Indagine EPPO EUDA – Nella mattinata del 2 dicembre 2025, la polizia belga — su mandato della European Public Prosecutor’s Office (EPPO), con la collaborazione della European Anti-Fraud Office (OLAF) — ha eseguito un vasto blitz che ha coinvolto diversi edifici del European External Action Service (EEAS, il servizio diplomatico dell’Unione Europea) a Bruxelles e alcune sedi del College of Europe a Bruges, oltre ad abitazioni private riconducibili agli indagati.
Tre persone risultano arrestate al termine delle operazioni. L’accusa — secondo quanto reso noto dall’EPPO — riguarda un presunto “frode negli appalti” nell’ambito di un programma di formazione per giovani diplomatici, erogato con fondi comunitari.
Al centro dell’indagine c’è l’assegnazione del progetto European Union Diplomatic Academy (EUDA), un corso di formazione di nove mesi per diplomati junior, avviato tra il 2021 e il 2022. Questo progetto era stato affidato al College of Europe — l’istituto diretto da Mogherini.
Secondo l’ipotesi degli inquirenti, il College — o suoi rappresentanti — potrebbe aver ricevuto informazioni riservate prima dell’annuncio ufficiale della gara, violando così le regole sulla libera concorrenza e sulla trasparenza degli appalti dell’UE.
I reati contestati vanno ben oltre la semplice irregolarità procedurale. Oltre alla frode negli appalti, le accuse includono corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.

Chi è Federica Mogherini e che ruolo aveva nella vicenda
Federica Mogherini è stata per anni una delle figure di spicco della diplomazia europea, ricoprendo la carica di Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza tra il 2014 e il 2019.
Dal 2020 è rettrice del College of Europe, istituto post-universitario noto per formare futuri funzionari comunitari.
Nel 2022 è stata nominata anche direttrice dell’EUDA, l’Accademia diplomatica al centro della gara contestata.
In base a queste responsabilità, l’eventuale coinvolgimento nei fatti contestati avrebbe un valore simbolico e istituzionale molto forte, perché toccherebbe non solo la gestione di un ente formativo ma anche — indirettamente — la credibilità delle procedure UE relative agli appalti e all’uso di fondi comunitari.

Il meccanismo contestato: appalto UE, informazioni privilegiate e conflitti di interesse
L’accusa dell’EPPO — secondo quanto riportato — ruota intorno a un meccanismo potenzialmente illecito: il sospetto che il College abbia avuto accesso a informazioni riservate sul bando per l’istituzione dell’EUDA prima della sua pubblicazione ufficiale. Questo avrebbe consentito al College di preparare in anticipo la propria offerta, garantendosi un vantaggio indebito rispetto ad altri potenziali concorrenti.
Se confermato, ciò rappresenterebbe una violazione delle norme di “concorrenza leale” previste dalla regolamentazione finanziaria dell’UE, e configurerebbe i reati di frode negli appalti pubblici, conflitto di interesse, e potenzialmente corruzione e violazione del segreto professionale.
Un ulteriore elemento che desta sospetti è l’acquisto — da parte del College — di un immobile a Bruges nel 2022 per 3,2 milioni di euro, che secondo alcune fonti era destinato ad ospitare gli studenti dell’Accademia. L’acquisto sarebbe avvenuto poco prima dell’aggiudicazione del bando da circa 654.000 euro, cosa che per gli inquirenti rappresenta “un anello sospetto” nella catena delle operazioni.
Le reazioni istituzionali (al momento del blitz)
Alla notizia del blitz, il College of Europe ha declinato ogni commento ufficiale. Lo stesso vale per il EEAS e per la European Commission, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni nei confronti dei media, per non interferire con le indagini in corso.
Un portavoce della Commissione ha confermato “l’esecuzione delle perquisizioni” ma ha chiarito che non può fornire dettagli sull’identità degli eventuali indagati né sulla natura precisa dei fatti contestati, in attesa che la magistratura belga completi le verifiche.

Possibili impatti sul progetto diplomatico e sull’immagine dell’UE
Se le accuse dovessero trovare conferma, le conseguenze per le istituzioni comunitarie e per la formazione diplomatica europea sarebbero profonde:
- Crisi di fiducia nelle istituzioni UE: un’inchiesta per frode e corruzione che coinvolge una ex Alto rappresentante e un’istituzione formativa prestigiosa mina la percezione di trasparenza e integrità all’interno dell’Unione.
- Rischio reputazionale per il College of Europe: l’ente potrebbe subire un forte danno d’immagine, con ripercussioni sulla credibilità dei suoi programmi formativi e sulla capacità di attrarre talenti da tutta Europa.
- Ridefinizione delle procedure di appalto UE: la vicenda potrebbe spingere a rivedere le regole di gara, rafforzando i controlli e introducendo meccanismi più stringenti per evitare favoritismi e conflitti di interesse.
- Allarme su altri programmi finanziati dall’UE: l’attenzione rischia di estendersi ad altri fondi comunitari destinati a formazione, cooperazione e diplomazia, con possibili nuovi controlli e verifiche.

Cosa succede ora: fase istruttoria e scenari futuri
L’EPPO ha dichiarato che l’inchiesta è tuttora in corso. Le autorità belghe — assieme a OLAF — stanno esaminando documenti, comunicazioni interne, e ogni traccia utile che possa confermare le accuse. Sono già stati sequestrati atti, contratti, corrispondenze e altri materiali potenzialmente rilevanti.
Potrebbero seguirne altri, con perquisizioni aggiuntive, sequestri e interrogatori a tappeto. Se emergessero prove concrete, i procedimenti penali potrebbero condurre a processi, sanzioni e — in caso di condanna — a una crisi istituzionale di vaste proporzioni per le strutture coinvolte.
Nel contempo, la vicenda potrebbe stimolare un dibattito politico sulle riforme necessarie nei meccanismi di controllo dei fondi UE, con richieste di maggiore trasparenza e responsabilizzazione.
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