Nel pomeriggio del 24 luglio, a partire dalle ore 18:00, si è aperta ufficialmente la nuova stagione del Castello Utveggio, uno dei luoghi più iconici e suggestivi che sormontano il panorama del capoluogo siciliano. Alla solenne cerimonia di inaugurazione ha presenziato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto al suo arrivo dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
All’evento hanno preso parte le principali autorità istituzionali, civili e religiose del territorio, tra cui il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Luisa Lantieri, il prefetto Massimo Mariani e l’arcivescovo della diocesi palermitana, monsignor Corrado Lorefice.
L’imponente architettura domina con fierezza il promontorio della città, sporgendosi direttamente sul mare Tirreno e schiudendo lo sguardo sull’intera distesa della Conca d’Oro. La struttura sorge a 346 metri d’altitudine sul Monte Pellegrino, promontorio dal valore inestimabile e luogo profondamente sacro ai palermitani: è infatti su questa montagna che si erge il celebre santuario dedicato alla “Santuzza”, Santa Rosalia, veneratissima patrona della città.

Il Progetto di Schifani: la nuova stagione da centro congressi internazionale
Nel corso del momento inaugurale svoltosi nel pomeriggio, il Presidente della Regione Renato Schifani ha illustrato ufficialmente il piano strategico che segna il rilancio definitivo del complesso monumentale. Con questa presentazione alla presenza del Capo dello Stato, si apre ufficialmente una nuovo capitolo per il Castello Utveggio, destinato a diventare un centro congressi di rilievo internazionale e un punto di riferimento istituzionale, scientifico e culturale pienamente integrato nella naturale vocazione euromediterranea della Sicilia.
La ripartenza dell’edificio rappresenta il felice coronamento di un imponente piano di recupero e ammodernamento tecnologico promosso dalla Regione Siciliana con un investimento superiore ai 5 milioni di euro. I lavori si sono affiancati alla prima fase di riapertura avviata lo scorso 5 dicembre, quando l’immobile è stato reso nuovamente accessibile per le visite culturali guidate. L’interesse della collettività e dei turisti è stato straordinario: sino allo scorso 19 luglio si sono registrati infatti ben 24.388 visitatori tra ingressi singoli, scolaresche e delegazioni associative.
La struttura, che si estende su un parco di circa 7 ettari sul Monte Pellegrino, si sviluppa su tre piani e offre spazi d’eccellenza, tra cui un’ampia sala convegni, un ristorante, un bar e una trentina di camere panoramiche affacciate sul golfo. Tra queste spicca la stanza che ospitò San Giovanni Paolo II durante la sua storica visita a Palermo nel novembre del 1995, conservata intatta nel suo aspetto originale.

Castello Utveggio a Palermo: la storia del grande albergo rosa e le sue origini
Questo complesso monumentale vanta una storia ricca e articolata, iniziata nel primo Novecento. L’opera venne concepita originariamente dall’architetto Giovan Battista Santangelo, ma la sua concreta realizzazione si deve alla ferrea determinazione dell’imprenditore Michele Utveggio. L’intento della committenza era estremamente ambizioso: edificare una struttura ricettiva di altissimo profilo che potesse affiancarsi al celebre Hotel Villa Igiea, splendido esempio di stile Liberty, per posizionare Palermo tra le grandi mete del turismo d’élite internazionale.
La conduzione dei complessi cantieri edili fu affidata allo stesso Michele Utveggio insieme al socio e nipote Antonino Collura. Le attività di costruzione ebbero inizio nel 1928 e si protrassero per circa cinque anni, affrontando notevoli sfide tecniche legate alla natura impervia del terreno. L’intera e imponente opera fu completata senza contributi pubblici, attingendo esclusivamente all’autofinanziamento e a capitali privati. Nel 1933, a seguito della prematura scomparsa di Michele Utveggio, la gestione del cantiere passò interamente nelle mani del nipote Collura, il quale condusse a termine i dettagli decorativi fino all’inaugurazione ufficiale del “Grande Albergo Castello Utveggio“, avvenuta nel 1934.
Il tratto distintivo dell’edificio risiede nella sua caratteristica facciata dalla tonalità rosa intenso e negli spiccati elementi in stile neogotico. Questa combinazione stilistica conferisce al castello un aspetto quasi fiabesco di rara eleganza, rendendolo un punto di riferimento visivo distintivo e chiaramente riconoscibile da ogni singolo angolo della città.

La seconda Guerra Mondiale e l’acquisizione del Castello Utveggio da parte della Regione
L’esperienza alberghiera fu tuttavia di breve durata. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la posizione strategica del castello sulla vetta del Monte Pellegrino ne determinò un repentino stravolgimento d’uso. L’edificio venne convertito in presidio militare e occupato prima dalle truppe nazifasciste e poi, nel luglio del 1943, dalle forze americane. L’altezza e la visuale libera rendevano la struttura il punto d’osservazione perfetto per l’avvistamento tempestivo dei mezzi nemici.
Negli anni Cinquanta, la Regione Siciliana acquisì la proprietà dell’immobile, ex colonia, tramite esproprio nei confronti della famiglia Collura-Utveggio. Dopo un articolato restauro filologico avviato nel 1984, la struttura ospitò dal 1988 al 2016 la sede del CERISDI (Centro Ricerche e Studi Direzionali). Nel corso dei suoi oltre venticinque anni di attività, la scuola direzionale fu guidata da autorevoli personalità del panorama istituzionale e accademico, tra cui spiccano le presidenze del gesuita padre Ennio Pintacuda, di Calogero Mannino e del professore Adelfio Elio Cardinale, alla guida dell’ente dal 2009 al 2013
Oggi, superata la chiusura del centro controllato dalla Regione, grazie all’inaugurazione presieduta dal Capo dello Stato, e con l’ impulso impresso dal Presidente Schifani, il Castello Utveggio riprende quota come grande polo congressuale d’eccellenza, recuperando una funzione strategica per la città e per l’intera regione.
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