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Gaetano D’Amico, una vita dalla parte dei diritti: “Pannella era già domani”

Dalla militanza radicale alle battaglie del comitato Esistono i Diritti: l’attivista palermitano ripercorre l’impegno per le libertà individuali, le unioni civili, le famiglie omogenitoriali e l’accesso alla cannabis terapeutica in Sicilia

In una calda giornata estiva a Palermo, incontriamo Gaetano D’Amico, figura appassionata dell’impegno civile e politico siciliano. La sua storia personale, che si snoda nel solco della grande tradizione laica e radicale, attraversa alcune delle battaglie per i diritti e le libertà individuali che hanno segnato gli ultimi decenni.

La presa di coscienza della propria omosessualità, l’incontro con il pensiero radicale e gli anni di militanza accanto a Marco Pannella hanno orientato un percorso politico fondato sulla nonviolenza, sul dialogo e sulla centralità della persona. A Palermo e in Sicilia, D’Amico ha portato avanti battaglie per i diritti delle persone LGBTQ+, per le unioni civili e per le famiglie omogenitoriali, ricorrendo anche a forme di protesta estreme come lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

Oggi, pur non svolgendo più attività politica all’interno di un partito, continua il proprio impegno come presidente del comitato Esistono i Diritti, realtà trasversale impegnata anche sul fronte della cannabis terapeutica, del diritto alla salute e della tutela delle persone detenute.

In questa intervista, D’Amico ripercorre con noi le tappe fondamentali della sua storia politica e personale: dagli insegnamenti ricevuti da Pannella alle battaglie condotte in Sicilia, fino ai diritti che attendono ancora di diventare conquiste concrete.

Gaetano D’Amico: dalla militanza radicale alle battaglie di oggi

Come nasce la sua primissima vicinanza al Partito Radicale in giovane età e quali idee di laicità e libertà civile l’hanno spinta a intraprendere la militanza politica attiva nella città di Palermo?

«La molla fondamentale è stata senz’altro la presa di coscienza della mia omosessualità. In quegli anni, il Partito Radicale di Marco Pannella rappresentava l’unica forza politica che avesse il coraggio di occuparsi apertamente dei diritti delle persone omosessuali e delle libertà individuali di ogni cittadino. Per un giovane che cercava il proprio posto nel mondo, vedere un partito che non nascondeva queste battaglie ma le poneva al centro del dibattito pubblico fu una rivelazione.

A questo elemento personale si aggiunse poi un’immagine fortissima, impressa a fuoco nella mia memoria. Era il 1977 e assistetti a una puntata di Tribuna dei Referendum. In un panorama politico dominato dalla solita retorica parlata, apparvero sullo schermo dei leader letteralmente imbavagliati: erano Marco Pannella ed Emma Bonino.

Con quell’atto di protesta clamoroso e nonviolento denunciavano il silenzio e l’oscurantismo della RAI, rivendicando il principio cardine del “conoscere per deliberare” sui temi referendari di allora. Vedere dei politici mettere in gioco il proprio corpo per difendere il diritto dei cittadini all’informazione e alla scelta consapevole mi fece capire da che parte stare, spingendomi ad abbracciare la militanza attiva e a portare quelle battaglie di laicità e libertà anche in una realtà complessa come Palermo».

Gaetano D’Amico

Oltre alla passione politica, lei ha avuto l’opportunità di conoscere Marco Pannella da vicino. Che ricordo conserva dell’uomo e del leader politico al di fuori dei riflettori ?

«Vivere il Partito Radicale da vicino significava entrare in contatto costante con una visione che travalicava il presente. Se dovessi descrivere Marco Pannella con una sola frase, direi senz’altro che: Pannella era già domani. Aveva una capacità straordinaria di anticipare i tempi su fronti che oggi sono centrali nell’agenda politica globale, ma che allora sembravano utopie o argomenti tabù: dalle libertà sessuali alla tutela dell’ambiente, fino al tema dell’immigrazione.

A questo proposito, desidero ricordare una battaglia storica che definisce alla perfezione la sua statura profetica: la campagna contro lo sterminio per fame e per sete nel sud del mondo, nata per salvare almeno cinque milioni di vite umane sotto lo slogan Salviamoli, salviamoci. Marco diceva chiaramente che se non fossimo intervenuti direttamente nel Terzo Mondo per garantire dignità e sussistenza, quelle popolazioni sarebbero state costrette per necessità a migrare verso l’Europa. Non era solo un appello etico, ma un’analisi geopolitica lucidissima.

Quella battaglia straordinaria raccolse il sostegno di oltre cento Premi Nobel e portò a un risultato legislativo storico. Fu approvata dal Parlamento la legge Piccoli-Cicciomessere-Ingrao-Fortuna: una norma fortemente trasversale che vedeva firmatari un democristiano, un radicale, un comunista e un socialista. Un’opera politica eccezionale, nata dalla visione di un uomo che sapeva leggere il futuro prima di chiunque altro.

Pannella mi ha insegnato il metodo politico, il valore supremo della nonviolenza, la forza della disobbedienza civile e l’importanza del dialogo aperto al di là delle appartenenze di partito. E infatti, negli anni a seguire, grazie ad una mia idea, è nato il comitato Esistono i Diritti, una realtà trasversale pensata proprio per mettere al centro di tutto la tutela dei diritti civili al di sopra delle logiche schierate».

Gaetano D’Amico

Quali esigenze politiche e sociali l’hanno portata a fondare il comitato Esistono i Diritti, di cui è presidente, e qual è la missione principale dell’associazione nel panorama civico siciliano?

«Il comitato Esistono i Diritti è nato 15 anni fa, in quel momento sentivamo l’esigenza profonda di dare un luogo politico concreto alle nostre battaglie sul territorio. All’inizio eravamo in pochi, ma eravamo animati da una forza di determinazione incrollabile. La dimensione transpartitica del comitato è avvenuta poi in un momento successivo, man mano che la nostra azione politica cresceva e coinvolgeva sensibilità sempre più ampie.

L’esigenza primaria che diede la spinta fondativa fu quella di portare all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge sulle unioni civili, pensato sia per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali. È stata una battaglia dura, fatta di quattro anni di incessante lotta politica e mobilitazione.

Il risultato è stato straordinario: quel disegno di legge è stato infine approvato dall’ARS prima ancora che a livello nazionale venisse varata la legge Cirinnà. Questo ha permesso alla Sicilia di essere all’avanguardia sui diritti civili in Italia. È proprio questa la missione principale del comitato nel panorama siciliano: dimostrare che dal nostro territorio possono partire spinte di libertà capaci di anticipare il Paese e trasformare i diritti fondamentali in concrete conquiste normative».

Gaetano D’Amico

Quali sono state le sfide più complesse affrontate dal comitato e quali traguardi considera più urgenti e attuali da perseguire oggi per il futuro?

«Uno dei traguardi più importanti e urgenti su cui il comitato “Esistono i Diritti” è in prima linea riguarda la cannabis terapeutica, un percorso complesso iniziato ormai otto anni fa.

Tutto è partito da un primo disegno di legge all’Assemblea Regionale Siciliana. Successivamente, grazie al nostro intervento diretto e a un appello rivolto all’allora Presidente Musumeci e ai vertici della sanità regionale, siamo riusciti a ottenere un tavolo tecnico con la partecipazione dei nostri esperti, tra cui la dottoressa Monica Sapio e l’avvocato Marco Traìna. Quel confronto ha portato ad un primo risultato: il riconoscimento della prescrivibilità della cannabis terapeutica, seppur limitato a sole due patologie.

Come comitato chiediamo da sempre che la Sicilia si adegui agli standard nazionali, estendendo la copertura a otto patologie. Di recente è stato quindi istituito un nuovo gruppo di lavoro dedicato proprio a questo ampliamento. Si tratta di un tavolo davvero trasversale che unisce esponenti politici come i deputati regionali Valentina Chinnici del PD e Stefano Pellegrino di Forza Italia, insieme a medici ed esperti legali. Siamo in attesa dei prossimi passi operativi per trasformare finalmente questo lungo impegno in un diritto concreto per tutti i pazienti siciliani.

Voglio infine ricordare un’altra battaglia fondamentale di cui si è occupato il comitato, che si affianca a quelle per i diritti dei detenuti e per la salute: la trascrizione dei figli delle famiglie omogenitoriali, portata avanti a sostegno della campagna nazionale di Emma Bonino. Su questo tema abbiamo promosso due mozioni fortemente trasversali. Quella all’Assemblea Regionale Siciliana — firmata congiuntamente da Valentina Chinnici del PD e Stefano Pellegrino di Forza Italia — è stata approvata; quella al Consiglio Comunale di Palermo, anch’essa trasversale, è stata invece ritirata a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. A supporto delle trascrizioni abbiamo inoltre lanciato un appello aperto ai sindaci, che ha visto come primo firmatario proprio il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla».

L’incontro con Gaetano D’Amico si conclude lasciando aperta una riflessione: i diritti non sono conquiste definitive, ma richiedono attenzione, partecipazione e il coraggio di continuare a rivendicarli. La sua storia, dalla militanza radicale alle battaglie portate avanti oggi dal comitato Esistono i Diritti, racconta proprio questa continuità. Cambiano gli strumenti e gli interlocutori, ma resta immutata la convinzione che la politica debba partire dalle persone, dalla loro libertà e dalla loro dignità.

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Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
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