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Dal 2026 dazi doganali UE anche sui pacchi sotto i 150 euro: stretta su Shein e Temu

L’Unione Europea abolisce l’esenzione doganale per le micro-importazioni: nuovi controlli, dazi su ogni spedizione extra-UE e impatto diretto sui colossi dell’e-commerce cinese

Dal 2026 l’Unione Europea introdurrà dazi doganali anche sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-UE. È la fine dell’esenzione che da anni favoriva le importazioni a basso valore, in particolare quelle spedite direttamente da colossi dell’e-commerce cinese come Shein, Temu e AliExpress.
La decisione, approvata dai ministri delle Finanze dell’UE il 13 novembre 2025, mira a riequilibrare la concorrenza tra venditori europei e operatori extra-UE, oltre a contrastare la sottovalutazione dei prodotti e gli abusi doganali.

Perché l’Unione Europea introduce i dazi sui pacchi sotto i 150 euro

Negli ultimi anni il mercato europeo è stato inondato da milioni di piccoli pacchi provenienti soprattutto dalla Cina, venduti tramite piattaforme online che spediscono direttamente al consumatore finale (modello B2C).
Secondo i dati della Commissione europea, nel 2024 sono arrivati nell’UE oltre 4,6 miliardi di pacchi di valore inferiore ai 150 euro, il 91% dei quali provenienti da Paesi asiatici.

Fino ad oggi, le spedizioni di basso valore godevano di esenzione dai dazi doganali, pur restando soggette al pagamento dell’IVA all’importazione. Questa soglia, introdotta per semplificare le micro-importazioni, si è però trasformata in una falla nel sistema fiscale: molti operatori extra-UE hanno sfruttato la norma per aggirare i dazi, frammentando le spedizioni o dichiarando valori inferiori al reale.

Infografica riforma dazi UE 2026 su pacchi sotto i 150 euro

Cosa cambierà dal 2026: fine dell’esenzione e nuovi obblighi doganali

Dal 2026 tutti i pacchi importati nell’Unione Europea saranno soggetti a dazi doganali, indipendentemente dal loro valore.
In pratica, la soglia dei 150 euro viene abolita, e ogni bene proveniente da Paesi extra-UE sarà valutato in dogana come qualsiasi altra importazione.

Parallelamente, la Commissione europea introdurrà un nuovo sistema digitale di controllo, il cosiddetto “Customs Data Hub”, che permetterà di tracciare ogni spedizione in arrivo, verificare il valore dichiarato e identificare eventuali irregolarità.
Durante la fase transitoria, prevista tra il 2026 e il 2028, sarà introdotta anche una tariffa fissa o “handling fee” – stimata attorno ai 2 euro – per coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali.

Obiettivi della riforma: concorrenza equa e sicurezza del mercato europeo

L’obiettivo principale della misura è tutelare le imprese europee che oggi subiscono la concorrenza di prodotti venduti a prezzi stracciati grazie all’elusione dei dazi.
Ma la riforma ha anche finalità di sicurezza e trasparenza: il volume enorme di micro-spedizioni rende infatti difficile per le dogane europee effettuare controlli su qualità, sicurezza e conformità dei prodotti.

Molti articoli venduti su piattaforme estere risultano non conformi alle normative UE in materia di sicurezza dei giocattoli, cosmetici, dispositivi elettronici o abbigliamento. Con la nuova normativa, ogni spedizione sarà soggetta a verifiche più rigorose e i venditori extra-UE dovranno dichiarare i dati completi dei prodotti.

Infografica riforma dazi UE 2026 su pacchi sotto i 150 euro

Impatto per Shein, Temu e le piattaforme di e-commerce cinesi

La misura colpirà in modo diretto le piattaforme di e-commerce cinesi come Shein e Temu, che hanno costruito il proprio successo europeo su spedizioni dirette al consumatore e prezzi estremamente bassi.
Con l’introduzione dei dazi, i loro modelli di business dovranno adattarsi: si prevede che molte aziende apriranno magazzini e centri logistici in Europa per importare le merci in blocco e gestire la distribuzione da dentro l’Unione, evitando così i nuovi oneri su ogni singolo pacco.

Questo passaggio rappresenta una profonda trasformazione logistica, con possibili ricadute su prezzi, tempi di consegna e sostenibilità del commercio elettronico.

Infografica riforma dazi UE 2026 su pacchi sotto i 150 euro

Effetti per consumatori e imprese europee

Per i consumatori, l’introduzione dei dazi potrebbe comportare un aumento dei prezzi finali per gli acquisti da piattaforme extra-UE e una maggiore trasparenza sulle spese doganali.
Non è escluso che alcune piattaforme decidano di assorbire parzialmente i costi per restare competitive, mentre altre potrebbero scaricarli direttamente sugli utenti.

Per le imprese europee, invece, il provvedimento rappresenta un riequilibrio atteso da tempo: i rivenditori interni, soggetti a dazi e IVA, potranno competere ad armi pari con gli operatori esteri, rafforzando così la produzione e la distribuzione interna.

Tempistiche e fasi di attuazione

  • 2023: la Commissione europea presenta la proposta di riforma del Codice Doganale UE.
  • Novembre 2025: i ministri delle Finanze dell’UE approvano l’anticipazione dell’abolizione della soglia di esenzione.
  • 2026: entrata in vigore della misura con regime transitorio e applicazione dei dazi sui pacchi di qualsiasi valore.
  • 2028: piena operatività del nuovo sistema doganale digitale (Customs Data Hub).
Infografica riforma dazi UE 2026 su pacchi sotto i 150 euro

L’impatto per l’Italia

In Italia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sarà chiamata ad adeguare i sistemi informatici e le procedure per gestire l’aumento dei controlli sui pacchi in arrivo da Paesi terzi.
I consumatori italiani dovranno tenere conto di nuovi costi di sdoganamento, che verranno calcolati in base al tipo di merce e alla tariffa applicabile.
Allo stesso tempo, i commercianti italiani e le PMI beneficeranno di una concorrenza più equa rispetto ai colossi dell’e-commerce extra-UE, spesso esenti da imposte e obblighi di conformità.

Una svolta per il commercio online europeo

Con la fine dell’esenzione doganale sui pacchi sotto i 150 euro, l’Unione Europea avvia una svolta strutturale nel controllo dell’e-commerce internazionale.
La riforma, oltre a garantire maggiore equità fiscale, punta a rafforzare la sicurezza e la trasparenza dei prodotti importati.
Sebbene i consumatori possano risentire di un lieve aumento dei prezzi, il provvedimento promette un mercato più sostenibile, sicuro e competitivo, segnando un punto di svolta nel rapporto tra Europa e giganti del commercio online.

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