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Verifica dell’età sui siti pornografici: AGCOM concede altri tre mesi ai portali con sede all’estero

La nuova normativa è già operativa in Italia, ma l’adeguamento tecnico delle piattaforme internazionali slitta al 2026

Dal 12 novembre 2025 è ufficialmente in vigore la normativa italiana che impone ai gestori di siti pornografici di verificare che gli utenti siano maggiorenni. Tuttavia, come chiarito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), la maggior parte dei portali internazionali ha altri tre mesi di tempo per adeguarsi, fino al 1° febbraio 2026.

Al momento, dunque, non è cambiato quasi nulla nell’esperienza d’accesso ai principali siti per adulti, nonostante la legge sia formalmente operativa.

Cosa prevede la legge sulla verifica dell’età

Il provvedimento deriva dal Decreto Caivano (Legge n. 159 del 13 novembre 2023), che introduce l’articolo 13-bis:

“I gestori di siti web e piattaforme che diffondono in Italia contenuti a carattere pornografico sono tenuti a verificare la maggiore età degli utenti.”

Con la delibera 96/25/CONS, AGCOM ha definito le modalità tecniche:

  • il sistema deve essere neutrale dal punto di vista tecnologico;
  • la verifica deve essere svolta da soggetti terzi certificati;
  • i dati personali degli utenti devono essere minimizzati e protetti;
  • i siti non devono conoscere l’identità degli utenti (principio di “doppio anonimato”).

Scadenze previste:

  • Gestori stabiliti in Italia: adeguamento entro il 12 novembre 2025;
  • Gestori con sede all’estero ma attivi in Italia: termine prorogato fino al 1° febbraio 2026.

I siti obbligati secondo AGCOM

Il 31 ottobre 2025 AGCOM ha pubblicato la lista ufficiale dei soggetti obbligati all’age verification:

  • 48 portali in totale, tra cui alcuni tra i più noti al pubblico come Pornhub, YouPorn, RedTube, XVideos, OnlyFans e Brazzers.
  • La lista, disponibile sul sito ufficiale dell’Autorità (agcom.it), sarà aggiornata periodicamente.

L’inclusione nella lista avviene se il sito:

  • utilizza prevalentemente la lingua italiana;
  • ha un numero rilevante di utenti provenienti dal territorio italiano;
  • o diffonde contenuti accessibili senza restrizioni di età.

Stato di adeguamento: perché “non è cambiato nulla”

Sebbene la legge sia entrata in vigore, i principali portali non hanno ancora introdotto sistemi di verifica dell’età.
Le analisi di utenti e osservatori online confermano che:

  • l’accesso a siti come Pornhub, YouPorn o OnlyFans dall’Italia è ancora libero;
  • nessun controllo effettivo di età è stato ancora implementato;
  • la maggior parte dei gestori ha sede all’estero e può quindi sfruttare la proroga fino al 1° febbraio 2026.

Secondo quanto dichiarato da AGCOM, questo periodo transitorio serve a consentire l’adeguamento tecnico e l’adozione di soluzioni conformi alle regole europee sulla privacy (GDPR).

Verifica dell’età sui siti porno: proroga AGCOM per i portali esteri

Le criticità evidenziate da esperti e associazioni

Le principali criticità della nuova normativa riguardano:

  1. Efficacia limitata nel breve termine: finché i siti esteri non si adeguano, l’accesso per i minori resta tecnicamente possibile.
  2. Privacy e protezione dei dati: non esiste ancora un sistema unico nazionale certificato, e i meccanismi di “anonimato” devono essere garantiti da operatori terzi.
  3. Aggirabilità tramite VPN: come osservano molti esperti, l’uso di reti private virtuali può eludere il blocco territoriale imposto ai minori.
  4. Mancanza di strumenti educativi: la sola restrizione tecnica non sostituisce la necessità di programmi di educazione digitale e di controllo parentale.

Il Codacons ha inoltre espresso dubbi sulla reale applicabilità del sistema, definendolo “facilmente raggirabile e non ancora operativo su larga scala”.

Le sanzioni previste

In caso di mancato adeguamento, AGCOM può:

  • diffidare il gestore del sito o della piattaforma;
  • imporre sanzioni fino a 250.000 euro;
  • ordinare il blocco del dominio dal territorio italiano.

Per i siti con sede all’estero, però, l’applicazione di queste misure sarà possibile solo dopo la scadenza del termine del 1° febbraio 2026.

Cosa succederà nei prossimi mesi

Entro inizio 2026, l’Autorità procederà con:

  • il monitoraggio dell’adeguamento dei 48 portali;
  • la pubblicazione della lista aggiornata dei soggetti conformi;
  • eventuali provvedimenti di oscuramento per chi non rispetterà la legge.

Parallelamente, il governo e l’Unione Europea stanno lavorando a un sistema digitale europeo di verifica dell’età, integrato con SPID, CIE e il futuro Digital Wallet.

La normativa AGCOM sulla verifica dell’età segna un passo avanti per la tutela dei minori online, ma al momento i risultati concreti sono ancora limitati.
La quasi totalità dei siti pornografici internazionali continua a essere accessibile liberamente dall’Italia, e solo nei prossimi mesi si potrà valutare se la misura sarà davvero efficace o se si rivelerà una barriera facilmente aggirabile.

La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra protezione dei minori, privacy e libertà digitale, in un contesto in cui il web non conosce confini nazionali.

Continua a seguirci su PDQ Magazine per tutti gli aggiornamenti.

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