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Robotaxi a Londra, Uber taglia 3.300 posti: il paradosso della rivoluzione senza conducente

Mentre il gruppo riduce del 10% il personale, accelera la corsa alla guida autonoma con Baidu. Londra diventa il laboratorio europeo di una trasformazione che promette crescita, ma apre una domanda sul futuro del lavoro. Articolo di William De Vecchis

A Londra non guiderai più tu. Guiderà l’algoritmo. Uber ha annunciato il taglio di 3.300 dipendenti, il 10% della forza lavoro globale. Ufficialmente è una “riorganizzazione strategica”. Ufficiosamente è un’operazione da 825 milioni di dollari di risparmi annui resa possibile dagli investimenti in AI.

Il CEO Dara Khosrowshahi nel memo non ha mai usato la parola “intelligenza artificiale”. Ma i numeri parlano per lui: Uber ha tagliato il 10% del customer service a luglio “abbracciando l’AI” e ora dirotta tutto su ride-sharing, delivery e robotaxi. E i robotaxi sono già qui.

Dalla primavera 2026 Londra diventerà il primo campo di battaglia europeo per i taxi senza conducente. Uber ha firmato con il colosso cinese Baidu Apollo Go per portare i suoi RT6 elettrici e autonomi sulle strade londinesi. Lyft farà lo stesso. La startup londinese Wayve, partecipata da Uber e Softbank con 1 miliardo, testa la sua IA senza mappa.

Baidu non è un esordiente: 17 milioni di corse, 240 milioni di km autonomi in 22 città, 250.000 corse senza conducente a settimana a Wuhan.

Il governo britannico ha accelerato: con l’Automated Vehicles Act, la responsabilità non è più del passeggero ma dell'”entità autorizzata alla guida autonoma”. Promette 38.000 nuovi posti di lavoro e 42 miliardi di sterline entro il 2035. Ma quali posti?

Robotaxi e lavoro: la criticità sociale dell’automazione

È qui il cortocircuito. Uber è nata 15 anni fa mettendo in crisi i tassisti tradizionali con un esercito di precari con l’app. Ora manda in crisi i suoi stessi autisti con un esercito di robot.

robotaxi

È la fotografia di una transizione che fa pagare il conto sempre agli stessi. Prima il tassista con licenza da 200 mila euro è stato spiazzato dal rider. Ora il rider sarà spiazzato dal software. Non è solo Uber. Nel 2026 il tech ha già perso 123.000 posti per l’automazione.

La domanda non è se i robotaxi funzioneranno. La domanda è: che società stiamo costruendo, se per far viaggiare un’auto vuota dobbiamo svuotare gli uffici e le strade di persone? L’innovazione dovrebbe creare e migliorare la qualità del lavoro, ma non cancellare.

Questo sarà il tema che la politica le parti sociali ( sindacati e associazioni datoriali) e culturali dovranno affrontare nei prossimi mesi.

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