HomePolitica & SocietàInternazionaleLa Corte Suprema Usa annulla i dazi di Trump: un boccone amaro...

La Corte Suprema Usa annulla i dazi di Trump: un boccone amaro per la Casa Bianca

Washington tra sentenza storica e la pronta reazione del presidente: nuovi dazi al 10 %, scontro istituzionale e conseguenze globali

Nel cuore della politica commerciale statunitense si è consumato venerdì 20 febbraio 2026 un evento di grande impatto: la Supreme Court of the United States ha dichiarato inammissibili gran parte dei dazi doganali imposti dall’amministrazione del presidente Donald Trump, giudicando che egli non avesse l’autorità legale per imporli unilateralmente senza l’approvazione del Congresso. La decisione, con una maggioranza di 6 voti favorevoli e 3 contrari, rappresenta una rara sconfitta giudiziaria contro il presidente degli Stati Uniti e mette in discussione un pilastro della sua strategia economica internazionale.

Una sentenza storica sui poteri esecutivi

La Corte Suprema ha stabilito che l’uso da parte dell’amministrazione Trump dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) — una legge del 1977 pensata per crisi nazionali — non autorizza l’imposizione generalizzata di tariffe sulle importazioni in tempo di pace. Secondo la maggioranza dei giudici, infatti, la Costituzione assegna al Congresso il potere esclusivo di determinare la politica doganale e fiscale, e la legge invocata dalla Casa Bianca non conferisce al presidente un mandato così ampio.

Questa interpretazione costituzionale ha portato all’annullamento retroattivo di dazi che erano stati introdotti a partire dal celebre “Liberation Day” del 2 aprile 2025 e in molti casi rimangono validi — e contestati — anche da partner commerciali e imprese americane. Esperti indicano che la decisione potrebbe avere ripercussioni significative: alcune stime internazionali suggeriscono che oltre 175 miliardi di dollari di entrate doganali sono ora soggetti a potenziali rimborsi, mentre la questione sui rimborsi effettivi rimane aperta in tribunali di grado inferiore.

dazi USA 2026 Trump

La reazione di Trump: nuove tariffe e parole dure

La risposta politica del presidente Trump è stata immediata e decisa. Nelle ore successive alla sentenza, il presidente ha firmato un ordine esecutivo per imporre nuovi dazi globali al 10 % su un’ampia gamma di importazioni, con effetto a partire dal 24 febbraio 2026 e validità prevista per 150 giorni. Questa mossa mira a mantenere una forma di protezione doganale pur aggirando la legge dichiarata incostituzionale, facendo leva su un’altra norma dell’ordinamento commerciale statunitense.

La risposta di Trump alla Corte Suprema è stata nettamente critica: attraverso i suoi canali social e dichiarazioni pubbliche, il presidente ha bollato i giudici come «una vergogna» e ha definito la sentenza un attacco alla sovranità economica americana. La Casa Bianca ha inoltre segnalato l’intenzione di esplorare ulteriori strumenti legali e procedurali per riaffermare le prerogative commerciali dell’esecutivo.

dazi USA 2026 Trump

Implicazioni nazionali e internazionali

La decisione della Corte Suprema non è solo un tema giuridico interno: ha impatti su relazioni commerciali con partner europei, asiatici e latinoamericani, molti dei quali avevano già reagito ai dazi con contromisure o procedimenti presso l’Organizzazione mondiale del commercio. Sul piano interno, l’opposizione e alcune imprese statunitensi avevano criticato l’efficacia e la legittimità dei dazi Trump, sottolineando che i costi spesso ricadono su consumatori e aziende americane.

L’episodio rischia di rilanciare anche il dibattito politico sul ruolo del Congresso nella definizione della politica commerciale: già nel 2025 era stato presentato un disegno di legge bipartisan, il Trade Review Act, per restituire maggiore centralità legislativa alle decisioni tariffarie.

dazi USA 2026 Trump

In ultima analisi, la sentenza della Supreme Court costituisce un momento cruciale nella governance economica degli Stati Uniti, e la reazione del presidente Trump — tra nuovi provvedimenti e accuse di ingerenza — promette di alimentare un confronto intenso tra poteri costituzionali, istituzioni e partner globali nei prossimi mesi.

Sul piano politico, il caso riapre inoltre il dibattito sul perimetro dei poteri presidenziali in materia commerciale e sulla necessità di un maggiore coordinamento con il Congresso, in un contesto globale segnato da tensioni protezionistiche e nuove alleanze strategiche. Per le imprese e i mercati finanziari si apre una fase di incertezza regolatoria, mentre gli osservatori internazionali valutano la stabilità dell’assetto decisionale americano. La partita sui dazi, dunque, va oltre le tariffe: riguarda l’equilibrio stesso tra economia, diritto e leadership globale degli Stati Uniti.

Per tutti gli altri aggiornamenti continua a seguirci su PDQ Magazine.

Immagini dal web

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments