Il conflitto tra Pakistan e Afghanistan ha subito nelle ultime ore una drammatica escalation: il governo pakistano ha annunciato ufficialmente che la “pazienza è finita” e ha definito la situazione con Kabul come una guerra aperta, dopo che raid aerei e combattimenti lungo la frontiera hanno segnato una nuova fase di ostilità.
Secondo dichiarazioni ufficiali di Islamabad, le forze armate pakistane hanno condotto attacchi aerei su obiettivi in diverse aree dell’Afghanistan, incluse le province di Kabul, Kandahar e Paktika, colpendo presunti centri militari e postazioni legate ai talebani e ad altri gruppi insorgenti. Il ministro della Difesa pakistano ha definito ciò come una risposta all’attacco afghano della notte precedente e ha usato il termine “guerra aperta” per descrivere il nuovo corso delle operazioni militari.
Nel frattempo, esplosioni e suoni di jet da combattimento sono stati segnalati direttamente nella capitale afghana, dove le autorità talebane hanno confermato i bombardamenti, pur senza fornire un bilancio ufficiale delle vittime.

Le cause dell’escalation
Le tensioni tra i due Paesi erano già alte da giorni: un’escalation di colpi di artiglieria e scontri transfrontalieri aveva portato a reciproche accuse di violazioni territoriali e supporto a milizie. Islamabad accusa Kabul di tollerare la presenza di gruppi armati antigovernativi (come il Tehreek-e-Taliban Pakistan e l’ISKP) che, secondo Islamabad, utilizzano il territorio afghano come base per attacchi all’interno del Pakistan. Kabul nega le accuse, affermando di non avere responsabilità nelle offensive dei gruppi jihadisti e definisce le azioni pakistane una violazione della sovranità nazionale.
Secondo le autorità di Islamabad, i raid includono bombardamenti mirati che, sempre secondo fonti governative, avrebbero ucciso oltre 133 combattenti talebani e causato più di 200 feriti.

Risposte e reazioni
Da parte afghana, sono arrivate repliche e contrattacchi lungo il confine: il ministero della Difesa afghano ha parlato di operazioni offensive su larga scala contro postazioni pakistane dopo i bombardamenti, compresa la cattura di vari avamposti. Kabul ha denunciato anche vittime civili nei propri territori, sebbene le cifre non siano state confermate in modo indipendente.
La situazione ha attratto anche l’attenzione internazionale. Organismi come le Nazioni Unite e alcune capitali straniere hanno invitato entrambe le parti alla massima moderazione, sottolineando i rischi per la sicurezza regionale e per la popolazione civile, già duramente colpita da anni di conflitto.

Il confine e l’instabilità regionale
La frontiera tra Pakistan e Afghanistan — nota come Linea Durand — è una delle aree più difficili da controllare del subcontinente, con comunità tribali che si trovano su entrambi i lati e dove da anni si registrano infiltrazioni, attacchi e scambi di fuoco. La recente rottura del cessate il fuoco, negoziato in precedenza da mediatori internazionali, riflette quanto sia fragile la tregua in questa porzione di Asia meridionale.
Con lo scenario attuale che evolve rapidamente, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione, mentre Islamabad e Kabul si trovano ora formalmente in una fase di conflitto dichiarato che potrebbe avere ripercussioni anche oltre i rispettivi confini.
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