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Quando il tempo dà ragione al legislatore. L’ONU rafforza le ragioni della scelta italiana contro l’utero in affitto

Tra diritti, dignità e mercato, il confronto internazionale sulla maternità surrogata si arricchisce di nuove valutazioni

L’ONU non era presente nel dibattito politico italiano del 2024, ma il suo recente rapporto sulle criticità della maternità surrogata contribuisce oggi a rileggere quella scelta sotto una luce diversa. Ci sono leggi che vengono comprese soltanto con il passare del tempo: quando il Parlamento italiano approvò la legge n. 169 del 4 novembre 2024, estendendo la perseguibilità del reato di maternità surrogata anche ai fatti commessi all’estero, il dibattito pubblico si divise immediatamente.

Per molti osservatori quella scelta rappresentava un’anomalia giuridica, un’iniziativa ideologica destinata a isolare l’Italia rispetto al resto dell’Occidente. Altri la definirono un’ingerenza dello Stato nelle libertà individuali e nelle scelte delle famiglie.

Eppure il Governo decise di procedere ugualmente, assumendosi il peso di una decisione impopolare in molti ambienti culturali e mediatici. Lo fece partendo da un principio semplice ma decisivo: esistono beni giuridici così fondamentali – la dignità della donna, la tutela del minore e la non commerciabilità del corpo umano – da meritare protezione indipendentemente dal luogo in cui la condotta viene realizzata. Se un comportamento è ritenuto lesivo della dignità della persona, non può diventare improvvisamente accettabile soltanto perché oltrepassa un confine nazionale.

Il riscontro internazionale delle preoccupazioni italiane

A distanza di tempo quella scelta appare oggi meno isolata di quanto molti avessero sostenuto.

Il recente rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla vendita e lo sfruttamento sessuale di donne e bambini (A/80/158) non nasce certo per sostenere la normativa italiana. È un documento indipendente, elaborato nell’ambito delle procedure speciali dell’ONU. Proprio per questo assume un valore ancora maggiore. Senza richiamare la legislazione italiana, individua infatti una serie di criticità che coincidono sorprendentemente con le preoccupazioni che avevano ispirato il legislatore.

Il mercato globale della maternità surrogata

Il quadro delineato è molto diverso dall’immagine, spesso proposta nel dibattito pubblico, della maternità surrogata come semplice espressione della libertà contrattuale tra adulti consenzienti; il rapporto descrive un mercato globale nel quale, nella maggior parte dei casi, i committenti appartengono ai Paesi economicamente più sviluppati mentre le donne che portano avanti la gravidanza provengono da contesti sociali fragili.

La disparità economica non rappresenta un elemento marginale, ma una caratteristica strutturale del sistema. Ed è proprio questa asimmetria di potere a far sorgere il dubbio che il consenso possa essere condizionato più dalla necessità che da una reale libertà di scelta.

onu

I rischi per le donne e la dignità del bambino

La Relatrice richiama poi l’attenzione sui rischi sanitari e psicologici cui sono esposte le madri surrogate, sulle limitazioni imposte loro durante la gravidanza attraverso clausole contrattuali e, soprattutto, su episodi documentati nei quali le donne sarebbero state sottoposte a pressioni affinché interrompessero la gravidanza in presenza di malformazioni del feto o di gravidanze multiple.

Pressioni esercitate mediante incentivi economici, minacce di azioni legali o sospensione dei pagamenti previsti dal contratto: è probabilmente questo il passaggio più inquietante dell’intero rapporto: se un contratto può arrivare a prevedere, direttamente o indirettamente, l’eliminazione del bambino quando non risponde alle aspettative dei committenti, allora il problema non riguarda più soltanto la liceità di una tecnica di procreazione assistita ma riguarda il modo stesso in cui una società concepisce la persona umana.

Il figlio rischia di trasformarsi nell’oggetto di una prestazione contrattuale, mentre la gravidanza diventa un servizio e il corpo della donna uno strumento produttivo disciplinato da obblighi, penali e condizioni.

utero in affitto ONU

Il richiamo della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità

Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità offre un elemento di riflessione. L’articolo 10 riafferma il diritto inerente alla vita di ogni essere umano e impone agli Stati di garantirne il godimento in condizioni di uguaglianza.

La Convenzione non affronta direttamente il tema dell’aborto selettivo per disabilità, ma richiama comunque un principio fondamentale: nessuna vita può essere considerata meno degna di tutela a causa della propria condizione.

Un dibattito ancora aperto

Naturalmente il rapporto ONU non esaurisce il dibattito giuridico. Le opinioni tra studiosi e ordinamenti continuano a essere differenti. Sarebbe scorretto sostenere che il documento rappresenti una legittimazione formale della legge italiana. Ma sarebbe altrettanto difficile ignorare come molte delle ragioni che avevano spinto il Governo a intervenire trovino oggi un autorevole riscontro nelle criticità evidenziate dalle Nazioni Unite.

utero in affitto ONU

Il significato politico della decisione

È proprio qui che emerge il significato politico di quella scelta. Governare significa spesso decidere quando il consenso ancora non c’è. Significa assumersi la responsabilità di vedere problemi che diventeranno evidenti soltanto dopo. È più facile seguire il vento dell’opinione pubblica che anticiparne le conseguenze.

Nel caso della maternità surrogata il Governo italiano ha scelto la strada più difficile: quella di affermare che esistono limiti etici e giuridici che il mercato non dovrebbe oltrepassare, anche quando ciò comporta l’accusa di essere controcorrente.

Una consapevolezza internazionale crescente

Con il passare del tempo, il dibattito internazionale sembra andare nella direzione di una crescente consapevolezza dei rischi connessi alla commercializzazione della maternità. Sempre più spesso non si parla soltanto del desiderio degli adulti di diventare genitori, ma anche dei diritti della donna che porta avanti la gravidanza, del bambino che nasce e delle inevitabili dinamiche economiche che attraversano questo mercato globale; forse è proprio questa la lezione più importante.

utero in affitto ONU

Le leggi che anticipano il tempo

Le leggi più coraggiose non sono necessariamente quelle che raccolgono immediatamente il consenso della maggioranza. Talvolta sono quelle che hanno il coraggio di porre un limite prima che la realtà renda evidente perché quel limite fosse necessario.

La scelta italiana sulla maternità surrogata appartiene sempre più a questa categoria. E il fatto che proprio un rapporto delle Nazioni Unite richiami oggi molte delle criticità poste alla base di quella decisione rappresenta un elemento che merita di essere considerato con grande attenzione, al di là delle appartenenze politiche e delle contrapposizioni ideologiche.

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NOTE REDAZIONALI: Le opinioni espresse in questo articolo costituiscono un intervento di riflessione su un tema giuridico e culturale di particolare rilevanza. Esse non esauriscono né rappresentano necessariamente l’unica posizione del giornale.

Andrea Cisternino
Andrea Cisternino
Editorialista di stampo giusnaturalista, cattolico tradizionale , moderato ma non troppo
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