Venerdì 25 settembre il Teatro Nino Manfredi di Ostia ha ospitato “Donne: la forza dell’Italia”, iniziativa ideata e promossa da Marco Mambor, assessore ombra al Terzo Settore di Forza Italia Roma, con l’obiettivo di costruire qualcosa di diverso dal tradizionale convegno politico. L’evento era stato annunciato come una serata capace di unire riflessione, testimonianze, arte e spettacolo attorno al protagonismo femminile e al mondo del Terzo Settore.
Mambor, cui Forza Italia Roma ha affidato dal 2025 la responsabilità dell’assessorato ombra al Terzo Settore, ha costruito l’iniziativa attorno a un’idea precisa: mettere in relazione mondi che troppo spesso procedono separatamente — istituzioni, sociale, impresa, cultura, associazionismo e spettacolo — e farlo partendo dalle donne che operano quotidianamente in questi ambiti.
La serata, condotta dalla giornalista Claudia Martucci, presidente dell’Associazione Amici Alzheimer ODV, e moderata dallo stesso Mambor, ha alternato interventi istituzionali, testimonianze, momenti artistici e contributi provenienti da realtà associative e imprenditoriali.
Una domanda per raccontare il protagonismo femminile
Il filo conduttore è stato affidato anche a una domanda rivolta alle donne salite sul palco: «In una società che cambia velocemente, cosa significa oggi per te essere una donna protagonista della propria vita e della propria comunità?». Una domanda uguale per tutte, ma capace di generare risposte inevitabilmente differenti, legate alle esperienze personali e professionali di chi opera nelle associazioni, nel sociale, nell’impresa e nelle istituzioni. Più che costruire una definizione unica del protagonismo femminile, la serata ha così lasciato emergere una pluralità di percorsi e sensibilità.

La proposta di una Casa del Terzo Settore
Nel suo intervento Marco Mambor ha allargato il tema della serata a una visione più complessiva del rapporto tra politica e comunità. Tra le proposte illustrate, quella di una Casa del Terzo Settore di Roma Capitale, pensata come luogo stabile nel quale associazioni ed Enti del Terzo Settore possano incontrarsi, formarsi, lavorare insieme e costruire progetti comuni. Un’idea legata anche alla valorizzazione del patrimonio pubblico inutilizzato.
Per il Municipio X, Mambor ha indicato l’ex Colonia Marina Vittorio Emanuele come esempio di un bene che potrebbe essere recuperato e restituito alla cittadinanza, destinandolo anche ad attività sociali, culturali e artistiche. Il messaggio è stato quello di una politica chiamata ad ascoltare maggiormente chi vive quotidianamente il territorio. Associazioni e Comitati di Quartiere, nella visione presentata da Mambor, non devono sostituirsi alle istituzioni, ma possono rappresentare interlocutori preziosi nella conoscenza dei problemi e nell’elaborazione delle soluzioni.

Sicurezza e libertà delle donne
Da qui anche il tema della sicurezza, affrontato non soltanto come questione di ordine pubblico, ma come insieme di manutenzione, illuminazione, decoro, prevenzione e qualità degli spazi urbani.
Ed è proprio su questo terreno che Mambor ha ricondotto il discorso alle donne: la sicurezza come condizione della libertà di vivere una città, muoversi, lavorare e tornare a casa senza che la paura diventi un limite alla quotidianità.
La violenza contro le donne è stata affrontata anche attraverso un linguaggio diverso da quello degli interventi istituzionali.
Uno spazio particolare è stato dedicato all’opera dell’artista Leonardo Di Giorgio, costruita attorno all’immagine di una figura femminile incatenata e successivamente liberata. Un momento simbolico che ha tradotto attraverso l’arte il tema della costrizione e della riconquista della libertà. Un passaggio che ha contribuito a dare alla serata quella dimensione composita ricercata dagli organizzatori: non soltanto parole, ma anche immagini, spettacolo e linguaggi differenti capaci di raccontare lo stesso tema.

Il confronto con le istituzioni e i territori
Tra le presenze istituzionali della serata anche Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie della Camera dei deputati.
La sua presenza ha dato ulteriore spazio ai temi legati ai territori e alle periferie, particolarmente coerenti con un’iniziativa organizzata proprio a Ostia e con il richiamo, più volte emerso nel corso della serata, alla necessità di avvicinare istituzioni, realtà associative e comunità locali.

Il messaggio di Luisa Regimenti
Assente per motivi di salute Luisa Regimenti, segretario romano di Forza Italia e assessore della Regione Lazio, che ha comunque voluto far pervenire alla platea un proprio messaggio. Nel suo intervento ha descritto il Terzo Settore come una presenza fondamentale in una città complessa come Roma, capace di trasformare «la sensibilità in responsabilità, la solidarietà in organizzazione e la buona volontà in un impegno concreto e continuativo».
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alle donne, protagoniste nel volontariato, nell’educazione, nell’assistenza, nelle professioni e nella direzione delle organizzazioni. Regimenti ha sottolineato come il valore della presenza femminile nel sociale non debba essere ricondotto a stereotipi sulla cura, ma a competenze maturate nell’esperienza: ascolto, organizzazione, capacità di costruire relazioni e di leggere bisogni anche non immediatamente espressi.
Da qui anche l’auspicio di un rapporto sempre più stretto e strutturato tra istituzioni e Terzo Settore, proprio perché le realtà che operano quotidianamente nei quartieri riescono spesso a intercettare i problemi prima che diventino emergenze.

Il videomessaggio di Angelo Tripodi
Anche Angelo Tripodi, consigliere regionale del Lazio, non era presente fisicamente ma ha partecipato alla serata attraverso un videomessaggio. Tripodi ha ringraziato Mambor per aver organizzato un evento capace di mettere al centro «la forza delle donne», soffermandosi sul valore del rispetto e sulla necessità di trasformare l’attenzione verso questi temi in progetti e iniziative concrete.
Nel suo videomessaggio ha definito la donna «il motore della nostra nazione», rivolgendosi anche alle associazioni presenti e richiamando l’impegno di Luisa Regimenti sui temi delle pari opportunità.

Un appuntamento destinato a diventare annuale
Ed è probabilmente questo uno degli elementi più significativi emersi dalla serata di Ostia. “Donne: la forza dell’Italia” non nasce come un appuntamento occasionale o come un evento costruito soltanto per il 2026. Quello del Teatro Nino Manfredi vuole essere il primo di una serie di incontri destinati a ripetersi nel tempo.
L’intenzione è trasformarlo in un appuntamento annuale, capace ogni volta di mettere a confronto esperienze nuove e mondi differenti, mantenendo però fermo il filo conduttore della partecipazione femminile alla vita sociale, economica, culturale e istituzionale. Un nuovo appuntamento è già previsto nel percorso organizzativo per aprile 2027, ma la prospettiva guarda oltre: costruire un format riconoscibile e permanente.
È proprio questa continuità a distinguere l’iniziativa da molte manifestazioni dedicate al tema femminile. L’ambizione dichiarata è non limitarsi alla celebrazione di una serata, ma creare nel tempo uno spazio stabile di incontro, ascolto e proposta.
In questo senso, il primo appuntamento di Ostia ha rappresentato soprattutto l’apertura di un percorso. Un percorso che Marco Mambor, attraverso il proprio ruolo nel Terzo Settore di Forza Italia Roma, intende legare sempre più strettamente ai territori e alle realtà associative, trasformando il confronto in progettualità e la partecipazione in un appuntamento destinato a crescere anno dopo anno.

Il racconto della serata attraverso le immagini
A documentare la serata anche gli scatti di Valerio Faccini, fotografo d’arte del territorio, che ha seguito l’evento restituendone attraverso le immagini volti, momenti e atmosfera.
Un contributo particolarmente prezioso per un appuntamento che ha scelto fin dall’inizio di utilizzare linguaggi diversi — parola, testimonianza, arte e spettacolo — per raccontare il protagonismo delle donne e la comunità che intorno a esse può essere costruita.
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