HomeCronacaAttualità e societàFamiglia nel bosco a Palmoli: l’Istituto Friedman difende la libertà educativa contro...

Famiglia nel bosco a Palmoli: l’Istituto Friedman difende la libertà educativa contro lo Stato paternalista

La decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila riaccende il dibattito tra tutela dei minori e libertà educativa della famiglia che vive nel bosco di Palmoli

La vicenda della famiglia nel bosco a Palmoli, in Abruzzo, è al centro di un acceso dibattito nazionale. Nei giorni scorsi, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei bambini dai genitori, sollevando interrogativi sul confine tra tutela dei minori e libertà educativa. L’Istituto Friedman, tramite il direttore esecutivo Alessandro Bertoldi, ha criticato duramente il provvedimento, denunciando un esempio di Stato paternalista.

I fatti: l’allontanamento dei bambini a Palmoli

Il 21 novembre 2025 il tribunale ha ordinato il trasferimento dei tre figli della coppia in una struttura protetta, mentre i genitori restano nella loro abitazione nel bosco. L’ordinanza evidenzia che la dimora, descritta come un rudere privo di servizi essenziali, comporterebbe rischi per la sicurezza e il benessere dei minori.

La magistratura sottolinea la necessità che i bambini abbiano vita di relazione con coetanei, considerata fondamentale per lo sviluppo emotivo e sociale. Nonostante l’istruzione parentale (homeschooling), il tribunale ritiene che l’isolamento possa influire sul loro percorso educativo.

La reazione della famiglia e della comunità locale

I genitori hanno definito l’allontanamento “uno dei momenti più dolorosi della loro vita”. Il padre ha dichiarato: “Non capisco perché ci tolgono i figli, viviamo onestamente secondo le nostre convinzioni”.

L’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, ha annunciato ricorso, contestando l’ordinanza in relazione all’istruzione dei figli e alla validità della documentazione presentata dai genitori.

Anche la comunità di Palmoli ha espresso solidarietà, definendo i genitori “persone oneste”. È partita una petizione online che ha raccolto migliaia di firme chiedendo che i bambini tornino a vivere con i genitori nel bosco.

L’intervento dell’Istituto Friedman

L’Istituto Friedman, think tank liberale, ha preso posizione con una nota ufficiale diffusa da Alessandro Bertoldi. Secondo l’istituto, il caso dimostra come lo Stato “tenda a sostituirsi ai genitori”, esercitando un paternalismo statale che decide cosa sia giusto e sbagliato nella vita dei cittadini.

“Quando lo Stato decide cosa è ‘bene’ per i tuoi figli, la libertà è già in discussione”, afferma Bertoldi, citando Milton Friedman.
“Il rischio non è il bosco o la vita alternativa della famiglia, ma un sistema che presume di sapere meglio dei genitori come crescere una persona felice e autonoma.”

L’Istituto Friedman sottolinea che la famiglia non riceve sussidi pubblici, educa i figli in casa e ha scelto uno stile di vita alternativo volontario. Il provvedimento giudiziario, secondo l’istituto, rappresenta un pericoloso precedente per chi adotta scelte educative alternative, rischiando di limitare la libertà educativa dei genitori.

Alessandro Bertoldi dell’Istituto Friedman durante un intervento pubblico

Il dibattito politico e civile

La vicenda ha suscitato interventi politici e sociali. Alcuni esponenti della Lega hanno espresso solidarietà alla famiglia, definendo il provvedimento un’ingerenza ingiustificata dello Stato nelle scelte private.

Dall’altra parte, l’Associazione Nazionale Magistrati difende la decisione dei giudici, sostenendo che si basa su valutazioni tecniche relative alla sicurezza, alla salute e alla socialità dei minori.

Il sindaco di Palmoli ha annunciato controlli medici e psicologici sui bambini, mentre la famiglia prepara il ricorso per il ritorno dei figli nella loro casa nel bosco.

Javier Milei e Alessandro Bertoldi

Libertà educativa vs protezione statale: il nodo centrale

Il caso della famiglia di Palmoli evidenzia il delicato equilibrio tra libertà educativa dei genitori e tutela dei minori. Secondo l’Istituto Friedman, l’intervento dello Stato, se eccessivo, rischia di trasformarsi in coercizione ideologica.

“La forza pubblica non può essere esercitata in nome di un’idea astratta di normalità”, conclude Bertoldi.
“Lo Stato non è la madre che ci ha concepito, né quella che ci siamo scelti”.

Il dibattito rimane aperto: chi decide cosa sia normale? Quando lo Stato può intervenire nella vita privata? La vicenda a Palmoli è diventata simbolo di una riflessione più ampia sulla libertà dei cittadini, sull’istruzione parentale e sul ruolo dello Stato nella vita delle famiglie.

Continua a seguirci su PDQ Magazine per tutti gli aggiornamenti.

Ninni Petrella
Ninni Petrella
Ninni Petrella è attivista, promotore culturale, da anni impegnato in iniziative che promuovono la partecipazione civica, la formazione e lo sviluppo sostenibile dei territori. Originario di Milazzo, ha fondato nel 2023 il Movimento Politico Partiamo da Qui, con l’obiettivo di avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla politica attiva e alla cittadinanza consapevole. È stato ufficiale di complemento nella Guardia di Finanza e collabora attivamente con realtà associative e istituzionali su progetti dedicati alla legalità, all’inclusione sociale e alla promozione della cultura come motore di crescita collettiva. È membro dell’Istituto Milton Friedman, impegnato nella diffusione dei principi della libertà economica e della responsabilità individuale. È laureato in Giurisprudenza, ha conseguito una laurea magistrale in Psicologia del Lavoro e delle Comunicazioni e un master in Diritto dell’Informatica. È inoltre abilitato alla professione forense.
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

NOVITà

Recent Comments