HomeCronacaCaso Pierina Paganelli: Louis Dassilva assolto dall'accusa di omicidio

Caso Pierina Paganelli: Louis Dassilva assolto dall’accusa di omicidio

Dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, la Corte d'Assise ritiene insufficienti gli elementi dell'accusa e dispone l'immediata scarcerazione dell'unico imputato

Il processo sull’omicidio di Pierina Paganelli ha raggiunto un punto di svolta inaspettato con la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Rimini. Louis Dassilva, il trentacinquenne di origine senegalese che rappresentava l’unico imputato per il delitto della pensionata di via del Ciclamino, è stato assolto. La decisione è giunta al termine di una camera di consiglio fiume durata oltre 16 ore, durante le quali i giudici togati e i componenti popolari hanno analizzato nel dettaglio una mole imponente di atti, perizie e testimonianze.

La sentenza ha ribaltato le richieste della Procura della Repubblica, che aveva invocato la condanna all’ergastolo, determinando l’immediata scarcerazione dell’uomo, che si trovava in regime di custodia cautelare in carcere dal 16 giugno del 2024. L’aula del tribunale riminese ha accolto la lettura del verdetto in un clima di estrema tensione.

Al pronunciamento della presidente della Corte, Fiorella Casadei, un applauso è partito dal gruppo di circa trenta connazionali e sostenitori dell’imputato presenti tra il pubblico. Di segno opposto la reazione dei familiari della vittima: i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, insieme alla sorella e ai nipoti della donna, sono rimasti seduti in un silenzio assoluto e impassibile. Subito dopo la liberazione, Dassilva è stato riabbracciato dalla moglie Valeria Bartolucci, che lo ha sostenuto lungo tutto il percorso giudiziario, e ha rilasciato alcune dichiarazioni definendo il verdetto come la rinascita della giustizia.

Caso Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto

Le motivazioni giuridiche dell’assoluzione e la formula del secondo comma

La Corte d’Assise ha assolto Louis Dassilva applicando le disposizioni contenute nell’articolo 530, comma 2, del codice di procedura penale. Questa formula, che ricalca dal punto di vista pratico la vecchia insufficienza di prove, viene impiegata quando la prova della colpevolezza manca, è insufficiente o risulta contraddittoria. Nonostante la Procura avesse contestato all’imputato il reato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, motivi abietti e minorata difesa, l’impianto accusatorio non ha retto al vaglio dibattimentale per la formula del “non aver commesso il fatto”.

I legali della difesa sono riusciti a far emergere quelli che hanno definito come evidenti limiti e lacune nell’attività investigativa svolta dagli inquirenti. Tra i punti cardine della strategia difensiva vi è stata la contestazione della mancanza di accertamenti scientifici e biologici approfonditi all’interno delle abitazioni di altri soggetti vicini alla cerchia familiare, tra cui la nuora della vittima e suo padre.

La difesa ha sollevato il dubbio sulla reale esaustività delle piste battute, tracciando un parallelismo con celebri casi di cronaca nera nazionale rimasti a lungo complessi, come il delitto di Garlasco, e chiedendo in via principale l’assoluzione che è stata poi concessa. I giudici depositeranno le motivazioni formali della sentenza entro un termine di novanta giorni.

La reazione della Procura di Rimini e il ricorso in appello

La Procura della Repubblica di Rimini ha già manifestato in modo chiaro la volontà di non considerare chiuso il caso e ha preannunciato il ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione. Il sostituto procuratore, che considerava la tesi della colpevolezza di Dassilva solida e supportata da elementi univoci, attenderà la pubblicazione delle motivazioni ufficiali della Corte d’Assise per analizzare i passaggi logico-giuridici che hanno condotto i giudici a deliberare l’insufficienza di prove.

L’appello si concentrerà sulla riproposizione degli elementi indiziari raccolti durante i mesi di indagine, inclusi i presunti motivi legati a relazioni personali complesse all’interno del contesto condominiale che, secondo l’accusa, avrebbero costituito il possibile movente del delitto.

Caso Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto

La ricostruzione del delitto di via del Ciclamino

Per comprendere la portata della sentenza di assoluzione è necessario ricostruire la cronologia e i dettagli drammatici dell’omicidio. Pierina Paganelli, una pensionata di 78 anni molto nota nella comunità locale e fervente testimone di Geova, è stata brutalmente assassinata nella serata del 3 ottobre 2023. Il suo corpo senza vita è stato scoperto soltanto la mattina successiva, intorno alle ore 8:30 del 4 ottobre, all’interno del complesso condominiale di via del Ciclamino numero 31 a Rimini.

A fare la tragica scoperta è stata la nuora della vittima, Manuela Bianchi. Il cadavere della pensionata si trovava nell’androne del piano interrato, un’area buia e isolata che collega i garage sotterranei alle rampe di scale che conducono agli appartamenti superiori. L’anziana donna era appena rientrata da un incontro di preghiera e stava per fare ritorno a casa. L’assassino l’ha sorpresa alle spalle, colpendola ripetutamente e senza lasciarle scampo.

La brutalità della scena del crimine e i primi rilievi della scientifica

I rilievi effettuati dalla polizia scientifica e l’ispezione medico-legale hanno evidenziato la particolare ferocia dell’aggressione. Pierina Paganelli è stata colpita da ben ventinove coltellate, inferte con un’arma da taglio che ha lesionato organi vitali, provocando il decesso della donna. Inizialmente, la squadra mobile ha esaminato l’ipotesi di un femminicidio legato all’ambito familiare allargato, concentrando le prime verifiche sull’ex marito della donna, un albergatore della zona.

Questa pista è stata tuttavia scartata quasi subito, poiché l’uomo si trovava in Germania da diversi mesi per motivi di lavoro e disponeva di un alibi verificato e inattaccabile. Gli investigatori hanno quindi compreso che l’omicidio non era frutto di un gesto casuale, ma di un’azione mirata e compiuta da qualcuno che conosceva le abitudini della vittima e la struttura del palazzo.

Caso Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto

La svolta delle indagini e l’audio della telecamera del garage

Le indagini hanno subito un’accelerazione fondamentale grazie al ritrovamento di un reperto audio-video. Una telecamera di sorveglianza installata all’interno di un garage privato dello stesso seminterrato ha registrato i suoni di quei drammatici momenti. Nel file audio si sentono chiaramente le urla strazianti di Pierina Paganelli nel momento in cui viene aggredita dall’assassino.

Questo elemento tecnico ha permesso agli inquirenti di stabilire con assoluta certezza l’orario del delitto, fissando la morte alle ore 22:13 del 3 ottobre 2023. Da quel momento, l’intera impalcatura della Procura si è concentrata sulla verifica dei movimenti dei residenti del condominio in quella precisa fascia oraria. Secondo la tesi dei magistrati inquirenti, Louis Dassilva non era in grado di fornire un alibi solido e verificabile per quei minuti decisivi, elemento che unito ad altre circostanze aveva portato al suo arresto, ma che oggi la Corte d’Assise ha ritenuto insufficiente per formulare una condanna oltre ogni irragionevole dubbio.

Per tutti gli altri aggiornamenti continua a seguirci su PDQ Magazine.

Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments