HomeCronacaMorte di Kastadiva: trovato esanime il corpo della Drag Queen su un...

Morte di Kastadiva: trovato esanime il corpo della Drag Queen su un balcone a Roma, aveva 40 anni

Una figura centrale della scena drag romana, tra talento, impegno culturale e fragilità personali, lascia un vuoto profondo nella comunità queer e artistica italiana

Una tragedia ha scosso profondamente la comunità artistica e LGBTQIA+ della Capitale: Bruno Gagliano, conosciuto al pubblico come Kastadiva, storica drag queen del Muccassassina, è stato trovato morto sabato 24 gennaio 2026 sul balcone della sua abitazione nel quartiere di Colle Salario, a nord-est di Roma. L’artista aveva 40 anni, età in cui, secondo amici e colleghi, stava vivendo un periodo di riflessione sulla propria vita personale e artistica.

 Il ritrovamento del corpo

La scoperta del corpo è avvenuta nella mattinata di sabato, quando una vicina di casa ha notato il cadavere sul balcone al piano terra di una palazzina di via Apiro e ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Roma Capitale e i sanitari del 118, ma per Bruno non c’era più nulla da fare.

Le autorità hanno immediatamente avviato le indagini, verificando che non vi fossero segni di violenza o di terzi coinvolti. Dopo il riconoscimento da parte della famiglia, è stato confermato che il cadavere apparteneva a Kastadiva, figura storica della scena drag romana e molto amata dalla comunità LGBTQIA+.

La vita e la carriera di Kastadiva

Originario di Alcamo, in provincia di Trapani, Bruno Gagliano si trasferì a Roma da giovane, attratto dal fermento culturale della Capitale e dalla possibilità di esprimere liberamente la propria arte. La sua carriera come drag queen è iniziata nei primi anni 2000, e ben presto Bruno divenne una figura di riferimento per la comunità queer romana.

Come Kastadiva, Bruno ha partecipato a numerosi spettacoli e competizioni, distinguendosi per la capacità di unire talento scenico, carisma e ironia. Tra i riconoscimenti più importanti della sua carriera vi è il titolo di Miss Drag Queen Lazio 2017. La sua partecipazione al Muccassassina, il celebre evento queer romano, ha contribuito a renderlo famoso anche a livello nazionale, grazie a performance memorabili che univano coreografie, lipsync e costumi elaborati.

Oltre al palco, Bruno si dedicava al make-up artistico e alla formazione di giovani performer, aiutando le nuove generazioni di drag queen a trovare la propria voce e la propria identità artistica. La sua influenza è stata fondamentale nella promozione della cultura drag e nella creazione di spazi sicuri e inclusivi per la comunità LGBTQIA+ a Roma.

Ipotesi sulla dinamica della morte

Secondo quanto riportato dalle autorità, non ci sarebbero elementi che suggeriscano responsabilità di terzi. La dinamica più accreditata indica che Bruno Gagliano si sarebbe lanciato dalla finestra della sua abitazione, precipitando sul balcone sottostante.

Le forze dell’ordine stanno approfondendo le indagini per chiarire le circostanze precise della caduta, incluse eventuali connessioni con il benessere psicologico dell’artista. Al momento, non sono emersi segni di violenza esterna o intrusioni.

Reazioni e cordoglio nella comunità

La scomparsa di Kastadiva ha lasciato un vuoto enorme nella scena artistica romana e nella comunità LGBTQIA+. Amici, colleghi e fan hanno condiviso messaggi di dolore sui social e ricordato Bruno come una persona generosa, sensibile e sempre disponibile a sostenere gli altri.

Tra i messaggi più noti, quello di Vladimir Luxuria, che ha definito la notizia “una brutta notizia”, sottolineando il talento e la sensibilità di Bruno. Anche il circolo culturale LGBTQIA+ Mario Mieli e gli organizzatori del Muccassassina hanno espresso cordoglio, evidenziando il ruolo centrale che Kastadiva ha avuto nella promozione dell’arte drag e della cultura queer in Italia.

Amici stretti hanno ricordato momenti di vita privata dell’artista, raccontando come Bruno fosse sempre pronto ad ascoltare e supportare chi attraversava difficoltà, oltre a incoraggiare giovani artisti a esprimere la propria identità senza paura.

Raccolta fondi e controversie

A seguito della morte di Bruno, la sorella Gemma Chiara Gagliano ha avviato una raccolta fondi su GoFundMe per coprire le spese del trasporto della salma e del funerale, con l’obiettivo di riportarlo ad Alcamo, città natale dell’artista.

La raccolta è stata però al centro di polemiche dopo l’intervento di Taffo Funeral Services, che ha richiesto maggiore trasparenza sull’aumento automatico dell’obiettivo della raccolta fondi, sottolineando la necessità di rispettare il lutto e la memoria dell’artista. Di conseguenza, la raccolta è stata sospesa temporaneamente in attesa di chiarimenti.

Vita, arte e fragilità

Oltre alla sua carriera artistica, amici e colleghi ricordano Bruno come una persona sensibile e complessa. Nei mesi precedenti alla morte, Kastadiva aveva vissuto momenti di fragilità legati alla salute mentale e aveva trascorso un periodo di ricovero in clinica psichiatrica.

Questi episodi evidenziano la tensione tra la brillantezza del personaggio pubblico e le difficoltà private di Bruno, mostrando la complessità di una vita vissuta tra palco, arte e sfide personali. La sua scomparsa ha aperto una riflessione più ampia sulla salute mentale nelle comunità artistiche e LGBTQIA+, spesso soggette a pressioni e discriminazioni sociali.

Il contesto di Colle Salario e della scena queer romana

Colle Salario, quartiere residenziale nel nord-est di Roma, è stato teatro della tragica fine di Bruno. La zona, nota per la sua tranquillità, è stata improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica. La vicenda di Kastadiva ha fatto emergere non solo la perdita di un artista amato, ma anche la fragilità che può nascondersi dietro figure carismatiche e pubblicamente brillanti.

La scena queer romana, con eventi storici come il Muccassassina, il Gay Village e numerosi locali dedicati alla cultura drag, ha reagito con commozione e solidarietà, organizzando omaggi e momenti di memoria per celebrare la vita e l’arte di Bruno.

Reazioni istituzionali

Il Comune di Alcamo ha espresso ufficialmente cordoglio per la perdita di Bruno Gagliano, sottolineando il contributo significativo dell’artista alla cultura drag e alla visibilità della comunità LGBTQIA+. La sua carriera, dai palchi del Muccassassina al Gay Village, è stata definita un percorso che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte queer italiana.

La morte di Kastadiva segna la fine di una carriera artistica brillante, ma lascia anche un’eredità di arte, coraggio e sostegno alla comunità. Bruno Gagliano sarà ricordato non solo per le sue performance spettacolari, ma anche per la sua generosità, la capacità di incoraggiare chi era intorno a lui e per il contributo culturale e sociale alla scena queer italiana.

Per tutti gli altri aggiornamenti continua a seguirci su PDQ Magazine.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments