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Dipendenze, cresce il consumo tra i giovani. Il Governo: “È una pandemia non percepita”. Record di sequestri e allarme nuove droghe

La Relazione 2026 fotografa la diffusione delle sostanze tra i più giovani e richiama l’attenzione su un fenomeno in evoluzione. L’analisi di William De Vecchis

La lotta alle dipendenze in Italia segna un punto di svolta. Dopo due anni di lieve calo (2022-2024), nel 2025 i consumi tornano a salire, soprattutto tra i giovanissimi. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata lo scorso giugno a Roma.

Un tema tornato al centro del confronto istituzionale il 18 settembre al Senato, in occasione della presentazione di “Sotto pelle, storia di dipendenza e di rinascita”, la nuova serie podcast della Comunità Incontro ETS. All’incontro ha partecipato anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha richiamato l’importanza di una corretta informazione sugli effetti delle sostanze e indicato nella perdita della libertà personale un elemento comune alle diverse forme di dipendenza.

I numeri della Relazione 2026

Quattro numeri, come li ha definiti il Sottosegretario Alfredo Mantovano con delega alle politiche antidroga: 15, 19, 26, 55.

Il 26% è la quota di ragazzi tra i 15 e i 19 anni che ha consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nell’ultimo anno. Un adolescente su quattro. Il 23% è il dato complessivo tra tutti gli studenti minorenni: quasi 350 mila ragazzi hanno usato sostanze illegali nel 2025, in aumento dal 20% del 2024. Mentre 55 sono le tonnellate di droga sequestrate su tutto il territorio nazionale. Stima totale del mercato circolante: tra le 160 e le 220 tonnellate. “Non è esagerato parlare di pandemia non percepita” ha detto Mantovano.

L’allarme cocaina e le nuove droghe

Se la cannabis resta la sostanza più diffusa, a destare maggiore preoccupazione è la cocaina, che entra soprattutto via mare. Solo sommando Gioia Tauro e Livorno, nel 2025 sono state sequestrate circa 5 tonnellate.

La Relazione segnala una crescita preoccupante delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS): cannabinoidi sintetici, nuovi oppioidi, catinoni, ketamina e allucinogeni. In aumento anche gli stimolanti sintetici.

Per la prima volta, il monitoraggio si estende all’ambiente: il progetto PSICO, realizzato con CNR, Università Ca’ Foscari Venezia e 10 ARPA regionali, ha rilevato cocaina nel 100% dei campioni di aerosol urbano, ketamina nel 77% e THC nel 70%.

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Policonsumo e psicofarmaci

Altro fronte critico: l’uso combinato di sostanze e psicofarmaci senza ricetta. Nel 2025 quasi 180 mila minorenni, pari all’11%, hanno fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, con una diffusione quasi doppia tra le ragazze rispetto ai coetanei maschi.

Il dato si inserisce in una tendenza già emersa negli anni precedenti. L’indagine ESPAD Italia aveva infatti rilevato nel 2024, considerando l’intera popolazione studentesca, 290 mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni che avevano assunto almeno una tipologia di psicofarmaco senza prescrizione nell’ultimo anno, pari al 12%. Circa 54 mila ne avevano fatto un uso frequente, almeno dieci volte nell’arco di un mese. Dal 2021 il fenomeno risultava in crescita costante e nel 2024 aveva raggiunto i valori più elevati mai registrati dall’indagine.

Tra i prodotti maggiormente utilizzati figuravano soprattutto quelli per dormire o rilassarsi, seguiti dai farmaci per l’umore, per l’attenzione e l’iperattività e per il controllo del peso.

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La strategia nazionale

Nel videomessaggio alla presentazione, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato lo stanziamento record di oltre 160 milioni di euro nel 2025 per prevenzione, cura e reinserimento.

Tre le direttrici indicate nella Relazione 2026. La prima riguarda la prevenzione nelle scuole, con l’obiettivo di intercettare precocemente le situazioni di disagio tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni. Sul fronte del contrasto ai traffici, la strategia punta invece al rafforzamento dei controlli nei porti e alle frontiere doganali. Infine, particolare attenzione viene riservata alla rete dei servizi, attraverso il potenziamento dei SerD e delle comunità terapeutiche, anche per rispondere al fenomeno del policonsumo.

“Una società libera dalle dipendenze non si costruisce solo con la repressione, ma con una presenza dello Stato capillare, nelle scuole, nelle famiglie, nei servizi” ha concluso Mantovano.

Una sfida nazionale che nel 2026 non può più essere considerata emergenza settoriale, ma questione di sicurezza e salute pubblica.

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In foto: La presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026; Una sede del Ser.D., Servizio per le Dipendenze dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento.

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