HomeCronacaMorte Simona Cinà in piscina a Bagheria: la procura chiede l'archiviazione dell'inchiesta...

Morte Simona Cinà in piscina a Bagheria: la procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta ad un anno dalla tragedia

A dodici mesi dalla scomparsa della giovane pallavolista, la magistratura propende per l’incidente, mentre la famiglia annuncia opposizione e chiede ulteriori accertamenti

Ad un anno esatto dalla tragica scomparsa di Simona Cinà, la giovane e brillante pallavolista di soli vent’anni trovata priva di vita sul fondo della piscina di una villa, situata nelle zona di Bagheria comune in provincia di Palermo, il complesso caso giudiziario giunge a un punto di svolta estremamente decisivo.

Il nostro magazine, che esattamente dodici mesi fa aveva dedicato una pagina a questa drammatica vicenda per ricordare l’indiscusso talento sportivo e il solare sorriso della ragazza, torna oggi ad occuparsi nuovamente della storia alla luce dei più recenti ed importanti sviluppi investigativi.

La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha infatti formalmente depositato la richiesta di archiviazione per l’inchiesta aperta a suo tempo per fare piena luce sul dramma consumatosi nella notte tra il primo e il due agosto del venticinque, durante una spensierata festa di laurea universitaria.

Caso Simona Cina: La ricostruzione della procura di Termini Imerese tra autopsia e dinamica dei fatti

Secondo le articolate conclusioni stilate dai magistrati che hanno coordinato con cura le indagini, la morte della giovane sportiva palermitana sarebbe purtroppo da ricondurre unicamente a un tragico, fatale e imprevedibile incidente. La dettagliata documentazione presentata dall’accusa mette chiaramente in evidenza come i minuziosi accertamenti autoptici eseguiti sul corpo della giovane vittima non abbiano rilevato alcun tipo di segno di violenza, lesione, graffio, livido.

La totale e documentata assenza di tracce di natura traumatica porta gli inquirenti ad escludere con la massima certezza l’ipotesi secondo cui la ragazza possa essere stata trascinata, spinta con la forza o trattenuta in acqua contro la propria volontà da parte di terzi fino a provocarne l’annegamento.

A supporto della tesi dell’evento puramente accidentale, le approfondite analisi medico-legali hanno inoltre evidenziato la presenza di un tasso alcolico elevato nel sangue della giovane, elemento ritenuto decisivo per spiegare una improvvisa perdita di equilibrio o una momentanea incapacità di reagire prontamente una volta finita in acqua.

Un ulteriore ed essenziale aspetto sottolineato dal procuratore capo nella richiesta ufficiale riguarda l’affollato contesto sociale in cui si è verificato il dramma. Alla festa di laurea risultavano infatti presenti oltre trenta persone e l’intera struttura ospitava numerosi invitati nelle immediate vicinanze del bordo vasca.

Per i magistrati risulta praticamente impossibile che una presunta aggressione fisica o una violenta colluttazione con altre persone potesse consumarsi nel silenzio generale senza che nessuno dei presenti si accorgesse di nulla. Inoltre, le rigorose verifiche di natura medico-legale hanno consentito di escludere qualsiasi tipo di violenza riconducibile a dinamiche di natura sessuale.

Simona Cinà, chiesta l’archiviazione dell’inchiesta

La posizione legale della famiglia tra opposizioni e ombre irrisolte

Nonostante i chiari risultati emersi dagli accertamenti della magistratura, la famiglia della giovane pallavolista palermitana non ha mai accettato la ricostruzione del semplice e banale incidente accidentale. I genitori ed i fratelli della ragazza, da sempre profondamente convinti che Simona fosse un’atleta molto esperta e dotata di una straordinaria padronanza del proprio corpo anche in contesti acquatici, continuano a nutrire fortissime riserve sulla dinamica dell’annegamento non intenzionale sostenuta dagli inquirenti.

Assistiti costantemente dal proprio legale di fiducia, il noto avvocato Antonio Ingroia, i familiari hanno sempre sostenuto con fermezza l’ipotesi alternativa secondo cui la ventenne potrebbe essere stata spinta sul fondo della piscina da qualcuno soltanto dopo aver subito la somministrazione inconsapevole di sostanze capaci di ridurne drasticamente la lucidità e la capacità fisica di difesa.

Questa profonda ed insanabile contrapposizione tra la tesi dell’incidente sfortunato sostenuta con decisione dalla magistratura e il forte sospetto di un’azione dolosa di terzi sostenuta dalla famiglia rappresenta da mesi il vero fulcro dell’intero dibattito giudiziario. I familiari continuano a fare appello a che non si spengano mai i riflettori mediatici sulla vicenda e che vengano analizzati ed approfonditi ulteriori elementi prima di mettere definitivamente la parola fine alle indagini sulla dolorosa scomparsa della ragazza.

Simona Cinà, chiesta l’archiviazione dell’inchiesta

Morte Simona Cinà: le svolte giudiziarie attese e l’eredità della giovane atleta

La richiesta formale firmata dal procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo è stata regolarmente depositata presso la segreteria del Giudice per le Indagini Preliminari di Termini Imerese. Nel corso dei prossimi mesi spetterà proprio al Gup fissare la data dell’udienza nella quale bisognerà stabilire se accogliere integralmente l’istanza di archiviazione presentata dalla Procura, oppure disporre nuovi e mirati approfondimenti investigativi, prendendo in attento esame le inevitabili opposizioni che verranno formalizzate dall’avvocato della famiglia della vittima.

Ad un anno esatto di distanza da quella terribile notte estiva vissuta nel Palermitano, la memoria ed il ricordo di Simona Cinà restano straordinariamente vivi nel cuore dell’intera comunità locale, delle sue amate compagne di squadra e di tutti coloro che ne avevano apprezzato le eccellenti doti umane e sportive. La costante ricerca della verità sulla sua prematura scomparsa prosegue ora con determinazione nelle aule del tribunale, nell’attesa della decisione finale del giudice, che stabilirà il destino processuale di questa dolorosa inchiesta.

Per questo e per tutti gli altri aggiornamenti continua a seguirci su PDQ Magazine.

Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments