Il teatro contemporaneo continua a cercare nuovi spazi, capaci di restituire alla scena un rapporto più diretto con il pubblico e con il paesaggio. Negli ultimi anni ville storiche, siti archeologici, giardini, cave e cantine sono diventati luoghi privilegiati di una fruizione culturale che supera la tradizionale separazione tra spettacolo e ambiente, trasformando ogni rappresentazione in un’esperienza immersiva.
È in questa prospettiva che si inserisce “Il Teatro in Cantina”, la rassegna ospitata da Tenuta Rasocolmo, sulle colline affacciate sul mare di Messina. Un progetto che torna anche nell’estate 2026 dopo il consenso ottenuto dalla precedente edizione e che propone una riflessione sul teatro antico attraverso un dialogo continuo con il paesaggio, la natura e la cultura del vino.
La rassegna si svilupperà in due appuntamenti, il 18 e 19 luglio e l’8 e 9 agosto, sempre alle 19.30, proponendo due produzioni accomunate dalla volontà di rileggere i grandi archetipi della tragedia greca da una prospettiva contemporanea.
Il mito come chiave per leggere il presente
Ad aprire il programma sarà “ΓΥΝΑΙΚΕΣ – Donne”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Francesco R. Vadalà, prodotto da Aurée Magazine, la rivista mensile diretta da Eg Communication di Elena Grasso.
L’opera prende avvio da un presupposto tanto semplice quanto universale: prima della storia c’era il mito, e nei miti le figure femminili custodiscono spesso una consapevolezza destinata a rimanere inascoltata. Da questa intuizione nasce una rilettura che recupera le protagoniste della tradizione classica, restituendo centralità alle donne che hanno attraversato guerre, attese, perdite e sacrifici senza occupare il centro del racconto.
La narrazione si concentra su quelle figure che hanno amato, sofferto e resistito, pagando il prezzo dei conflitti generati dalle scelte degli uomini. Un percorso che conduce verso un finale in cui la resilienza femminile diventa il vero elemento capace di sopravvivere alla distruzione e alla violenza della storia.

Il corpo come linguaggio della tragedia
Nella costruzione dello spettacolo, la regia privilegia la dimensione fisica della scena, affidando al corpo una funzione narrativa che precede e accompagna la parola.
Una scelta che riflette il percorso artistico di Francesco R. Vadalà, formatosi attraverso lo studio della commedia dell’arte, della tragedia greca e della drammaturgia pirandelliana. La messinscena punta così a trasformare il movimento e la presenza scenica in strumenti di racconto, riportando la tragedia alle sue radici più profonde, dove gesto, ritmo e coralità precedono il dialogo.
Tra filari, botti e mare: quando il territorio diventa parte della scena
Uno degli elementi distintivi della rassegna è il rapporto con il luogo che la ospita. A Tenuta Rasocolmo il teatro non viene semplicemente ambientato in uno spazio diverso, ma entra in relazione con il paesaggio circostante, trasformando vigne, ulivi e cantina in parte integrante dell’esperienza scenica.
Anche l’accoglienza segue questa filosofia. Gli spettatori potranno scegliere formule che affiancano allo spettacolo un calice di vino, un aperitivo o una degustazione, dando vita a un percorso in cui il patrimonio enologico dialoga con quello artistico. Non un semplice evento collaterale, ma una proposta che interpreta il vino come espressione culturale del territorio e occasione di condivisione.

Due spettacoli, un unico filo narrativo
La rassegna proseguirà l’8 e il 9 agosto con “Le Troiane”, dalla tragedia di Euripide, ancora con la regia di Francesco R. Vadalà.
Le due produzioni mantengono una propria autonomia drammaturgica, ma condividono un impianto tematico comune: raccontare il costo umano della guerra attraverso le donne.
Se “Donne” affida alla fisicità della scena il racconto del lutto e della rinascita, “Le Troiane” porta al centro il tempo che segue la distruzione di una città, facendo emergere il dolore collettivo attraverso una trama di voci corali, destini individuali e visioni del mondo che trovano nella tragedia di Euripide una sorprendente attualità.

Una rassegna che mette in dialogo patrimonio e contemporaneità
La forza de “Il Teatro in Cantina” risiede proprio nella capacità di mettere in relazione linguaggi differenti: il teatro classico e la sensibilità contemporanea, il patrimonio culturale e quello paesaggistico, la tradizione vitivinicola e le arti performative.
In questo intreccio il mito smette di essere soltanto memoria del passato e torna a interrogare il presente, mentre il paesaggio diventa parte integrante della narrazione, contribuendo a costruire un’esperienza che supera i confini della rappresentazione teatrale tradizionale.
Il cast e le informazioni
La regia è di Francesco R. Vadalà. Il responsabile tecnico è Carlo Oteri, mentre i costumi sono firmati da Antonella Grasso.
Il cast comprende Amani Abdel Hadi, Rosemary Calderone, Gianni Di Giacomo, Giovanna Farsaci, Claudia Gemelli, Elena Grasso, Francesca Marcaione, Cetti Mazzeo, Sharon Nicosia e Giada Vadalà.
Gli spettacoli si terranno presso Tenuta Rasocolmo, a Messina, nelle giornate del 18 e 19 luglio e dell’8 e 9 agosto 2026, con inizio alle 19.30. Per assistere agli spettacoli è prevista la prenotazione attraverso il sito della tenuta.
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