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Premio Campiello: Marcello Fois trionfa con L’immensa Distrazione

Lo scrittore nuorese conquista la giuria dei lettori con un romanzo sulla memoria e sulle vicende di una dinastia familiare. Sul palco veneziano, il ricordo commosso di Michela Murgia

La sessantaquattresima edizione del Premio Campiello festeggia un protagonista di primo piano della nostra narrativa. Lo scrittore Marcello Fois si aggiudica lo storico riconoscimento grazie al suo ultimo romanzo, L’immensa distrazione, pubblicato dalle edizioni Einaudi.

Un traguardo raggiunto al termine di uno spoglio avvincente, che ha visto l’opera conquistare il favore decisivo della giuria dei trecento lettori anonimi. Questo riconoscimento testimonia il valore di un percorso artistico solido e coerente. In una sfida culturale aperta fino all’ultima scheda, Fois ha prevalso con un esiguo scarto di voti rispetto agli altri colleghi in finale, confermando la sua naturale abilità nel far dialogare un pubblico vasto con una ricerca letteraria sempre originale e profonda.

Marcello Fois

Marcello Fois: dalle radici a Nuoro alla vita professionale a Bologna

Per comprendere l’universo espressivo dell’autore occorre guardare alle sue tappe biografiche principali. Nato a Nuoro nel 1960, Marcello Fois mantiene da sempre un legame naturale e profondo con la Sardegna, pur avendo scelto Bologna come propria città di adozione professionale e personale.

Questo passaggio geografico segna profondamente il suo percorso editoriale. La vivacità culturale del capoluogo emiliano ha offerto all’autore un punto di vista privilegiato per osservare la realtà senza mai smarrire il contatto con le proprie radici isolane. Nei suoi scritti più celebri si avverte costantemente questo ponte ideale steso tra il rigore e la severità della memoria sarda e la diversa realtà emiliana, un binomio fecondo che arricchisce la sua prosa di sfumature stilistiche uniche, suggestive e universalmente riconoscibili da lettori e critica.

Marcello Fois

Marcello Fois e Grazia Deledda: Il legame con Nuoro e i grandi della letteratura sarda

Un aspetto particolarmente curioso e affascinante della giovinezza dello scrittore riguarda la geografia dei suoi primi anni di formazione. La sua abitazione d’infanzia sorgeva a pochissima distanza dalla dimora natale di Grazia Deledda, permettendogli di studiare e formarsi respirando la stessa atmosfera del quartiere in cui nacque la celebre autrice sarda.

Questa vicinanza spaziale si traduce in un’affinità ideale con la figura della scrittrice, prima e unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, nota in tutto il mondo per aver saputo proiettare le storie, i drammi e le passioni del territorio sardo su una scala universale. Per Fois condividere gli stessi spazi e le medesime radici culturali significa raccogliere e portare avanti un’eredità letteraria di immenso respiro, trasformando il racconto dettagliato delle proprie radici in uno strumento privilegiato per esplorare le complesse e infinite sfaccettature dell’animo umano.

Marcello Fois

Premio Campiello: Il Ricordo di Marcello Fois per Michela Murgia

Accogliendo l’importante riconoscimento sul palco veneziano, Marcello Fois non ha mancato di dedicare un frammento denso di emozione a Michela Murgia, la nota romanziera prematuramente scomparsa. Oltre all’ origine territoriale sarda che li accomunava fin dalle origini, i due autori erano legati da un’intesa personale genuina e consolidata nel tempo.

Nel corso degli anni la frequentazione di importanti palcoscenici letterari, festival e conferenze li aveva visti spesso protagonisti di riflessioni a due voci, consentendo loro di intrecciare un dialogo costante e fecondo. Proprio nell’evocare la figura della collega, Fois ne ha dipinto un ritratto toccante descrivendola come un’anima bellissima e capace di straordinaria resilienza. Attraverso questa dedica così limpida e spontanea emerge la forza di un’affinità intellettuale autentica e di un affetto sincero, capace di legare due voci intense della narrativa contemporanea.

Premio Campiello 2026: La Riflessione di Marcello Fois sul Lavoro dello Scrittore

Nel momento del trionfo sul palco veneziano, la riflessione si è posata sul significato autentico della propria attività quotidiana, restituendo l’immagine di un percorso artistico faticoso, costante e privo di facili scorciatoie.

L’atto di dare forma a un romanzo d’autore parte spesso da un impulso viscerale e profondo, che richiede tuttavia una fase successiva di attenta rielaborazione. La nascita di un testo narrativo non può mai ridursi a un gesto estemporaneo o improvvisato: richiede piuttosto la pazienza quasi artigianale di rimaneggiare la pagina, intervenire sulle prime bozze e rifinire la stesura fino a raggiungere la forma definitiva.

Attraverso questo pensiero si traccia un confine netto tra chi sceglie di affrontare l’opera con la dovuta maturità intellettuale e chi si limita alla semplice pubblicazione di un libro. Fare narrativa d’autore richiede infatti una profonda padronanza dei propri mezzi espressivi, rettitudine morale e la capacità di misurarsi responsabilmente con il peso delle parole, offrendo al lettore narrazioni solide e destinate a durare nel tempo.

Marcello Fois

La Trama de” L’immensa Distrazione” tra memoria e dinastie familiari

Gli elementi stilistici e le scelte di fondo dello scrittore trovano un punto d’incontro ideale nelle pagine de L’immensa distrazione, il romanzo vincitore dell’edizione 2026 del Premio Campiello. La narrazione prende il via da un’idea suggestiva: il novantascinquenne Ettore Manfredini si sveglia un mattino scoprendo di aver appena lasciato la vita terrena.

In questo passaggio sospeso, la coscienza del protagonista si trasforma in uno sguardo capace di ripercorrere l’intero cammino personale e le vicende di una complessa dinastia familiare. Con uno scenario che si muove lungo il Novecento nella pianura padana e nel contesto della campagna modenese, l’opera rievoca decenni di rapporti personali, incomprensioni, affetti e segreti custoditi nel tempo. Ne nasce un racconto fluido sulla forza della memoria, capace di mostrare come l’intera esistenza sia, in fondo, una grande sfumatura vissuta prima del congedo finale.

Con questo traguardo, lo scrittore regala al pubblico un romanzo di rara sensibilità, confermando la bellezza di una letteratura capace di accompagnare il lettore fino all’ ultima pagina.

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Tiziana La Barbera
Tiziana La Barbera
Docente di materie umanistiche con particolare interesse per le tematiche educative, psicologiche, sociali ,di crescita personale, di inclusione. Ha approfondito la comunicazione neuro - linguistica (PNL) come strumento per favorire l' inclusione nei contesti scolastici e formativi Laurea in Psicologia L24 Scienze e tecniche psicologiche
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