La Croisette torna a vestirsi di cinema. Si apre oggi, 12 maggio, la 79ª edizione del Festival di Cannes 2026, in programma fino al 23 maggio, con una cerimonia inaugurale che già racconta molto dello spirito di quest’anno: celebrazione della storia del cinema, attenzione agli autori e un glamour meno hollywoodiano ma ancora potentissimo.
A dominare l’immaginario del Festival è il manifesto ufficiale dedicato a Thelma & Louise, con Susan Sarandon e Geena Davis simbolo di libertà, ribellione e amicizia femminile. Una scelta che dà il tono all’intera manifestazione e che richiama anche il tema della libertà artistica più volte evocato dalla presidente Iris Knobloch e dal delegato generale Thierry Frémaux.
L’apertura con The Electric Kiss e il ritorno del grande cinema d’autore
Ad aprire ufficialmente il Festival sarà The Electric Kiss del regista francese Pierre Salvadori, presentato fuori concorso durante la cerimonia al Grand Théâtre Lumière. Un’apertura volutamente europea e raffinata, in linea con un’edizione che punta soprattutto sul cinema d’autore internazionale.
In concorso ci sono 22 film, con alcuni dei nomi più prestigiosi del cinema contemporaneo: Pedro Almodóvar, Asghar Farhadi, Hirokazu Kore-eda, Paweł Pawlikowski, Cristian Mungiu e László Nemes. Cannes continua così a confermarsi la vetrina più importante per il cinema d’autore mondiale e, spesso, anche il primo passo verso la stagione degli Oscar.
Nonostante una presenza americana meno invasiva rispetto agli anni passati, il red carpet resta ricco di volti attesissimi. Tra le star annunciate ci sono Cate Blanchett, Adam Driver, Kristen Stewart, John Travolta, Gillian Anderson e Cara Delevingne.
Una giuria internazionale guidata da Park Chan-wook
A presiedere la giuria internazionale sarà il regista sudcoreano Park Chan-wook, autore di culto di film come Oldboy e Decision to Leave.
Accanto a lui una giuria fortemente internazionale, composta da personalità provenienti da mondi cinematografici molto diversi: Demi Moore, Chloé Zhao, Ruth Negga, Stellan Skarsgård, Isaach de Bankolé, Diego Céspedes, Laura Wandel e lo sceneggiatore Paul Laverty. Una composizione che riflette la volontà del Festival di mantenere uno sguardo globale sul cinema contemporaneo.

Gli omaggi a Peter Jackson e Barbra Streisand
Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 ci sono anche le due Palme d’Oro onorarie. Una andrà a Peter Jackson, celebrato per il suo contributo monumentale al cinema fantasy e spettacolare; l’altra a Barbra Streisand, icona assoluta dello spettacolo americano.
La scelta dei premi onorari sembra riassumere perfettamente l’identità di questo Cannes: da una parte il grande cinema popolare capace di entrare nella storia, dall’altra il riconoscimento di figure artistiche che hanno attraversato decenni di cultura internazionale.

L’Italia osserva, ma resta fuori dal concorso principale
C’è però anche una nota amara per il cinema italiano. Per la prima volta dopo anni, l’Italia non ha film in concorso ufficiale né nella sezione Un Certain Regard. Una assenza che sulla Croisette fa discutere e che alimenta interrogativi sul momento attraversato dal nostro cinema a livello internazionale.
L’attesa italiana si concentra quindi soprattutto sulle presenze glamour e sui titoli nelle sezioni parallele, mentre Monica Bellucci resta una delle figure più osservate sul red carpet di questa edizione.

Cannes resta il termometro del cinema mondiale
Anche con meno blockbuster americani e un’atmosfera apparentemente più sobria, Cannes continua a essere il luogo dove si misura lo stato del cinema mondiale. Qui nascono i film destinati a segnare la stagione, emergono nuovi autori e si definiscono le tendenze culturali dei prossimi anni.
La 79ª edizione sembra voler tornare all’essenza del Festival: meno rumore, più cinema. Ma senza rinunciare a quel mix unico di arte, moda, politica culturale e spettacolo che, ogni maggio, trasforma la Croisette nel centro simbolico del mondo cinematografico.
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