HomeCronacaAttualità e societàPerché è giusto che aumentino i circhi senza animali

Perché è giusto che aumentino i circhi senza animali

Etica, sicurezza e futuro dello spettacolo: perché la meraviglia può fare a meno delle gabbie. Articolo di William De Vecchis

È giusto che aumentino. Anzi, è inevitabile. Il circo senza animali sta vivendo una stagione di crescente attenzione, mentre quello con le gabbie è sempre più discusso. A deciderlo non è soltanto l’ideologia: stanno cambiando il pubblico, la sensibilità collettiva e le normative europee.

Acrobazia estrema, danza aerea, clown moderni e scenografie spettacolari dimostrano che si può costruire uno spettacolo che punta tutto sul talento umano. Il circo senza animali non è un circo a metà. È un circo che può reinventarsi.

Primo: l’etica

Perché è giusto che cresca? Prima di tutto per una questione etica. La Federazione dei Veterinari Europei è chiara: nei circhi itineranti non è possibile soddisfare adeguatamente le esigenze fisiologiche, mentali e sociali dei mammiferi selvatici, con particolare riferimento a elefanti e grandi felini.

Ed è sempre più difficile spiegare a un bambino che la costrizione di un animale selvatico possa rappresentare una forma di divertimento. La meraviglia del circo può esistere senza passare attraverso quella costrizione.

circo senza animali

Secondo: l’economia e le regole

Poi c’è l’economia. Un circo senza animali elimina una serie di costi e di adempimenti legati alla loro detenzione, alla cura e al trasporto e, nei casi previsti, alla documentazione richiesta dalle normative internazionali come la CITES, la Convenzione di Washington che disciplina il commercio internazionale delle specie selvatiche minacciate.

Significa anche non essere esposti al rischio di provvedimenti di sequestro riguardanti gli animali e potersi muovere con minori vincoli legati alla loro detenzione e al loro trasporto. In Europa, del resto, la direzione appare ormai evidente: nella grande maggioranza degli Stati dell’Unione esistono divieti o restrizioni all’impiego degli animali nei circhi. Secondo Eurogroup for Animals, 24 Paesi dell’Unione europea su 27 prevedono almeno una forma di limitazione.

circo senza animali

Il caso di Kimba a Ladispoli

C’è poi un problema di sicurezza, perché gli animali possono fuggire. Ricordiamo il leone che l’11 novembre del 2023 passeggiò liberamente per le strade del Comune di Ladispoli dopo essere fuggito da un circo. Era un sabato e per diverse ore il grande felino vagò per la città prima di essere recuperato.

Il leone, ovviamente, si chiamava Kimba.

circo senza animali

Terzo: il futuro

Infine c’è il futuro. Chi investe oggi sul circo senza animali investe su un modello che guarda avanti. Chi resta ancorato alle gabbie investe invece su una forma di spettacolo sempre più discussa e limitata in Europa.

La vera tradizione del circo è sempre stata la meraviglia. E oggi la meraviglia non ha bisogno di gabbie. Sì al circo, ma senza gabbie.

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