli ultimi anni per contenere la diffusione del virus.

Misure di confinamento del pollame in Spagna per l’influenza aviaria H5N1

Un confinamento senza precedenti

Secondo il comunicato ufficiale del governo, tutti i volatili dovranno essere tenuti al chiuso o protetti da reti che impediscano qualsiasi contatto con uccelli selvatici, principali vettori del virus.
Oltre a ciò, vengono vietate fiere, esposizioni e competizioni avicole, e si impone il divieto di coabitazione tra specie differenti come anatre, oche e polli. L’utilizzo di acqua non trattata e il pascolo libero all’aperto vengono sospesi fino a nuova comunicazione.

Dal luglio 2025 in Spagna sono già stati registrati 14 focolai in allevamenti commerciali e 68 casi tra uccelli selvatici, in prevalenza migratori. Secondo le autorità, il rischio di contagio è “chiaro e crescente”, anche a causa del raffreddamento delle temperature e dell’incremento della migrazione autunnale.

Il confinamento, spiegano dal ministero, non ha una data di scadenza: sarà mantenuto fino a quando gli indicatori epidemiologici non mostreranno un calo stabile dei contagi.

Francia e Regno Unito nella stessa direzione

La decisione di Madrid non arriva in isolamento. Anche Francia e Regno Unito hanno adottato misure simili nelle scorse settimane.
In Francia, il livello di rischio è stato portato da “basso” a “moderato” già nell’ottobre 2024, con la conseguente obbligatorietà di chiudere o proteggere gli allevamenti all’aperto. Le autorità francesi hanno introdotto anche restrizioni sui trasporti di animali e sul commercio di volatili vivi.
Nel Regno Unito, il governo ha attivato una Avian Influenza Prevention Zone (AIPZ) dopo la scoperta di focolai nel Nord-Est dell’Inghilterra. Gli allevatori sono obbligati a mantenere le greggi al chiuso e a implementare procedure di disinfezione rigorose per veicoli e attrezzature.

Questa convergenza di misure dimostra che il fenomeno non è circoscritto: l’influenza aviaria H5N1 si sta diffondendo in modo sistemico su scala continentale, e gli Stati stanno reagendo con strategie di prevenzione sempre più coordinate.

Un virus che si diffonde con le rotte migratorie

Negli ultimi due anni, il virus H5N1 ha mostrato una persistenza insolita negli ecosistemi europei.
I dati pubblicati da ECDC ed EFSA indicano che tra dicembre 2024 e marzo 2025 sono stati registrati oltre 740 focolai in 31 Paesi europei. Più della metà di questi riguarda uccelli selvatici, spesso acquatici, che fungono da serbatoio naturale del virus e ne favoriscono la diffusione attraverso le rotte migratorie.

La Penisola Iberica rappresenta una delle principali aree di svernamento per gli uccelli migratori provenienti dal Nord Europa, e questo la espone a un rischio particolarmente elevato.
Inoltre, il clima più mite di alcune regioni spagnole e la forte presenza di allevamenti “free-range” — cioè, con accesso all’aperto — favoriscono il contatto indiretto tra fauna selvatica e pollame domestico.

Gli esperti dell’EFSA ricordano che le feci e le acque contaminate sono tra i principali veicoli del virus, insieme a lettiere, mangimi e attrezzature condivise tra allevamenti.

Misure di confinamento del pollame in Spagna per l’influenza aviaria H5N1

Perché il rischio è aumentato

Negli anni passati, il rischio di introduzione del virus in Spagna attraverso i canali commerciali era considerato basso: uno studio del 2009 stimava una probabilità annuale di circa 1,36×10⁻³.
Tuttavia, l’attuale scenario è radicalmente diverso. Il virus H5N1, appartenente al clade 2.3.4.4b, ha acquisito una maggiore stabilità ambientale e una più ampia gamma di ospiti, comprese alcune specie di mammiferi marini e selvatici.

L’incremento dei focolai in Europa, unito ai cambiamenti climatici che alterano i modelli migratori, rende oggi molto più probabile l’introduzione del virus negli allevamenti aperti, specialmente nelle regioni costiere o lungo le vie fluviali.

Rischio per l’uomo e per l’industria avicola

Sul piano sanitario, il rischio per la popolazione generale resta basso, ma gli esperti raccomandano prudenza.
L’influenza aviaria H5N1 può infettare l’uomo in casi isolati, con sintomi respiratori gravi, anche se la trasmissione interumana non è mai stata documentata in Europa.
Il rischio è più elevato per chi lavora a stretto contatto con uccelli infetti — allevatori, veterinari, operatori di macelli — che devono adottare dispositivi di protezione individuale e pratiche di igiene rigorose.

Le conseguenze economiche, invece, potrebbero essere significative. Il confinamento riduce la produttività degli allevamenti all’aperto, aumenta i costi operativi e può generare perdite commerciali a causa delle restrizioni all’esportazione.
Inoltre, il mercato delle uova e della carne avicola potrebbe subire variazioni di prezzo legate alla contrazione dell’offerta e all’incertezza dei consumatori.

Come si può contenere il contagio

Le autorità spagnole, in coordinamento con l’Unione Europea, puntano ora sul rafforzamento delle misure di biosicurezza.
Tra le raccomandazioni principali figurano:

  • isolamento degli animali in spazi chiusi o protetti da reti;
  • utilizzo di acqua trattata e lettiere pulite;
  • disinfezione sistematica di veicoli e attrezzature;
  • monitoraggio costante e segnalazione immediata di mortalità anomala.

L’EFSA ha anche sviluppato il sistema “Bird Flu Radar”, una piattaforma che utilizza dati meteorologici e rotte migratorie per prevedere le zone ad alto rischio di introduzione del virus, fornendo un supporto decisionale ai governi e ai servizi veterinari.

Misure di confinamento del pollame in Spagna per l’influenza aviaria H5N1

Una scelta preventiva ma necessaria

Il confinamento totale del pollame in Spagna rappresenta una misura dura ma necessaria e coerente con l’attuale quadro epidemiologico europeo.
La decisione, sebbene impattante per gli allevatori, mira a prevenire un’ondata di infezioni che potrebbe compromettere un intero settore e richiedere l’abbattimento di milioni di animali, come già avvenuto in Francia e nei Paesi Bassi negli anni scorsi.

Oggi, la priorità è limitare la diffusione del virus e proteggere la filiera avicola in attesa della stagione primaverile, quando la pressione epidemiologica tende a diminuire.
Nel frattempo, il coordinamento tra Stati europei e il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza rimangono gli strumenti fondamentali per contenere l’espansione di un virus che, da semplice emergenza stagionale, sta diventando una sfida strutturale per la salute animale e la sicurezza alimentare del continente.

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