HomeCronacaAttualità e societàStrage di via D'Amelio: a Palermo la mostra fotografica per Paolo Borsellino

Strage di via D’Amelio: a Palermo la mostra fotografica per Paolo Borsellino

A trentaquattro anni dall'attentato, il Tribunale di Palermo rinnova l'impegno per la memoria, la verità e il lascito civile del magistrato, con il contributo di magistrati, istituzioni e Lucia Borsellino

Il Palazzo di Giustizia di Palermo si conferma il fulcro della memoria civile italiana, dove la storia giudiziaria si intreccia con il dovere morale della ricerca della verità. Il ricordo di una figura che ha scritto una pagina importante della magistratura del nostro paese; viene accompagnato, come ogni anno, dalla volontà di conoscere tutta la verità sulla sua morte e cancellare le ombre che tuttora, a trentaquattro anni di distanza, permangono sul drammatico attentato.

Questo percorso di consapevolezza collettiva ha visto l’Aula Magna del tribunale ospitare un convegno in cui a raccontare chi era Paolo Borsellino sono stati magistrati come lui, colleghi che ne hanno accompagnato parte del percorso professionale o che hanno raccolto la sua pesante eredità.

All’evento hanno preso la parola autorevoli rappresentanti del mondo della giustizia: il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, il presidente dell’Anm Giuseppe Tango, il procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo Lia Sava, il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo Dario Greco.

Ad ascoltarli in platea erano presenti anche le massime autorità locali, tra cui il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto di Palermo Massimo Mariani e Lucia Borsellino, figlia del giudice. Non si è trattato di una celebrazione formale, bensì di un’occasione per analizzare l’attualità del suo insegnamento a più di tre decenni da quel tragico 19 luglio 1992.

A Palermo inaugurata la mostra fotografica dedicata a Paolo Borsellino

L’Inaugurazione della Mostra Fotografica al tribunale di Palermo il 17 luglio

L’evento si è concluso con l’inaugurazione, nel corridoio antistante l’Aula Magna, della mostra intitolata Le Rose Spezzate, dedicata alle stragi di Capaci e via d’Amelio. Questa iniziativa speciale, aperta al pubblico il 17 luglio per onorare la memoria di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta che persero la vita, consiste in una dettagliata raccolta di documenti storici e immagini che ripercorrono gli episodi terroristici più sanguinosi della storia d’Italia e le reazioni ad opera dello Stato.

Il percorso espositivo non vuole essere soltanto un momento di pura celebrazione solenne, ma si inserisce in un cammino continuo di memoria civile che unisce indissolubilmente il sacrificio di Borsellino a quello dell’amico e collega Giovanni Falcone, ucciso insieme alla moglie e alla scorta nella strage di Capaci solo pochi mesi prima, il 23 maggio dello stesso anno.

Paolo Borsellino

Lucia Borsellino a Palermo: il discorso per i giovani e l’eredità del padre

Il momento più emozionante e significativo all’interno dell’Aula Magna è stato l’intervento di Lucia Borsellino, la cui presenza è stata accolta da parte di tutta la platea presente con una sentita e prolungata standing ovation. La figlia del magistrato ha condiviso apertamente la grande complessità personale e il costante disagio che, persino dopo tantissimi anni dagli eventi, comporta il dover convivere con la dimensione pubblica della figura paterna.

Ciononostante, ha rimarcato come sia un dovere imprescindibile trasmettere alle nuove generazioni una narrazione che sia pienamente autorevole e credibile del sacrificio compiuto da uomini dello Stato che hanno donato la propria esistenza per il bene comune. Pensando alla breve esistenza del padre, scomparso a soli cinquantadue anni, ha confessato il senso di profonda sofferenza legato a tutta la vita a cui il genitore ha dovuto forzatamente rinunciare.

Chi era Paolo Borsellino: il profilo umano del magistrato tra umiltà e rigore

Nel tracciare il ritratto intimo del padre, Lucia Borsellino ha descritto una figura caratterizzata da una profonda e autentica umiltà, un uomo che preferiva lavorare dietro le quinte senza mai cercare la ribalta o manifestare il desiderio di primeggiare sugli altri. Tra le sue doti spiccava una forte ironia, strumento con cui riusciva a esorcizzare persino la costante minaccia e la paura della morte, accompagnata da una gentilezza d’animo naturale che si traduceva in un sorriso per chiunque lo incontrasse.

Sul piano professionale, tuttavia, emergeva un rigore lavorativo assoluto ed estremo, supportato da una straordinaria capacità intuitiva che gli permetteva di decifrare con precisione sguardi, movenze e silenzi dei suoi interlocutori. Questa duplice natura lo rendeva profondamente amabile per i collaboratori e, nello stesso tempo, temibile per gli ambienti della criminalità organizzata.

La figlia del magistrato, ha poi lanciato un appello ad andare oltre la pura dimensione esteriore dei simboli, spiegando che l’avvenuta sparizione della nota agenda rossa non deve in alcun modo bloccare la determinazione nel ricercare la verità storica. Il pericolo maggiore evidenziato è quello di arrendersi alla sfiducia, compromettendo la possibilità di ricomporre questo capitolo della storia d’Italia e vanificando l’incessante lavoro svolto dagli apparati sani dello Stato.

Paolo Borsellino

Strage di via D’Amelio: il ricordo di Paolo Borsellino nel 34esimo anniversario

L’inaugurazione dell’evento espositivo al tribunale rappresenta il momento centrale che conduce alla giornata di domenica 19 luglio, data in cui ricorrono esattamente trentaquattro anni dall’attentato di via D’Amelio al giudice Paolo Borsellino, dove hanno perso la vita anche gli agenti della sua scorta.

In quel tragico pomeriggio del 1992 persero la vita Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Questo anniversario richiama l’attenzione sulla necessità di fare piena luce sui depistaggi che continuano a gravare sulle indagini relative alle stragi. La memoria di quel drammatico evento non appartiene solo al passato, ma rappresenta un monito quotidiano per il sistema giudiziario e per l’intera cittadinanza nazionale, un richiamo costante al dovere di vigilanza e alla ricerca di una verità storica completa e definitiva.

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Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
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