L’Associazione Culturale “Il Principale – M° Fabrizio Nori” è una realtà in forte espansione nel panorama musicale, nata per custodire la memoria di un grande musicista e per trasformarla in opportunità concrete per i giovani. Questa straordinaria iniziativa prende vita grazie alla sinergia di tre figure chiave, unite da un profondo legame umano e professionale, che mettono le proprie competenze d’eccellenza al servizio della comunità.

Nicolò Nori, Direttore Artistico e figlio del compianto Maestro Fabrizio, rappresenta la continuità naturale e la linfa creativa di questo percorso. Cresciuto sotto la guida paterna e del Maestro Osvaldo Nori, Nicolò ha conseguito la laurea con il massimo dei voti e la lode presso il prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Musicista di grande talento, dal 2020 guida la Banda Comunale “Maestro Alberto Bernabei” di Formello in veste di direttore artistico, assumendone anche la direzione musicale nel 2025 e trasformandola in un punto di riferimento per l’innovazione del repertorio per fiati.
Accanto a lui opera Antonio De Laurentis, una figura artistica di altissimo profilo nel panorama sinfonico e operistico italiano. Con una carriera d’eccellenza che lo ha visto collaborare stabilmente con istituzioni del calibro del Teatro dell’Opera di Roma e con le più prestigiose orchestre di fiati internazionali, Antonio ha condiviso il palcoscenico con icone della musica globale come Plácido Domingo e Katia Ricciarelli. Formatosi con grandi maestri del trombone come Jacques Mauger e Loris Grossi, oggi mette questo immenso bagaglio di esperienza e rigore professionale a disposizione dell’associazione, curandone gli aspetti amministrativi e tecnici .
A completare il direttivo è Clarissa D’Egidio Vicepresidente e Socio Fondatore, la cui figura incarna perfettamente l’equilibrio tra arte e gestione strategica. Anch’essa clarinettista formata tra le storiche mura del Conservatorio di Santa Cecilia, Clarissa unisce la sua spiccata sensibilità musicale a una solida preparazione tecnica e gestionale derivante dal suo diploma in Ragioneria. Questa duplice natura le permette di governare con precisione millimetrica la complessa macchina logistica, amministrativa e comunicativa dell’associazione, traducendo la bellezza della musica in eventi di successo.

Entriamo nel vivo del progetto attraverso le loro parole. Ecco cosa ci hanno raccontato in questa intensa intervista a tre voci.
Nicolò Nori: L’ evoluzione della tradizione bandistica e la memoria del Maestro
Dal 2020 è direttore artistico e dal 2025 direttore musicale della Banda Comunale “Maestro Alberto Bernabei” di Formello. Qual è la tua visione per il futuro della banda e quale ruolo pensa debbano avere oggi le realtà bandistiche nella diffusione della cultura musicale?
«L’obiettivo principale con la banda è continuare a crescere e regalare concerti che siano sempre più stimolanti, sia per chi suona sia per chi ascolta. Per quanto riguarda il ruolo delle bande, credo fermamente che abbiano un valore centrale per la diffusione della cultura musicale nel territorio, dato che spesso rappresentano il primissimo approccio alla musica per un ragazzo. Tuttavia, credo che le bande debbano evolversi: non sono più quelle di un tempo, fatte solo di sfilate. Oggi la banda può essere a tutti gli effetti un’alternativa di altissimo livello alle orchestre classiche, capace di proporre concerti di grande spessore artistico. Si tratta di una tradizione importante, che va rispettata e portata avanti con una visione moderna».

La tua carriera ti ha portato a esibirti sia come solista sia in importanti progetti orchestrali e cameristici. Quale esperienza artistica ritieni abbia segnato maggiormente il tuo percorso?
«Ogni singola esperienza artistica è stata importante per la mia crescita, ma se dovessi sceglierne una in particolare, penso a quando avevo 17 anni. È stato in quel momento che ho capito che la musica sarebbe diventata il mio lavoro della vita: si trattava di una produzione della Traviata e il primo clarinetto era proprio mio padre, il Maestro Fabrizio Nori. Condividere il palco con lui in quell’occasione ha segnato profondamente il mio percorso».
L’Associazione Il Principale nasce per onorare la memoria del Maestro Fabrizio Nori e per valorizzare i giovani talenti, specialmente nel mondo bandistico. In che modo questa eredità umana e musicale guida le vostre scelte quotidiane e quali sono i prossimi obiettivi per consolidare Formello come punto di riferimento culturale nazionale?
«Siamo costantemente guidati dall’eredità lasciata dal Maestro Fabrizio Nori, dal suo pensiero e dai suoi profondi valori musicali. Un esempio concreto di questo percorso è stata la presenza del Maestro Ferrer Ferran come nostro direttore onorario il 24 maggio scorso. Per il futuro, l’obiettivo è chiaro: vogliamo portare la nostra Orchestra di Fiati in giro per l’Italia. Questa realtà esiste, è solida e può fare cose meravigliose su scala nazionale».

Antonio De Laurentis: rigore organizzativo e la lezione dei Grandi Maestri
Antonio, la tua carriera spazia dalle grandi realtà orchestrali come il Teatro dell’Opera di Roma fino alle più prestigiose orchestre di fiati. In che modo la tua ricca esperienza sinfonica e operistica influenza il tuo approccio nella progettazione delle attività culturali e formative all’interno dell’Associazione?
«All’interno dell’Associazione Il Principale ho un ruolo prettamente amministrativo e tecnico, competenze che ho appreso e sviluppato sia nel mondo musicale che al di fuori di esso. Da giovanissimo ho avuto la fortuna di lavorare con grandi realtà strutturate, come il Teatro dell’Opera di Roma: quell’esperienza mi ha insegnato la disciplina e la complessità che dietro le quinte rendono possibile la magia sul palco. Oggi cerco di mettere in pratica quegli stessi modelli organizzativi in tutte le manifestazioni e gli eventi che creiamo per l’associazione».
Hai condiviso il palcoscenico con icone della musica globale, da Plácido Domingo a Katia Ricciarelli, e studiato con maestri del trombone come Jacques Mauger. Qual è l’insegnamento più prezioso che hai ricevuto da queste grandi personalità e che oggi cerchi di trasmettere ai giovani talenti che partecipano alle vostre masterclass?
«Nell’arco della mia attività musicale ho condiviso il palcoscenico con tanti grandi della musica, come Domingo e Ricciarelli. Tuttavia, la mia guida più importante, il mio vero mentore, è stato Loris Grossi, secondo trombone del Teatro dell’Opera di Roma. Loris, con cui ho condiviso anche l’emozione del secondo Memorial, mi ha trasmesso il valore della serietà e del rigore professionale. Devo dire un immenso grazie a lui e a tutti i grandi artisti che ho incrociato nella mia carriera, perché mi hanno insegnato l’etica del lavoro che oggi cerchiamo di trasmettere ai ragazzi».
Oltre all’attività esecutiva, da anni ti dedichi con successo all’organizzazione di festival e concerti. Quali sono, dal tuo punto di vista, le sfide principali che un musicista deve affrontare oggi nel tradurre una visione artistica in un evento concreto e di successo per il territorio?
«Le sfide principali per un musicista oggi sono legate alla complessità organizzativa ed economica. Noi operiamo nel Comune di Formello, che è un ambiente privilegiato: un territorio che ha molto a cuore l’aspetto artistico e ci sostiene. Il nostro scopo principale è superare le barriere d’accesso alla cultura, riuscendo a realizzare masterclass di altissimo livello che permettano ai giovani di crescere dal punto di vista musicale e culturale, mantenendo però dei costi contenuti e accessibili a tutti».

Clarissa: l’ incontro tra visione manageriale e passione per la musica
Clarissa, la tua figura unisce in modo unico la sensibilità artistica del clarinetto, coltivata al Conservatorio di Santa Cecilia, con la precisione tecnica del diploma in Ragioneria. Come riesci a far dialogare queste due anime così diverse nella gestione amministrativa e logistica di eventi complessi come il Memorial Fabrizio Nori?
«Si tratta esattamente di due anime diverse, ma ho scelto di trasformare l’esperienza e la sensibilità maturate al Conservatorio di Santa Cecilia in una forte sinergia con la mia professionalità tecnica. Grazie a questo connubio, sono riuscita a sviluppare una visione globale: da un lato c’è l’anima musicale, focalizzata sulla bellezza e sull’arte; dall’altro c’è quella organizzativa, gestionale e di comunicazione. Questo equilibrio è fondamentale per far sì che la complessa macchina organizzativa del Memorial funzioni alla perfezione e rispecchi fedelmente, insieme ai vertici dell’associazione, il profondo ricordo del Maestro Fabrizio Nori».
In qualità di Vicepresidente e Socio Fondatore, hai dichiarato che per te la musica è prima di tutto “qualcosa da costruire e rendere possibile”. Guardando al futuro delle attività dell’Associazione, quali sono i criteri organizzativi e artistici su cui stai puntando maggiormente per far vivere questa missione sia sul palco che dietro le quinte?
«Il criterio fondamentale su cui poggia tutto il nostro lavoro è il fattore umano: tutto questo avviene grazie a questi ragazzi, che credono realmente nel progetto, si divertono a partecipare, investono fermamente il loro tempo e credono nel rispetto profondo per la musica. Dietro le quinte e sul palco, il nostro obiettivo è creare un ambiente dove l’efficienza organizzativa valorizzi questo entusiasmo genuino, trasformando la passione condivisa in eventi culturali di altissimo profilo».
Dal punto di vista di chi gestisce la macchina organizzativa, in che modo il valore sociale e formativo della musica d’insieme influenza la pianificazione delle masterclass e degli eventi dell’Associazione, per garantire che i giovani talenti ricevano non solo una preparazione tecnica, ma anche una profonda crescita collettiva?
«Il valore sociale della musica d’insieme è il cuore pulsante di ogni nostra scelta logistica e organizzativa. Per noi è fondamentale sottolineare che questa straordinaria opportunità è stata resa possibile grazie al Comune di Formello, che ha dimostrato una grandissima sensibilità e un occhio di riguardo speciale nei nostri confronti. Grazie a questo sostegno, abbiamo a disposizione una location fantastica che ci permette di accogliere ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia.
Abbiamo strutturato una rete di convenzioni ad hoc, estremamente utili e preziose soprattutto per i giovani musicisti di 17 o 18 anni che si spostano da soli. Questo abbassa drasticamente le spese di vitto e alloggio, evitando costi eccessivi per le famiglie e rendendo la formazione nelle nostre masterclass economicamente alla portata di tutti. Vogliamo abbattere le barriere economiche affinché l’unico vero criterio di selezione sia il merito: in un’orchestra devono eccellere soltanto il talento puro e l’amore infinito per la musica. Questo è il nostro modo di fare comunità».
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