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Günel Ravilova al Museo Epicentro: da Baku a Gala, l’arte contemporanea supera i confini

L’artista azera entra nella collezione internazionale del museo di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, con un’opera di 30x30 centimetri. Un nuovo tassello in un patrimonio che racconta linguaggi e trasformazioni dell’arte contemporanea dal secondo dopoguerra a oggi

Da Baku al borgo di Gala, nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. La distanza geografica si riduce attraverso il linguaggio dell’arte con l’ingresso di un’opera di Günel Ravilova nella collezione d’arte contemporanea del Museo Epicentro.

L’artista azera ha donato al Museo un’opera di 30×30 centimetri, che entra ufficialmente a far parte di una raccolta costruita nel tempo attraverso il contributo di artisti italiani e stranieri.

Non si tratta, dunque, soltanto dell’acquisizione di un nuovo lavoro. La presenza di Ravilova aggiunge alla collezione una voce proveniente dall’Azerbaigian e un percorso artistico nel quale identità culturale, esperienza personale e ricerca contemporanea si intrecciano.

Günel Ravilova, una pittura tra realtà e dimensione interiore

Nata a Baku nel 1981 e membro dell’Unione degli Artisti dell’Azerbaigian, Günel Ravilova proviene da una famiglia profondamente legata all’arte. È in questo ambiente che, fin dall’infanzia, matura una sensibilità destinata a tradursi in una ricerca personale, sviluppata principalmente attraverso la pittura a olio.

Surrealismo, astrazione e figurazione simbolica diventano strumenti per superare la semplice rappresentazione del reale. Ravilova non cerca infatti di riprodurre ciò che vede, ma di trasformarlo attraverso memoria, emozione e immaginazione. La realtà visibile diventa così materia da scomporre e ricostruire. È proprio in questo passaggio che emerge uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca: ciò che appartiene alla quotidianità perde la propria funzione originaria per assumere un significato ulteriore.

Il corpo che diventa paesaggio e il simbolo che racconta l’uomo

Al centro della produzione di Ravilova c’è soprattutto la condizione umana. La donna, l’identità, l’amore, la famiglia, le relazioni, la memoria, la libertà, la solitudine e la speranza attraversano opere nelle quali il dato figurativo non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso interpretativo.

Il corpo umano può trasformarsi in paesaggio, architettura o spazio emotivo; gli animali, gli oggetti e gli elementi della natura possono perdere il loro significato immediato e diventare metafore di esperienze interiori.

È una pittura che chiede allo spettatore di andare oltre la superficie dell’immagine. La figura riconoscibile rimane, ma viene utilizzata per raccontare qualcosa che non è necessariamente visibile: uno stato d’animo, una memoria, una relazione o una tensione interiore.

In questa prospettiva anche il formato dell’opera entrata nella collezione Epicentro assume un significato particolare. I 30×30 centimetri non costituiscono soltanto una misura: sono il formato attraverso il quale la ricerca individuale dell’artista entra in relazione con il progetto collezionistico del Museo, affiancandosi alle testimonianze artistiche che negli anni ne hanno costruito l’identità.

Günel Ravilova

Tra Nuovi Selvaggi e Transavanguardia, una ricerca che conserva le proprie radici

Nella presentazione che accompagna l’ingresso dell’opera nella collezione del Museo Epicentro, la ricerca di Ravilova viene accostata alla figurazione espressiva dei Nuovi Selvaggi tedeschi e francesi e alla Transavanguardia italiana.

Il riferimento permette di leggere la componente gestuale, espressiva e simbolica del suo lavoro all’interno di un panorama più ampio, senza cancellarne tuttavia la matrice culturale originaria. Nelle opere rimangono infatti riferimenti al pensiero filosofico e culturale della sua terra, rielaborati attraverso un linguaggio che cerca una dimensione comprensibile oltre i confini geografici.

Esperienza individuale e appartenenza culturale finiscono così per convivere: la prima offre alla pittura la sua dimensione emotiva, la seconda ne conserva le radici.

Dall’Azerbaigian alla Cina, il percorso internazionale

Nel corso della sua attività Ravilova ha partecipato a esposizioni e progetti artistici in Azerbaigian e all’estero, portando il proprio lavoro anche in Europa e in Asia.

Nel 2026 il suo percorso internazionale si è ulteriormente ampliato attraverso alcuni progetti in Cina. Le sue opere sono state presentate a Pechino nell’ambito di un progetto dedicato all’arte contemporanea azera e cinese, insieme ad altri artisti dell’Azerbaigian. Il 1° agosto 2026 i suoi lavori sono stati inoltre presentati a Shanghai, nel distretto artistico M50, in un contesto di confronto tra la scena artistica azera e quella internazionale.

Un percorso coerente con una ricerca che tende a superare i confini geografici senza rinunciare alla propria origine e che trova adesso un ulteriore approdo in Sicilia.

Günel Ravilova

Non solo pittura: il rapporto con le nuove generazioni

Alla produzione artistica Ravilova affianca l’attività nel campo dell’educazione, condividendo la propria esperienza con giovani artisti e studenti.

La sua pratica non si esaurisce inoltre nella pittura: comprende progetti grafici e lavori realizzati attraverso tecniche e linguaggi visivi differenti. Rimane tuttavia costante la componente emotiva e simbolica, con opere concepite come narrazioni aperte nelle quali lo spettatore può rintracciare sentimenti, esperienze e interrogativi personali.

Museo Epicentro, da un borgo siciliano una collezione aperta al mondo

L’arrivo dell’opera di Günel Ravilova assume un significato ancora più preciso se inserito nella storia del Museo Epicentro. Nato nel 1994 da un progetto dell’artista Nino Abbate all’interno di una casa rurale di Gala, il Museo ha costruito nel tempo una raccolta internazionale d’arte contemporanea basata su un elemento apparentemente semplice: la mattonella in cotto di 30×30 centimetri.

Su questo supporto comune sono stati chiamati a intervenire artisti di generazioni, provenienze e linguaggi differenti. La raccolta ha coinvolto oltre novecento artisti affermati italiani e stranieri e documenta la presenza di esponenti delle principali correnti e tendenze artistiche dal secondo dopoguerra fino alla contemporaneità.

Nella collezione figurano, tra gli altri, nomi come Emilio Isgrò, Carla Accardi, Agostino Bonalumi, Gillo Dorfles, Pietro Consagra, Achille Perilli, Enrico Castellani, Mario Ceroli e Hidetoshi Nagasawa, componendo un percorso che mette in relazione la storia dell’arte contemporanea con la tradizione materiale della ceramica.

Si tratta di una collezione dalla vocazione internazionale custodita non in una grande capitale dell’arte, ma nel borgo siciliano di Gala.

Günel Ravilova

Epicentro: luogo di cultura

Il Museo Epicentro è un luogo vivo. Intorno alla collezione permanente, negli anni si è sviluppata un’intensa attività culturare, legando parole, immagini e prospettive. Tra gli appuntamenti più consolidati figura il Premio Internazionale di Poesia Circolare, giunto nel 2026 alla sedicesima edizione, che unisce poesia, arti visive, installazioni e performance. A questo si affiancano incontri e dibattiti culturali, reading, presentazioni di artisti e nuove opere, installazioni, performance e iniziative dedicate al confronto tra arte e società. Tra i progetti promossi dal Museo rientrano inoltre il Premio Trinacria Circolare e iniziative come “Impronta d’autore”, mentre l’attività di acquisizione continua ad ampliare la presenza di artisti italiani e internazionali all’interno della collezione.

Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 11 ottobre alle ore 18:00, nel Giardino di Salva, luogo di vegetazione e sculture che si estende accanto al Museo. L’incontro riunirà 21 protagonisti del mondo della cultura e ha un titololo significativo: “Il Suono delle Parole”. È infatti dedicato alla parola come strumento di comunicazione, memoria e impegno. Per l’occasione è stato pubblicato anche il volume “Il Suono delle Parole”, che raccoglie i contributi e gli argomenti al centro dell’iniziativa. L’evento, ideato e organizzato da Nino Abbate, sarà presentato dalla giornalista e direttrice di PDQ Magazine Valentina Di Salvo.

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Valentina Michela Di Salvo
Valentina Michela Di Salvo
Giornalista, Direttore di PDQ Magazine. Mail: valentina.disalvo@pdqmagazine.com ---------------------------------------------------- Credo nella scrittura come strumento di fiducia e nel giornalismo come spazio di ascolto e ricostruzione del senso collettivo
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