L’aeroporto più grande d’Italia sorge su un’isola che non esisteva. È questo il primo paradosso di Isola Sacra, i 12 chilometri quadrati di terra tra il Tevere e il Canale di Fiumicino dove dal 15 gennaio 1961 decollano gli aerei del Leonardo da Isola Sacra è un’isola artificiale. Fu creata scavando la Fossa Tatiana il canale navigabile voluto dall’imperatore Traiano nel II secolo d.C. per collegare il Tevere al grandioso Porto Imperiale. I Romani la chiamavano insula Portus, l’Isola del Porto.
All’epoca era grande tre quarti di oggi: il resto lo ha aggiunto il Tevere nei secoli, con i suoi detriti alluvionali. Oggi è la terza isola fluviale più grande d’Italia.

Perchè “Isola Sacra”?
Il nome attuale arriva nel Medioevo. Nel IV secolo l’imperatore Costantino la donò alla Chiesa. Qui sorgeva la Basilica di Sant’Ippolito, patrono di Fiumicino, martire sepolto proprio qui. Dal suo culto e dalla vasta area cimiteriale intorno, l’isola divenne “Sacra”. La basilica paleocristiana, del IV secolo, con il suo campanile romanico del XII secolo, è ancora visibile e domina il paesaggio che porta all’aeroporto.
A confermarlo, negli anni ’70, il ritrovamento del sarcofago del santo con il suo nome inciso.
La particolarità più straordinaria è sotto i vostri piedi quando atterrate. Lungo la Via Flavia, la strada romana che univa Ostia al Porto di Claudio, si estende la Necropoli di Porto, oltre 200 edifici funerari, tombe a casetta del I-IV secolo d.C., perfettamente conservate. Un’intera città dei morti che racconta la vita degli abitanti di Portus. Visitabile con biglietto da 6 euro.

Durante i lavori per la costruzione dell’aeroporto, alla fine degli anni Cinquanta, riaffiorò un altro pezzo straordinario della storia di questo territorio. Nel 1958 venne scoperta la prima imbarcazione romana; le successive ricerche portarono complessivamente alla luce i resti di otto imbarcazioni, tra navi da trasporto, una barca da pesca e frammenti appartenenti ad altri scafi. I principali relitti recuperati costituiscono oggi il cuore della collezione del Museo delle Navi di Fiumicino.
Fertile nell’antichità, l’isola divenne palude malarica nel Medioevo. Fu bonificata alla fine dell’800 da coloni ravennati e poi, dopo la Prima Guerra Mondiale, dall’Opera Nazionale Combattenti. Da lì i nomi curiosi delle sue strade, non sono santi, ma battaglie della prima guerra mondiale . Via Redipuglia, Coni Zugna, Monte Grappa, Trincea delle Frasche.

Il territorio appartenne alla zona Z. XXXVI dell’Agro Romano fino alla nascita del Comune di Fiumicino, istituito nel 1992; la zona amministrativa fu formalmente soppressa nel 1993. Da allora Isola Sacra è una frazione del nuovo Comune e conta circa 14.500 abitanti.
Oggi l’Isola Sacra è un territorio sospeso tra torri medievali, come la Torraccia dello Sbirro del 1450 e i capannoni della logistica aeroportuale, ristoranti di pesce, dove un tempo c’erano le saline, e il rumore degli aerei che ricorda, ogni tre minuti, una cosa importante: quell’isola creata per le navi, oggi serve a far volare il mondo.
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