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“Mai più sola”: istituzioni, cultura e società unite contro la violenza sulle donne

Barbara La Rosa: “Solo una rivoluzione culturale e l’indipendenza economica possono spezzare la catena della violenza”

Ogni 25 novembre il mondo si ferma per ricordare le vittime di femminicidio e tutte le donne che subiscono violenza fisica, psicologica, economica o sociale. Ma in Italia, quest’anno, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne ha avuto un punto di riferimento centrale: l’edizione 2025 di “Mai più sola”, tenutasi nella prestigiosa Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati.

Promosso dall’On. Souad Sbai, Presidente dell’Associazione ACMID Donna, il convegno è diventato da tempo un appuntamento simbolo, un laboratorio di idee in cui istituzioni, cultura, esperti e società civile si riuniscono per affrontare con serietà e coraggio un fenomeno che rimane una delle grandi emergenze sociali del nostro tempo.

Sin dalle prime battute, “Mai più sola” si è confermato un evento denso di contenuti, proposte e contributi emotivamente potenti: un mosaico di voci, esperienze e competenze per rafforzare il fronte della prevenzione della violenza di genere e promuovere una più ampia cultura del rispetto.

Un parterre di professionisti e personalità impegnate nel contrasto alla violenza di genere

Il convegno ha visto una partecipazione ampia e qualificata, capace di offrire punti di vista complementari su temi come prevenzione, educazione, legislazione, intervento nelle emergenze e rappresentazione sociale della donna.

Tra i relatori che hanno contribuito con riflessioni e testimonianze si ricordano:

  • Ciro Maddaloni, Dipartimento ONU Competenza Globale
  • Barbara La Rosa, Presidente di Federazione Italia
  • Laura Ravetto, Responsabile Dipartimento Pari Opportunità Lega
  • Antonella Sotira, avvocato penalista, presidente IUS Gustando
  • Kyrahm (Rita Chessa), regista e giornalista
  • Lidia Vitale, attrice internazionale, Premio Speciale Nastri d’Argento 2023
  • Volha Marozava, presidente Donne for Peace ETS
  • Paola Avallone, scrittrice
  • Houda Ameur, psicologa
  • Gianfranco Gori, regista
  • Cinzia Petetta, Assessore del Comune di Senigallia
  • Nedaa Badwan, fotografa internazionale
  • Lucia Colognato, étoile internazionale
  • Tamara Cantelli, attrice e speaker
  • Rosina Alessandri, Commissione Pari Opportunità Marche
  • Veronica Ersilia Sansuini, Presidente Osservatorio O.N.DI.NE
  • Giulia Gori, psicologa
  • Barbara Sirotti, attrice, regista e autrice del cortometraggio presentato
  • Silvana Campisi, Presidente Ass. PRO.DO.MED

A dare il via alla giornata è stata la voce potente e intensa del soprano Gledis Rossi, premiata alla V edizione del Premio “Donna Sapiens”, capace di trasformare il suo intervento musicale in un invito alla riflessione e all’unità.

Arte, cultura ed emozione: il cortometraggio contro la violenza di Barbara Sirotti

Uno dei momenti più forti della mattinata è stata la proiezione del cortometraggio realizzato da Barbara Sirotti, un’opera che affronta il tema della violenza sulle donne con un linguaggio cinematografico profondamente empatico.
Il corto non si limita a raccontare la violenza: mette in scena i silenzi, la paura, il senso di colpa, ma anche la possibilità della rinascita.

Un prodotto artistico che diventa strumento educativo e di sensibilizzazione, fondamentale per affrontare in modo non superficiale una realtà che spesso rimane nascosta dentro le mura domestiche.

Premi Donna Sapiens e Ambasciatrice di Pace: valorizzare le eccellenze femminili

Come da tradizione, nel corso dell’evento sono stati conferiti i premi Donna Sapiens e il titolo Ambasciatrice di Pace, riconoscimenti destinati a figure che si sono distinte nel campo dell’impegno sociale, della difesa dei diritti umani e della promozione della pace.

Tra le premiate anche l’attrice e produttrice Daniela Poggi, che ha inviato un videomessaggio toccante in cui ha espresso gratitudine e ha ricordato l’importanza di dare voce a chi non può più parlare.

Mai più sola – convegno 2025 alla Camera dei Deputati contro la violenza sulle donne

Barbara La Rosa: “La violenza nasce anche da un vuoto culturale che si radica nelle nostre parole”

Il contributo della Presidente di Federazione Italia, Barbara La Rosa, è stato tra i più completi e incisivi dell’intera giornata.
Con un’analisi lucida e documentata, La Rosa ha posto al centro tre temi fondamentali: la rivoluzione culturale, l’educazione emotiva e l’indipendenza economica femminile.

Una rivoluzione che parte dal linguaggio e dall’educazione

Come La Rosa ha spiegato, la violenza sulle donne non nasce all’improvviso, ma cresce dentro un terreno fertile fatto di stereotipi, frasi comuni e retaggi culturali profondi.
Espressioni come “non piangere come una femminuccia” – spesso pronunciate senza malizia – creano una gerarchia culturale che indebolisce il ruolo della donna e disumanizza le emozioni maschili.

Per questo la prevenzione deve partire da:

  • scuola
  • famiglia
  • media e comunicazione
  • modelli culturali positivi
  • educazione ai sentimenti

Solo una società che insegna l’ascolto e la gestione delle emozioni può ridurre i comportamenti aggressivi.

Una formazione realmente operativa per chi interviene nelle emergenze

La Rosa ha insistito sulla necessità di formare adeguatamente:

  • operatori dei centri antiviolenza
  • forze dell’ordine
  • psicologi e assistenti sociali
  • personale sanitario
  • insegnanti e educatori

Una donna che denuncia deve trovare competenza, professionalità e soprattutto protezione.
La formazione specialistica, infatti, è uno degli strumenti principali per prevenire casi di vittimizzazione secondaria, purtroppo ancora presenti.

Norme efficaci, applicate con continuità e rapidità

Le leggi contro la violenza di genere ci sono, ma spesso non vengono applicate in modo uniforme o tempestivo.
Per La Rosa, l’obiettivo è rafforzare i meccanismi di protezione e rendere il sistema più rapido, più coordinato e più vicino alle reali esigenze delle donne.

Indipendenza economica femminile: un pilastro fondamentale contro la violenza

Uno dei passaggi più citati dell’intervento di La Rosa riguarda la centralità dell’indipendenza economica femminile.
Richiamando le riflessioni di Olympe de Gouges e Simone de Beauvoir, La Rosa ha ricordato che nessuna donna può essere veramente libera se dipende economicamente dal proprio partner.

La violenza economica, spesso invisibile, è infatti uno dei motivi principali per cui molte donne non riescono a lasciare relazioni pericolose.
Garantire accesso al lavoro, alla formazione, alle opportunità e a misure di sostegno economico significa offrire una via concreta per spezzare il ciclo della violenza.

Donne nella storia: perché vanno reinserite nei libri scolastici

Un punto particolarmente innovativo dell’intervento è stato quello dedicato alla rappresentazione femminile nei programmi scolastici.
La Rosa ha ricordato come il racconto storico tradizionale escluda o marginalizzi la maggior parte delle figure femminili che hanno contribuito allo sviluppo della scienza, della filosofia, della politica, dell’arte e della cultura.

Questo non è un dettaglio insignificante:
la mancanza di modelli femminili forti incide sulla percezione che le bambine hanno delle proprie possibilità e sulla percezione che i bambini hanno del ruolo delle donne nella società.

Riportare nei manuali scolastici figure come Marie Curie, Ipazia, Ada Lovelace, Artemisia Gentileschi, Eleanor Roosevelt, Olympe de Gouges, Hannah Arendt o Rita Levi-Montalcini significa:

  • creare immaginari più paritari
  • combattere stereotipi culturali
  • favorire l’autostima femminile
  • educare al rispetto
  • prevenire la violenza di genere

La cultura è prevenzione.
E la scuola ha il potere di cambiare la società.

Mai più sola 2025 – pubblico e relatrici riuniti per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Souad Sbai: “Mai più sole. La società tutta deve essere alleata delle donne”

L’On. Souad Sbai, promotrice del convegno, ha ricordato con forza che la violenza sulle donne non è un fatto privato, ma una questione sociale, politica e culturale.
Ogni femminicidio – ha sottolineato – è una ferita per la collettività e un fallimento per le istituzioni.

Particolarmente toccante il richiamo alle donne che, in molti Paesi del mondo, non possono neanche denunciare o alzare la voce, come accade in Afghanistan.
Il messaggio è chiaro: la lotta contro la violenza sulle donne deve essere globale.

Il messaggio del Presidente della Camera Lorenzo Fontana

Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, con un messaggio inviato ai partecipanti, ha ribadito che “mai più sole” significa rompere il muro dell’indifferenza.
Significa che ogni livello istituzionale ha il dovere morale e politico di proteggere, sostenere e ascoltare.

Mai più sola 2025 – pubblico e relatrici riuniti per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Laura Ravetto: “La libertà femminile passa dall’autonomia economica”

L’intervento dell’On. Laura Ravetto ha posto al centro l’importanza delle misure economiche a sostegno delle donne vittime di violenza.

Secondo Ravetto, l’autonomia economica non è solo uno strumento, ma una condizione essenziale per liberarsi da una relazione abusante.
Chi denuncia, infatti, deve avere alternative reali, altrimenti rischia di tornare dal proprio aggressore.

Da qui l’importanza di bonus, decontribuzioni, incentivi al lavoro e corsi di formazione pensati proprio per rafforzare l’empowerment femminile.

“Mai più sola” come modello concreto per una società più giusta

La nuova edizione di Mai più sola ha dimostrato ancora una volta che la violenza contro le donne si combatte solo unendo forze, competenze e volontà politica.
La prevenzione non è mai un unico gesto, ma un insieme di azioni coordinate: educazione, rappresentazione, formazione, supporto economico, norme efficaci e una cultura che valorizzi il ruolo delle donne.

“Mai più sola” richiama ognuno di noi a un impegno quotidiano:
creare una società in cui nessuna donna debba più aver paura, in cui il rispetto sia un valore diffuso e in cui la libertà non sia un privilegio, ma un diritto garantito.

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