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Partiamo da Qui” contro l’aumento della cedolare secca: “Una misura ingiusta che penalizza il turismo extralberghiero”

Il Movimento Partiamo da Qui si oppone all’aumento della cedolare secca previsto nella Manovra 2026: “Penalizza un settore già sotto pressione e non risolve il problema casa”.

Il Movimento Partiamo da Qui esprime totale dissenso rispetto alla proposta di aumento della cedolare secca per gli affitti brevi contenuta nella Manovra di Bilancio 2026.
Secondo il Movimento, si tratta di una misura ingiustificata che andrebbe a colpire un comparto già fortemente provato da costi e oneri crescenti, ma strategico per il turismo e per l’economia locale.

Un provvedimento inefficace

“Partiamo da Qui” giudica inadeguato anche il possibile “correttivo” ipotizzato dal Governo, che prevederebbe un’aliquota ridotta per i locatori che non utilizzano piattaforme di intermediazione.
“Si tratta di un intervento inefficace — spiegano dal Movimento — perché questa categoria rappresenta una quota marginale del mercato. La misura resterebbe, di fatto, una penalizzazione generalizzata per l’intero settore extralberghiero”.

Costi reali e margini ridotti

Contrariamente a quanto spesso viene raccontato, gli operatori delle locazioni brevi non godono di “facili guadagni”.
Oltre alla cedolare secca — attualmente al 21% per i contratti a canone libero e al 10% per quelli a canone concordato —, chi affitta deve sostenere commissioni delle piattaforme online tra il 18% e il 22%, compensi per le società di gestione tra il 25% e il 30%, oltre a manutenzione, utenze, tasse locali e adempimenti amministrativi.
Il risultato è che i margini effettivi per i proprietari e i gestori si riducono in modo significativo.

Oltre i luoghi comuni: i veri numeri del mercato

Il Movimento denuncia anche una comunicazione pubblica distorta, che tende ad attribuire agli affitti brevi la responsabilità della scarsità di alloggi a lungo termine.
A smentire questa narrazione, Partiamo da Qui richiama i dati del rapporto IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale): in Italia, circa un’abitazione su quattro — pari a 9,7 milioni di unità — risulta oggi inutilizzata.
“Il problema abitativo non si risolve colpendo chi lavora nel turismo extralberghiero, ma valorizzando il patrimonio immobiliare fermo e promuovendo politiche abitative mirate”, sottolinea il Movimento.

Una richiesta di riconoscimento e dialogo

Con questo intervento, Partiamo da Qui ribadisce la volontà di difendere e rappresentare il comparto turistico in modo strutturato, chiedendo un riconoscimento istituzionale e un supporto normativo stabile per gli operatori che agiscono nel rispetto delle regole.
“Chi contribuisce alla crescita economica, alla promozione del territorio e all’accoglienza dei turisti in Italia — conclude il Movimento — merita di essere ascoltato, non penalizzato”.

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