Il referendum sulla giustizia è tornato al centro del confronto pubblico e politico con la presentazione ufficiale del Comitato “Si vota Sì”, promotore della campagna referendaria a favore della separazione delle carriere dei magistrati. L’iniziativa si è svolta ieri mattina, 6 febbraio 2026, presso il Senato della Repubblica, nella Sala Caduti di Nassirya, alla presenza di esponenti del mondo giuridico, dell’informazione, della cultura e della società civile.
La conferenza stampa ha segnato l’avvio formale di una campagna che punta a riportare nell’agenda pubblica uno dei temi più delicati e strutturali dell’ordinamento italiano: il funzionamento della giustizia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un dibattito che, come è stato sottolineato dai relatori, non riguarda soltanto gli addetti ai lavori ma incide direttamente sui diritti dei cittadini, sulla durata dei processi e sulla fiducia nelle istituzioni.
Il Comitato “Si vota Sì”: una campagna trasversale
A guidare il Comitato “Si vota Sì” è Valentina Ruggiero, avvocato familiarista, che ha assunto la presidenza dell’organismo promotore del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti. Accanto a lei sono intervenuti Pierluigi Del Viscovo, editorialista de Il Giornale, Gianluca Soma, manager e consulente internazionale, l’attrice Maria Pia Iannuzzi e il regista Lello Pepe.
L’iniziativa è stata presentata fin da subito come trasversale e non riconducibile a un singolo schieramento politico, con l’obiettivo dichiarato di costruire un consenso ampio intorno a una riforma ritenuta necessaria per modernizzare il sistema giudiziario italiano.

Pellegrino: “La giustizia non è una bandiera politica”
A portare i saluti istituzionali è stata la senatrice Cinzia Pellegrino, esponente di Fratelli d’Italia e membro della Commissione bicamerale per la Semplificazione. Nel suo intervento, Pellegrino ha ribadito la necessità di sottrarre il tema della giustizia alla contrapposizione ideologica.
«La giustizia non è un argomento lontano dalla gente – ha affermato – ma riguarda tutti e non soltanto gli addetti ai lavori. Va chiarito subito che votare al referendum non ha una valenza politica e non è un voto pro o contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni».
La senatrice ha richiamato le radici storiche della proposta di separazione delle carriere, ricordando come il primo a sostenerla fosse stato Giuliano Vassalli, partigiano e Guardasigilli, e come essa rappresentasse una storica battaglia di Marco Pannella.
«Era una battaglia che veniva da lontano – ha sottolineato – e che attraversava schieramenti diversi. Anche oggi, a sinistra, ci sono esponenti favorevoli a questa riforma e va riconosciuta la loro onestà intellettuale».
Secondo Pellegrino, ridare dignità alla giustizia significa rafforzare lo Stato di diritto: «Votare sì – ha concluso – significa stare dalla parte del cittadino».
Ruggiero: “Separare le carriere per garantire imparzialità”
Nel suo intervento, Valentina Ruggiero ha illustrato i punti qualificanti della riforma oggetto del referendum, soffermandosi sull’istituzione dell’Alta Corte disciplinare e sulla separazione degli organi di autogoverno della magistratura.
«Questi elementi rappresentano gli aspetti più innovativi della riforma – ha spiegato – perché svincolano il potere disciplinare dalle logiche correntizie che negli anni hanno inciso negativamente sulla credibilità della magistratura».
Per la presidente del Comitato “Si vota Sì”, la specializzazione dei ruoli è una condizione essenziale per garantire un processo equo: «Separare le carriere significa assicurare una reale parità tra accusa e difesa e rafforzare il principio di imparzialità del giudice».
Soma: “Una riforma in linea con gli standard europei”
A offrire una prospettiva comparata è stato Gianluca Soma, che ha evidenziato come la separazione delle carriere e il sorteggio negli organi di governo della magistratura siano già presenti in numerosi Paesi europei.
«La riforma interviene sulle fondamenta dell’ordinamento giudiziario – ha dichiarato – per rendere il processo più imparziale ed efficace. Si tratta di strumenti di buon senso che rafforzano la fiducia dei cittadini nella giustizia».
Del Viscovo: “Il rischio è l’astensione”
Il tema della partecipazione al voto è stato al centro dell’intervento di Pierluigi Del Viscovo.
«Il vero rischio – ha avvertito – è che il referendum venga perso per mancanza di affluenza. Anche la riforma migliore ha bisogno del sostegno dei cittadini».
Secondo l’editorialista de Il Giornale, la sfida principale sarà comunicativa: spiegare in modo chiaro perché il voto favorevole alla separazione delle carriere sia nell’interesse collettivo.
Cultura e giustizia: una riflessione più ampia
A chiudere la conferenza sono stati gli interventi di Maria Pia Iannuzzi e Lello Pepe, che hanno sottolineato la dimensione culturale del tema giustizia.
«Anche il mondo della cultura sente il bisogno di una giustizia più equa e comprensibile – ha affermato l’attrice –. La separazione delle carriere parla di equilibrio, responsabilità e rispetto dei ruoli».
Per il regista Pepe, sostenere la riforma significa contribuire a una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini e istituzioni: «La giustizia incide profondamente sulla vita delle persone e raccontare questa riforma vuol dire rafforzare la consapevolezza democratica».
Una campagna che guarda ai cittadini
Con la presentazione di ieri al Senato, il Comitato “Si vota Sì” ha dato ufficialmente il via a una campagna che punta a informare e coinvolgere l’opinione pubblica su una riforma considerata centrale per il futuro della giustizia italiana. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare un tema complesso in una scelta consapevole, capace di incidere sul rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
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